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Emergenza coronavirus: senza un reale controllo sui prezzi al morbo si aggiungerà la carestia

Di Francesco Luongo Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino

L’emergenza sanitaria legata all’epidemia di COVID-19, tutt’ora in corso, impone doverose considerazioni su come i consumatori italiani potranno affrontare le conseguenze psicologiche di 67 giorni di lockdown e della crisi economica che si preannuncia come la peggiore del dopoguerra.

Già annunciato un crollo del PIL stimato dal Fondo monetario internazionale del 9,1%, ed ancora più drammatici sono i dati sul calo dei consumi, con un -44,6% ad aprile rispetto allo stesso mese del 2019, dopo la già drammatica flessione registrata a marzo del -30,1%.

Nel frattempo, la produzione industriale in Italia è crollata di oltre il 28% a marzo, scendendo a poco più della metà dei livelli del 2007.

L’avvio della cosiddetta “Fase2” è accompagnato da diffuse preoccupazioni tra la gente, con il timore di contrarre la malattia con tutto ciò che ne consegue in termini di paura della socialità, del contatto fisico, degli incontri anche sui luoghi di lavoro.

In un recente sondaggio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners, poco più della metà degli italiani (53,6%) tornerà come prima nei negozi e meno di due su quattro (42,5%) nei centri commerciali.

Il contesto sanitario e normativo penalizza gli esercenti come i consumatori: oltre la metà degli italiani (55%) non frequenterà più come prima i ristoranti e quasi la metà (48%) degli intervistati non tornerà nei bar con la stessa frequenza, rispetto alle abitudini pre Covid-19.

In questo clima di sostanziale pessimismo dei consumatori il colpo di grazia potrebbe arrivare da un aumento indiscriminato dei prezzi, le cui avvisaglie si sono già avute a Marzo, cui sono seguite in questi ultimi giorni assurdi sovrapprezzi praticati da commercianti disonesti, denominati COVIDTAX. Preoccupa, inoltre, quanto sta accadendo nelle vendite di generi alimentari su cui starebbe per calare anche la mannaia della crisi di approvvigionamento interno.

I numeri al rialzo sono stati recentemente confermati da Istat e Coldiretti con incrementi che vanno dal +8,4% per la frutta al +5% per la verdura ad aprile.

Aumenti anche per pesce surgelato (+4,2%), latte (+4,1%), salumi (+3,4%), pasta (+3,7%), burro (+2,5%), carni (+2,5%) e formaggi (+2,4%), per effetto dello sconvolgimento del mercato causato dalla pandemia.

Che le tasche dei consumatori siano a rischio speculazioni lo ha confermato l’Antitrust, che il 7 maggio ha avviato una indagine su aumento dei prezzi dei beni alimentari ma anche di detergenti, disinfettanti e guanti.

Il Movimento Difesa del Cittadino continuerà a svolgere il proprio compito di allerta e presenza nei territori, dai negozi del centro ai mercatini rionali, ma servono provvedimenti straordinari ed urgenti che garantiscano un controllo serrato dei prezzi ed una normativa nuova e più efficace che rilanci il ruolo del Garante per la sorveglianza dei prezzi istituito dal MISE, con poteri di intervento più incisivi ed il pieno coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori, in vista del prossimo autunno caldo e di convivenza con il COVID-19 che attende milioni di famiglie italiane.

 

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