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COVID19, dare il potere dei dati ai consumatori

Di Elena Pasquali, CEO di ECOSTEER e Responsabile Dipartimento Innovazione tecnologica di CONSUMERISMO “La Lobby dei Consumatori”

Ecosteer credits noi.bz.it

Il contrasto alla pandemia Covid-19 ha dato prova dell’impatto che i nostri comportamenti hanno sulla comunità e di come la nostra partecipazione sia diventata digitale.

Abbiamo infatti compreso l’enorme valore dei nostri dati e l’importanza di condividerli per il bene comune. Dalle preferenze di acquisto, agli spostamenti, ai parametri sanitari, i nostri dati – prodotti dai dispositivi intelligenti che portiamo con noi o che abbiamo in casa – descrivono puntualmente le nostre abitudini e servono alle aziende e alle istituzioni per rendere le nostre città più sane, pulite e sicure.

 

Ogni giorno condividiamo un’enorme quantità di dati personali senza essere informati su chi li utilizza e come. Il mercato dei dati è infatti monopolio di poche multinazionali che utilizzano i nostri dati in maniera non trasparente, non conforme alle normative Europee e lesiva della democrazia.

 

Se il benessere e la sostenibilità delle nostre città si basano sulla condivisione dei nostri dati è necessario che i cittadini sappiano chi sono le terze parti che usano i loro dati e per quali finalità. Inoltre, dato che i dati sono così preziosi, i cittadini devono poter essere ricompensati per la condivisione.

 

Questo è quanto già previsto dalle normative europee in materia di protezione e condivisone dei dati. Il GDPR, la Dr. 770/2019 e la Strategia Europea sui Dati ha infatti stabilito il principio di proprietà del dato, dando al proprietario dei dati – noi cittadini – il diritto di poterne disporne liberamente e di essere ricompensati se decidiamo di condividerli.

 

La giurisprudenza non è però sufficiente per consentirci di esercitare il controllo sui nostri dati. Trattandosi di un contesto digitale, la proprietà del dato deve essere riconosciuta anche dal punto di vista sostanziale, ovvero a livello tecnologico.

Questo implica l’adozione di strumenti tecnologici per la gestione della condivisone dei dati, dove è l’originatore del dato ad averne il controllo – ovvero il cittadino.

EcoSteer propone un uno strumento software basato su Smart Contracts nella Blockchain e su end-to-end encryption dove i proprietari legali dei dati – i cittadini – posso decidere a chi concedere l’accesso ai loro dati, come pure revocarlo in qualsiasi momento, automatizzando così il consenso al trattamento del dato previsto dalla GDPR. Lo smart contract crea una relazione diretta tra il proprietario del dato ed il suo utilizzatore finale, decentralizzando il controllo sino ad oggi esercitato dalle piattaforme di distribuzione dei dati. Inoltre lo smart contract stabilisce il valore di un flusso di dati in ‘tokens’. E’ così possibile essere ricompensati per la condivisone dei dati.

Controllo e remunerazione dell’accesso ai dati in un sistema decentralizzato creano le premesse per  nuove forme di ‘partecipazione digitale’, dove i cittadini potranno condividere i propri dati per migliorare la qualità di vita nelle nostre città e contribuire al benessere della comunità.

 

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