News

È uscito il libro: “Il bene comune. Dove spingere lo sguardo della politica.”

Benedetta Cosmi 

Il bene comune. Dove spingere lo sguardo della politica. 

Prefazione Luciano Fontana 

Armando Editore

  Pagine 146, prezzo 14,00 euro 

Un programma. Soprattutto l’idea della società che si vuole costruire. Che combatte “l’alienazione, quella che altrimenti colpisce gli individui, ma contagia società e comunità intere”. “Che società si crea quando si priva della possibilità o perfino del desiderio di avere accesso alle risorse culturali?”. Da questa domanda di vent’anni fa di Chomsky ne Il bene comune, riparte il libro di Benedetta Cosmi oggi. 

I musei, le biblioteche, i corpi intermedi, le piazze, la scuola, l’università, i luoghi dell’innovazione, i centri culturali, sportivi,  l’associazionismo, le aziende, i bimbi, sono il bene comune, di cui parla l’autrice”. Con interviste a massime personalità come tre rettori, sindacalisti, top manager, alla ricerca “di un autentico e insostituibile bene comune” che tocca tutti i settori. E le storie “di un presente che non pensava al futuro e di generazioni che cercano una società aperta, basata sul lavoro e merito, in Italia, talora all’estero”. Con programmi, dicevamo, per chi resta. È come un giro d’Italia (non fisico, città per città ma di rappresentanza, rappresentanza politica di quello che è stato fatto, si può fare si potrebbe ancora fare meglio su tutto il territorio nazionale con le persone che possono collaborare). E (come ama ricordare il direttore del Corriere della sera) un capitolo è dedicato anche all’idea di Benedetta Cosmi di un “giornalismo costruttivo”, “che prende a cuore un problema e lo segue fino a quando le risposte pubbliche e private che quel problema pone non saranno arrivate”.

Benedetta Cosmi, giornalista economico, trentaseienne, esponente di spicco della società civile di Milano, da un lungo trascorso nel sindacato che ha contribuito ad innovare. Per cinque anni Innovation manager della Cisl e vicedirettore della testata sindacale milanese. È ora alla sua sesta pubblicazione. Con Armando Editore è al suo secondo libro, in entrambi l’attenzione sulle future generazioni, la società e il lavoro. È mamma di una bambina, molto impegnata su temi donne, economia e potere,  come esponente politico, come opinionista di Unomattina in famiglia, come componente di associazioni e come autrice. 

Il libro sarà lanciato in anteprima a Bookcity Milano: sabato 16 novembre, ore 16.30 presso Palazzo Clerici (Via Clerici, 5).

Alla presenza

della politica, di imprenditori, stampa, associazioni.

A Roma a dicembre il firma copie con l’autrice 

a Più Libri Più Liberi,

Sabato 7 dicembre, ore 15

Stand B22

In allegato la cover del libro e l’invito Bookcity Milano 2019.

