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Dolomiti SuperSki: l’Antitrust chiude con impegni da 50 milioni. Consumerismo: «Un metodo nuovo per un consumerismo che non si accontenta più dei comunicati»

L'AGCM rende obbligatori gli impegni assunti da Dolomiti SuperSki: stop al coordinamento sui prezzi degli skipass, maggiore libertà commerciale e oltre 50 milioni di euro tra ristori e promozioni.

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso, con delibera del 4 agosto 2026, il procedimento avviato il 1° luglio 2025 nei confronti di FederConsorzi Dolomiti SuperSki e dei dodici Consorzi di valle a esso aderenti, rendendo obbligatori gli impegni presentati dalle Parti ai sensi dell’articolo 14-ter della legge n. 287/1990. Il caso riguardava un presunto coordinamento — attraverso lo Statuto federconsortile — sui prezzi degli skipass vallivi e sui vincoli alla loro distribuzione tramite canali terzi.

Il risultato finale è di rilievo: eliminazione di ogni forma di coordinamento sui prezzi tra i Consorzi di valle, piena autonomia distributiva verso soggetti terzi, un sistema di compliance antitrust, la nomina di un Monitoring Trustee e — soprattutto per chi guarda al lato consumatori — uno stanziamento complessivo superiore ai 50 milioni di euro tra stabilizzazione di promozioni e ristori diretti (rimborsi al 20% o sconti al 30% per chi ha acquistato skipass vallivi nelle ultime tre stagioni).

L’unica voce pienamente favorevole nel market test

Durante la consultazione pubblica sugli impegni (27 aprile – 27 maggio 2026), le posizioni pervenute all’Autorità sono state tutt’altro che uniformi. Il segnalante SportIt ha contestato l’ammissibilità stessa del ricorso agli impegni; un’impresa funiviaria consorziata ha chiesto maggiore libertà commerciale per i singoli Consorzi; un’altra associazione di consumatori e due cittadini hanno messo in discussione la congruità degli importi e le modalità di erogazione dei ristori.

Consumerismo è stata l’unica organizzazione indipendente a esprimere, nel merito, una valutazione positiva delle misure proposte, se affiancate dalla misurazione dei risultati introducendo il metodo SROI. Una posizione che l’Autorità ha sostanzialmente confermato nella propria valutazione finale, respingendo le obiezioni di segno opposto.

Il metodo, oltre il caso singolo

Nelle proprie osservazioni Consumerismo non si è limitata ad approvare gli importi: ha proposto l’applicazione della metodologia SROI (Social Return on Investment) per misurare in termini monetari il valore sociale ed economico effettivamente generato dalle misure di ristoro rispetto alle risorse impiegate, e ha suggerito l’affiancamento, al Monitoring Trustee nominato dalle Parti, di un rappresentante delle associazioni dei consumatori con funzione di raccordo operativo tra Consorzi e beneficiari finali.

L’Autorità, nel provvedimento, ha ritenuto che questi ultimi suggerimenti non fossero necessari ai fini di una corretta ed efficace esecuzione degli impegni già definiti dalle Parti. È un dato che va detto con la stessa chiarezza con cui rivendichiamo i risultati raggiunti: la proposta di co-vigilanza consumeristica non è stata recepita in questo procedimento.

Ma è proprio qui che si misura la differenza di metodo. Il consumerismo “patinato” — quello dei comunicati post-evento e delle prese di posizione generiche — si ferma alla constatazione del beneficio economico. Un’associazione che vuole essere interlocutore credibile delle autorità indipendenti deve invece portare in dote strumenti di misurazione e di controllo, anche quando — come in questo caso — non vengono immediatamente accolti. È un investimento su un metodo che resta a disposizione delle prossime istruttorie: la rendicontazione sociale degli impegni antitrust e la partecipazione strutturata delle associazioni al loro monitoraggio non sono un’eccezione di questo caso, ma un terreno su cui continueremo a insistere.

Il risultato di merito — oltre 50 milioni di euro tra ristori e promozioni stabilizzate a beneficio dei consumatori-sciatori, italiani e stranieri — resta comunque un precedente significativo, ottenuto grazie a un procedimento che l’Antitrust ha condotto con rigore dall’ispezione del luglio 2025 fino alla chiusura di agosto 2026. Consumerismo ha fatto la propria parte: valutando nel merito, senza infingimenti, e proponendo — anche quando non tutto viene accolto — gli strumenti di un consumerismo che vuole essere parte della soluzione, non solo cassa di risonanza.

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