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Bonus Mobilità, ennesimo rivio. A che punto siamo?

Bonus mobilità: a che punto siamo? Sarà davvero un provvedimento che soddisferà le numerose richieste? Le indicazioni dopo la pubblicazione del Decreto che definisce le modalità e i termini per l’ottenimento del Bonus

di Roberto Minerdo resp. Dip Mobility Consumerismo No profit

Roma, 7 settembre 2020

Il Bonus mobilità non parte ancora ma almeno una data certa sembra ci sia: il 4 di novembre 2020. È stato pubblicato sabato scorso, 5 settembre, in Gazzetta Ufficiale n. 221, il Decreto Legge del Ministero dell’ Ambiente, di concerto con il MEF e quello dei Trasporti, che definisce le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del buono mobilità che ha effetto dal 4 maggio 2020 fino alla fine dell’anno. Potranno beneficiare dei benefici i residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle città metropolitane, nei capoluoghi di provincia ovvero nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti attraverso una applicazione web o direttamente sul sito del Ministero dell’ambiente www.minambiente.it. Il buono mobilità potrà essere richiesto una sola volta.

A partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, a ciascun beneficiario è riconosciuto un buono mobilità pari al 60% della spesa sostenuta e comunque non superiore a €.500, detto buono potrà essere utilizzato per:

  1. acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita (elettriche)
  2. l’acquisto di veicoli per la mobilità personale : segway, hoverboard, monopattini elettrici
  3. l’utilizzo di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture

I buoni saranno emessi fino a esaurimento delle risorse disponibili che vedono uno stanziamento complessivo di 210 milioni di euro.

Per richiedere i buoni, a partire dal 4 di novembre prossimo occorrerà identificare il proprio nome e cognome e codice fiscale attraverso l’identità digitale SPID e compilare il modulo che sarà presente sul sito del Ministero dell’Ambiente e su una applicazione di cui poco si conosce ancora. Per l’utente il buono sarà disponibile in una area riservata e potrà essere utilizzato presso i fornitori inseriti in apposito elenco e spesi entro i successivi 30 giorni. Alla richiesta di rimborso, se l’acquisto è già avvenuto a partire dal 4 maggio scorso, dovrà essere allegata la fattura o lo scontrino parlante (quello contenente i dati dell’acquirente), in tal caso il rimborso del 60% dell’acquisto (fino a un massimo di 500 euro) verrà accreditato sul conto corrente del beneficiario.

I buoni che verranno emessi per acquisti fino al 31 dicembre 2020 saranno corrispondenti al 40% dell’importo di spesa, sempre con il limite di 500 euro da presentare direttamente al negoziante.

Per avere il massimo di beneficio si dovrà acquistare un bene di valore di circa 800 euro.

Sembra quindi che la macchina burocratica si sia avviata, ancora una volta assistiamo a procedure complicate per il consumatore, con un ritardo evidente per chi ha già acquistato un bene e non ha ricevuto alcun sconto. La speranza è inoltre che lo stanziamento copra tutte le richieste che già al momento fanno registrare un numero di acquisti considerevole.

Resta poi il tema dell’utilizzo dei mezzi acquistati, si ribadisce la necessità di provvedere a una adeguata copertura assicurativa come già avviene per i servizi di sharing e il rispetto assoluto delle norme comportamentali introdotte dal Codice della Strada e dai dispositivi  di Polizia Municipale, la prudenza non è mai troppo per chi circola in città con mezzi leggeri e poco protetti come le bici e i monopattini elettrici.

Serve poi una pianificazione urbanistica adeguata che intervenga sui piani del traffico locali e che preveda spazi adeguati per la circolazione della micromobilità.

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