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Affrontare la povertà energetica a 360° ecco perché

Fonte: CANALEENERGIA

Quanto emerso dal meeting dei brand ambassador dell’Alleanza contro la povertà energetica

La povertà  energetica è un problema tipico delle società del benessere. Un ossimoro che rappresenta una sorta di errore nel matrix delle realtà industrializzate. In attesa che si riesca a dare una definizione istituzionale  fenomeno non si può non cercare di trovare un modo per arginarlo il più possibile. In realtà da quando oltre cinque anni fa abbiamo iniziato a studiare e seguire il fenomeno come testata specializzata di energia, siamo entrati in contatto con diverse best pratices e progetti sperimentali in parte operativi anche grazie all’interesse della Unione Europea. Un’attività che in Europa ha visto molto combattere gli inglesi, forse la nazione europea più colpita dalla problematica, e che ci si domanda ora che siamo orfani dal Regno di sua maestà  Elisabetta II se resterà sempre all’ordine del giorno delle agende europee.

Si tratta di un problema dalla realtà complessa, composta da molte sfaccettature. Per questo l’Alleanza contro la povertà energetica, iniziativa fondata nel 2019 da questa testata insieme ad Adiconsum, sta continuando la sua esplorazione di best practices e di iniziative, anche innovative, magari da mettere in rete e rendere più universalmente condivisibili. La risposta alle problematiche non può solo venire dall’alto.

Abbiamo raccolto i primi suggerimenti su cui lavorare emersi da un primo meeting virtuale a porte chiuse, in piena ottemperanza delle norme di emergenza nazionale da Coronavirus, tra gli Ambassador dell’Alleanza, che ricordiamo essere composto dai fondatori, Camilla Calcioli business development manager di Gruppo Italia Energia editore di questa testata e Agnese Cecchini, direttore Canale Energia e da: Anna Amato ricercatrice Enea;  Dario Di Santo dg della Fire (Federazione italiana uso razionale dell’energia); Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente; l’avv. Emilio Sani coordinatore GdL legislativo e regolatorio di Italia Solare; l’avv. Sarah Supino e l’avv. Benedetta Voltaggio entrambe presso lo studio Salvini e Soci – studio legale tributario fondato da F. Gallo e Marina Varvesi responsabile dell’area di “Innovazione e Ricerca” in Aisfor Srl.

Il team di brand ambassador dell’Alleanza sta cercando di mettere a sistema un mix possibile di azioni. Dall’aspetto legale, alle opportunità tecnologiche, alla cooperazione tra diverse figure anche industriali allo sviluppo di una rete di formatori e divulgatori in grado di individuare e di bussare alla porta delle persone in difficoltà. Elemento strategico di successo, perché la povertà energetica è un livello di disagio in cui si scivola silenziosamente e di cui spesso ci si vergogna anche un pò.

Le proposte dei brand ambassador per sconfiggere la povertà energetica

Stiamo lavorando per far inserire nelle disposizioni di attuazione della direttiva in materia di prestazione energetica degli edifici un piano per obbligare all’efficientamento del parco immobiliare esistente quando siano stabilite alcune soglie che rendono troppo oneroso in termini sia economici che ambientali mantenere l’edificio nello stato attuale di cui abbiamo consegnato pochi giorni fa la proposta al Senato”.  La riduzione dei costi per le persone in stato di disagio non può che partire dal consentirgli di vivere in edifici dove l’energia non viene sprecata afferma l’avv. Emilio Sani. “Inoltre siamo molto felici di quanto ottenuto sul Milleproroghe rispetto la possibilità di istituire Comunità energetiche. Stiamo monitorando su questo il decreto attuativo che aspettiamo entro breve, da cui potranno partire diverse azioni per le comunità anche rivolte a persone in disagio energetico”.