Ufficio stampa Armando

Anna Ardissone cell. 340.7009695; annaardissone1@gmail.com 

Raffaella Soldani  cell. 349.3557400; raffaellasoldani@gmail.com

Matilde Altomare tel. 06.5894525; press@armando.it

www.armandoeditore.it

“Storie di un presente che non pensava al futuro, insostituibile mappa per una società aperta, basata sul lavoro e merito. È come un giro d’Italia (di rappresentanza, di quello che c’è e che si può fare). Il lettore farà parte delle riunioni, entrerà nelle stanze di direttori generali, rettori, presidenti e top manager, con chi ha il “potere per”. E chiederà conto. Gli verrà voglia di trascorrere le sue notti in biblioteca. Di puntare sui musei (che chiudono i lunedì, con le file dei turisti) e sul lavoro giovanile, che non c’è, sui percorsi scolastici trasversali, umanistico e scientifico, da creare superando steccati inutili e dannosi, (con innovazione nei processi culturali e industriali) o di partecipare a una campagna di volontariato e fundraising, per aggiustare uno scivolo, per aprire una libreria, per finanziare una start up (a proposito vi è l’intero glossario con i termini di settore che non possiamo non conoscere). È un vero e proprio programma di grande respiro, le parole chiave di Benedetta Cosmi sono ancora “lavoro e futuro”, e interpella tutti noi, dare alla politica le priorità e spingerne lo sguardo e indirizzarne le azioni, verso i problemi, di chi non vive nella Milano efficiente, (quella dove però ancora vanno in fiamme i rifiuti misteriosamente e senza nessuna vera reazione di massa di cittadini e amministrazione), ma in quei luoghi in cui non ci si sposta con “car sharing” semplicemente perchè nessuno porta il servizio fuori le grandi città, l’Italia è fatta di piccoli paesi, senza coworking ma bellissime sale letture che andrebbero rifinanziate in capitale umano, senza catene multinazionali della ristorazione ma con piatti tipici della tradizione culinaria che meriterebbero una sinergia migliore per far sì che i turisti possano raggiungerli, con treni, con hotel, ma nemmeno Airbnb abbiamo inventato noi che di seconde case ne abbiamo avute tante. Innovare i servizi, il welfare, per rispondere alle nuove esigenze, investendo in nuovi orari della città per rispondere meglio ai bisogni dei cittadini, e anche a quelli che verranno, con città friendly, perchè un Paese che non sa essere a misura di bambino perderà ogni sfida culturale ed economica. Abbiamo figli, unici, utenti dei colossi del web, con i cortili sotto casa e i cartelli “vietato giocare”, nessuna di quelle aziende è europea, è italiana. Benedetta Cosmi sa essere leader lungo la strada delle soluzioni, c’entra il cuore dei problemi ma la sensazione non è di pessimismo, nessuno ne uscirà rassegnato, viene voglia di partecipare, un libro che alimenta la speranza”.  

Presentazione del libro di Benedetta Cosmi, Il bene comune, dove spingere lo sguardo della politica, Armando editore.

Sabato 16 novembre, Palazzo Clerici, sala Corte (Via Clerici, 5 Milano), ore 16.30 all’interno di Bookcity Milano, alla presenza della politica, impresa, associazioni.

Partendo dai temi e le parole chiave, si riflette sull’Italia: 

1. Demografia sfavorevole 2. Nanismo imprese 3. Sistema istruzione obsoleto 4 Mercati credito inefficienti 5. Tax eccessiva 6. Bassa partecipazione femminile (sul mercato del lavoro) 7. Skill mismatch 

Il potere e il bene comune oggi. Un saggio a sostegno dell’educazione civica, della cittadinanza attiva, della collaborazione tra pubblico e privato. L’Italia che si prende cura dell’Italia, l’attivismo, i luoghi della partecipazione, il giornalismo costruttivo, un’alleanza tra le istituzioni: università, sindacato, innovatori (ecc). L’autrice interloquisce con donne e uomini che ricoprono posizioni apicali e che hanno il “potere per”. Prima il bene comune: priorità, interessi, proposte.

Seguendo il sommario: 

Chi si deve occupare del bene comune.

Aperta, basata su lavoro, merito, la società che vogliono in Italia e trovano talvolta all’estero.

La prima parte: 

denatalità e servizi, strumenti in campo, donne, potere.

La città e il bene comune, cortili, terremoto, il bene comune spiegato da una bambina, interesse per la cosa pubblica, una Civil  Economy.

La lingua italiana e il peso internazionale, l’occupazione giovanile (storia di un presente che non pensava al futuro. Oltre il fenomeno dei Cervelli in fuga).

L’industria, il sud, i brevetti, le generazioni future, l’istruzione, i neet, la condivisione, l’università, le infrastrutture europee, e la Hillary europea. La cultura, i libri, le biblioteche, i musei, le tasse, la democrazia dell’algoritmo nella nostra società, la religione e il bene comune. Climate Change, educazione civica, cittadinanza, costituzione, scuola. Classe dirigente e interesse generale. 

Seconda parte: conversazioni, confidenze. 

Sindacato e bene comune. Cos’è per un sindacalista.

Università, con tre rettori, Statale, Politecnico, Lumsa. (Elio Franzini, Ferruccio Resta, Francesco Bonini).

La scuola. 

Corpi intermedi, circoli e centri.

Le banche e gli italiani. 

Innovazione, investitori.

Le statistiche con la lunga conversazione col Presidente ISTAT. 

Back to top button