Consumatori

Da PortaPortese a MarketPlace – Immolato per voi. Ecco cosa ho trovato.

di Luigi Gabriele – Il tutor dei consumatori italiani


Rischi e opportunità

In poco meno di 20 anni, siamo passati dalla vendita entro qualche settimana a quella entro pochi secondi.

Cosa sono i MarketPlace? Sono mercatini per prodotti usati e per lo scambio e la vendita di oggetti tra persone.
Il pioniere dell’on-line è stato e.Bay, che all’inizio funzionava come un’asta ma poi è diventato un vero e proprio mercato, soprattutto per venditori professionali (negozi, commercianti, buyer, etc etc).
In Italia i pionieri dell’on-line sono stati quelli di Subito.it, ma diciamo che il pioniere dei pionieri è stato il mitico PORTAPORTESE.

Ricordo quando, ai tempi dell’università La Sapienza (1999-2004), se avevi necessità di vendere qualcosa, affittare casa, cercare un posto letto o altro, compravi Portaportese ritagliavi il tagliandino per gli annunci, lo compilavi e lo spedivi. Ma se potevi passare alla sede di viale di Porta Maggiore a Roma, potevi metterlo nella cassetta degli annunci.
Quando usciva il numero con il tuo annuncio era un vero e proprio evento. In genere passavano almeno due settimane da quando decidevi di vendere a quando veniva pubblicato l’annuncio. Poi arrivò il centralino telefonico e entrammo nell’epoca di pochi giorni tra decisione di vendere e vendita vera e propria (dovevi sempre aspettare che uscisse il settimanale).
Oggi siamo nell’era del tutto e subito: incredibilmente da quando decidi di vendere a quando hai venduto passano poche decine di minuti.

Questa settimana ho testato il MarketPlace di FB.
2,5 Miliardi di utenti (probabile acquirenti/venditori), servizio di messaggistica istantaneo, vetrina gratuita, chiamate gratuite, nessuna intermediazione, nessun costo; insomma senza spendere un centesimo in marketing ha spazzato via tutti.

Con questo strumento appena decidi di disfarti dell’oggetto prendi lo smartphone, fai una foto, apri l’APP, inserisci l’annuncio, la descrizione, il CAP, i riferimenti, accetti le condizioni(leggete bene perché si tratta di una manleva assoluta) e in meno di 1 minuto sei sul mercato globale.
2,5 miliardi di potenziali acquirenti sono li.

Dopo qualche istante iniziano ad arrivare messaggi su messenger “è disponibile?”, “dove si trova?”,
e da li in poi devi tenere a freno le dita perché rischi di passare giornate a rispondere a potenziali acquirenti.
Questa settimana ho fatto la prova 4 volte e in ogni caso ho venduto in meno di qualche ora al prezzo che dicevo io, selezionando i clienti grazie al fatto che si possono visionare i profili e vedere con chi hai a che fare.
Mi è capitato anche qualcuno che se la prende se non vendi e ti insulta. Il trucco: mai dare troppa confidenza, usando sempre un approccio distaccato e professionale.

Ricorda che ci sono le possibilità di segnalare sia il venditore che l’acquirente, ma può anche essere utilizzato come uno strumento per molestare o dare fastidio ad altri.
Lato negativo?
Chiunque ti può scrivere e in alcuni casi essere eccessivamente insistente e le truffe sono sempre dietro l’angolo.
Quali sono diritti e tutele del consumatore?
Nessuna! Parliamo di libero scambio non regolamentato. Si applica il codice civile e il codice penale, ma ricordatevi che stiamo parlando di libero scambio. Io mi terrei su vendite e acquisti di valore modesto e senza entrare in probabili rischi derivanti da altre dinamiche di scambio.
Insomma e se vendi o acquisti e prendi fregature, sono cavoli tuoi.
Una cosa è certa, il marketplace di Fb ha spiazzato tutti e probabilmente reso tutti gli altri fuori mercato.
Ricorda anche in questo caso non sei tu che usi un servizio, ma sei tu un prodotto!

Consigli:
non date mail, il numero di telefono o l’indirizzo personale sin da subito.
Chi vi vuole parlare con voi, può farlo anche con una chiamata messenger.
L’indirizzo lo darete soltanto quando avrete selezionato l’acquirente e al momento in cui avrete concordato l’appuntamento per il ritiro.
Il mercato e la contrattazione sono libere così come sono libere le condizioni.
Ci si può tirare indietro anche ad accordi conclusi.
Atro consiglio, non vendete a chi vi chiede trasferimento in altri paesi e, a tale scopo, di bonificare delle somme per lo sdoganamento.
In genere è una truffa.

Occhi aperti e mente pure. Buona contrattazione.

Back to top button