Entrambe le iniziative sono state portate avanti da Italia Solare a braccetto con Legambiente come ricorda Katiuscia Eroe che evidenzia inoltre che l’associazione ambientalista ha in programma delle azioni anche divulgative su questi strumenti “La produzione e la riduzione del fabbisogno energetico sono chiaramente i due pilastri su cui agire (…) non ci possiamo limitare alla cessione del credito bisogna trovare nuovi ed efficaci strumenti da fornire ai cittadini”. Riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e comunità energetiche hanno già dimostrato essere due strumenti efficaci e concreti, in grado di portarsi dietro benefici sociali e ambientali.

Guardando al tema dei costi in bolletta l’avv Sarah Supino, in accordo con la collega Benedetta Voltaggio, sottolinea come oltre a guardare al bonus c’è un aspetto legato agli oneri generali di sistema su cui si potrebbe agire in modo significativo. “Questi potrebbero essere considerati vere e proprie imposte, ciò fa si che le famiglie, soprattutto quelle che sostengono maggiori consumi, subiscono una maggiore “tassazione” implicita che sfugge alle statistiche di finanza pubblica” in pratica a differenza delle tasse che sono calcolate sula base dei propri redditi gli oneri di sistema in bolletta ad oggi non subiscono questa logica di distribuzione. Un elemento su cui si potrebbe lavorare. A questo si aggiunge il tema di inserire l’energia all’interno del welfare in quanto “non disporre di un quantitativo minimo di tale bene può condurre a una condizione di deprivazione, che mette a rischio alcuni diritti fondamentali per la persona umana, come la salute, la dignità e, nei casi più gravi, il diritto alla vita stessa”. A cui segue il lavoro del team di avvocatesse sull’accesso alla giustizia, un passo importante per assicurare l’uguaglianza dei cittadini.

Tutte iniziative sarebbero valorizzate se il cittadino in stato di bisogno ne potesse essere messo in piena conoscenza. Un elemento di cui si è occupata Marina Varvesi di Aisfor, durante il progetto europeo Assist di cui è coordinatore, che ha formato i Tutor energetici domestici – Ted. Una rete di professionisti in grado di comunicare con cittadini in povertà energetica per sostenerli nel conoscere i loro bisogni e consumi energetici migliorando le loro abitudini di consumo, aiutandoli a conoscere il mercato dell’energia ed i loro diritti. Una rete che potrebbe diventare, come accade già in altri paesi un servizio pubblico.

Temi su cui l’Enea sta agendo sotto il profilo sperimentale stipulando accordi con reti di case in cui sta istallando strumenti di efficientamento energetico. Ma soprattutto puntando sull’efficienza energetica come soluzione strutturale e a lungo termine, come sottolinea Anna Amato ricercatrice dell’Ente con il supporto della collega Chiara Martini, Enea ha vinto un bando europeo per un progetto dedicato al problema e all’efficacia delle misure di policy per contrastarlo. Il focus del progetto, che vede la partecipazione di altre agenzie energetiche europee, è sulle famiglie in povertà energetica in affitto presso privati, per le quali l’accesso alle misure può essere più complesso, in particolare per quelle di riqualificazione energetica.

Infine Dario Di Santo della Fire sottolinea come dal profilo operativo della sua associazione attiva già in diversi progetti europei sul tema dell’efficienza, possano venire degli spunti per valutare sinergie utili ad affrontare la tematica, guardando alle buone pratiche nazionali ed internazionali. Nello specifico suggerisce una attenzione maggiore alle performance energetiche e la possibilità di trovare le risorse necessarie per riqualificare gli immobili degli incapienti sfruttando una quota delle risorse raccolte attraverso il meccanismo dell’emission trading. “Di certo bisogna guardare oltre al bonus sociale, la vera soluzione è fare efficienza energetica e riqualificare gli edifici, tagliando il problema alla radice, attraverso l’individuazione dei modelli di intervento più efficaci”.

A partire da questi suggerimenti l’Alleanza contro la povertà energetica stabilirà alcuni trend setter per continuare la sua azione di comunicazione e networking agli stakeholder politici e civili con l’obiettivo di organizzare dei momenti di incontro pubblici, non appena la situazione di emergenza nazionale sarà, speriamo presto, rientrata.

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