Salute

COVID-19 e Cellule Staminali del Tessuto del Cordone Ombelicale

Fonte: FUTURA STEMCELL

Torniamo a parlare di Coronavirus e di come si stia muovendo la comunità scientifica internazionale per combattere questa emergenza. La diffusione del virus SARS-Cov2 ha assunto la collocazione di Pandemia e come tale è considerata. L’elevato potere di diffusione del virus e la ripercussione sulla salute umana ha coinvolto studiosi di ogni settore sanitario per la lotta contro questo agente microscopico che ci sta cambiando la vita.

Le strategie adottate sulle persone che, infettate dal virus, hanno sviluppato sintomi differenti, dai meno ai più gravi, comprendono terapie antivirali, idrossiclorochina, anticorpi neutralizzanti, riproposizione di farmaci utilizzati per altri virus e infusione di siero di pazienti in convalescenza da coronavirus. Dallo studio microscopico di questo virus e da quello del suo meccanismo di azione, si è visto come il virus abbia una predilezione per quelle cellule che hanno sulla loro superficie una molecola detta recettore ACE2. Gli alveoli polmonari, sono ricchi di questa molecola ed è per questo che il virus li attacca in via preferenziale. Per tale ragione sono in via sperimentale farmaci che vadano a bloccare questa molecola.

Ma quando il virus riesce ad infettare le cellule, genera una tempesta di molecole infiammatorie che porta ai sintomi peggiori associati alla COVID-19. Quelli, cioè, che portano i pazienti in terapia intensiva. Per questo molti studiosi hanno pensato che per sconfiggere questo virus si debba agire proprio bloccando la formazione di questa cascata di molecole infiammatorie.

Poiché le terapie attuate non sempre danno frutti in pazienti in terapia intensiva, gli studiosi hanno pensato a chi potesse dare il maggiore effetto antiinfiammatorio.

La scelta è andata sulla potenziale azione del trapianto di cellule staminali mesenchimali, cellule che già sono protagoniste di numerosi studi clinici per il loro evidente effetto immunomodulatorio nel diminuire l’infiammazione.

In Cina, così, sono stati attivati diversi studi clinici che hanno coinvolto pazienti con COVID-19 a cui sono state trapiantate cellule staminali mesenchimali. I risultati preliminari hanno dimostrato che il trattamento con cellule staminali mesenchimali era sicuro ed efficace, dati i miglioramenti assunti dai pazienti.

Ma perché queste cellule agirebbero con efficacia? Qual è il loro ruolo?

Perché hanno un potere immunomodulatorio, possono prevenire ed attenuare la tempesta di molecole infiammatorie generate dal virus e possono anche migliorare i danni creati dal virus sull’ambiente circostante. Stimolano, infatti, la riparazione endogena dei tessuti. Il trapianto avviene in maniera semplice. Possono essere, infatti, trapiantate iniettandole. Le cellule staminali mesenchimali, inoltre, dopo singola infusione si accumulano al polmone, l’organo attualmente più colpito, proteggendo gli alveoli, prevenendo la fibrosi polmonare e migliorandone la funzionalità.

Ma quali fonte di cellule staminali sarebbe la migliore da utilizzare in questo trattamento?

Le cellule staminali mesenchimali derivanti dal tessuto del cordone ombelicale.

Le cellule staminali mesenchimali derivanti da midollo osseo infatti, non sarebbero una fonte opportuna perché nel midollo osseo non c’è un numero elevato di cellule staminali mesenchimali e perché la metodologia di prelievo renderebbe il tutto più difficoltoso.

Il prelievo difficoltoso, porterebbe anche il tessuto adiposo a non essere una buona di cellule staminali mesenchimali.

La gelatina di Wharton, il tessuto interno al cordone ombelicale dal quale si estraggono le cellule staminali mesenchimali, risulta per questa motivazione una buona fonte. Ma non solo:

Il cordone ombelicale è una fonte elevata di cellule staminali mesenchimali

  • Le cellule staminali mesenchimali derivanti dal tessuto del cordone ombelicale si moltiplicano molto più velocemente di quelle di altre fonti. Poiché il coronavirus provoca una condizione patologica sistemica, c’è bisogno di milioni di cellule per dare un’efficacia clinica. Per questo avere una fonte che dà un maggiore numero di cellule, come il cordone ombelicale, la fa preferire alle altre.
  • Il tessuto del cordone ombelicale e le cellule in esso contenute vengono prelevati in maniera non invasiva.
  • Le cellule staminali mesenchimali hanno delle caratteristiche immunologiche che gli permettono di esser trapiantate anche da un paziente diverso dal donatore e non generare rigetto.

Gli studi fatti sulle cellule staminali mesenchimali ci danno conferma come sia sottovalutata questa fonte di cellule e come si debba ripensare ad una legge che permetta di prendere in considerazione la crioconservazione e l’utilizzo di queste cellule anche nel nostro paese. Il 5 aprile la FDA americana ha approvato la terapia sperimentale con cellule staminali mesenchimali nei casi più gravi.

 Nel frattempo, guardiamo con ottimismo a questi studi clinici sul trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale e il COVID-19 in attesa che gli studi ci diano maggiori approfondimenti.

Fonte: Atluri S et al. Pain Physician 2020; 23:E71-E83

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