CONSUMERISMO https://www.consumerismo.it Il Giornale dei Consumatori Mon, 24 Jan 2022 12:34:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.3 https://www.consumerismo.it/wp-content/uploads/2021/09/cropped-favicon-32x32.png CONSUMERISMO https://www.consumerismo.it 32 32 177018859 Come costituire una “Comunità energetica”. Video e FAQ https://www.consumerismo.it/come-costituire-una-comunita-energetica-video-e-faq-28960.html Mon, 24 Jan 2022 10:45:35 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28960

Dalla puntata di MimandaRai 3 del 23 gennaio 2022

di Luigi Gabriele e Michele Lo Martire

1) Come si fa ad avviare una Comunità energetica?

Per avviare una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è necessario costituire un soggetto giuridico senza fini di lucro, che nel suo statuto abbia la finalità principale di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri azionisti o membri o alle aree locali in cui opera. La Comunità non prevede limitazioni di categoria per i suoi aderenti quindi in una CER possono essere presenti sia i cittadini che enti locali e/o le pubbliche amministrazione e ovviamente le imprese, intese nella formula più ampia e senza eccezione alcuna salvo che non ci siano – da parte di queste imprese- interessi commerciali primari nella Comunità stessa. Oltre a tali vincoli di tipo organizzativo e funzionale, ci sono vincoli tecnici (ultimamente un po’ rimossi) in termini di appartenenza alla stessa cabina primaria (praticamente allo stesso comune o allo stesso quartiere in alcuni casi, e in termini di potenza installabile che non può superare 1MW (attendiamo però pubblicazione di G.U. del decreto attuativo).

2)Che tipo di investimento è necessario?

Al netto dei costi di registrazione del soggetto giuridico ripartiti dagli aderenti (costi che sono certamente irrisori rispetto ai costi energetici collettivi) e considerato che parliamo di acquisto e manutenzione di fonti rinnovabili, gli investimenti necessari per realizzare una CER sono comunque molto ridotti per i membri aderenti. Nel decreto attuativo in vigore sulla legge 2020 (quindi non quello ancora in fase attuativa) il costo di istallazione era agevolato dal credito d’imposta e da tariffe incentivanti previste per 20 anni. Con l’ecobonus 110% ai consumatori residenziali è stata data la possibilità di scaricare sullo Stato i costi dei pannelli FV per esempio, rinunciando alla tariffa incentivante che – ai livelli di mercato corrente- risulta poco determinante in un b.plan. La Comunità, in qualità di soggetto giuridico riconosciuto dallo Stato, può comunque negoziare e gestire al meglio i propri costi e servizi, grazie a figure professionali ben formate in merito.

3) Ci sono finanziamenti o agevolazioni?

Assolutamente si, ad esempio per i Comuni con meno di 5000 abitanti sono previsti grossi incentivi ma bisogna attendere la pubblicazione in GU per avere chiarezza definitiva dei numeri. Ad oggi l’incentivo per l’acquisto di tecnologia è stato del 50% + tariffa incentivante oppure 110% in ecobonus ma senza tariffa incentivante. Anche per i Comuni con oltre 5000 abitanti nei prossimi mesi sarà più agile costituire una CER grazie ai fondi per la Transizione. Si stanno comunque studiando (in linea con le normative ancora in fase di compilazione) da parte di soggetti privati, soluzioni finanziarie agile e leggere che spingano al massimo la possibilità di realizzare CER, proprio per meglio garantire gli obiettivi di Transizione Energetica oramai avviata.

4)A quanto ammonta il rimborso previsto?

quello corrente – al netto degli incentivi per l’acquisto delle tecnologie già dichiarate- è di 110€/MWh nel caso più semplice e al netto di altri oneri e casi particolari. Entro quasi certamente Aprile 22, in GU saranno pubblicati i parametri previsti per i prossimi anni.

5) In futuro può diventare un modello di autoconsumo?

Assolutamente sì. Le CER rappresentano uno dei modelli più agili con cui si potrà evolvere il mercato dell’energia attuale. La crisi corrente è infatti evidentemente frutto di una distorsione di base del nostro Mercato: poca produzione indipendente rispetto al numero di operatori presenti e alla forte domanda di energia.

6)I cittadini potranno produrre in proprio l’energia di cui hanno bisogno?

Siamo certamente il Paese del sole ma immaginare di produrre con sole quello che ci serve è un po’ una utopia vista la tecnologia corrente. Usare più geotermico e biometano, insieme a soluzioni tecnologiche ad Efficienza Energetica potrà sicuramente aiutarci a raggiungere questo obiettivo, magari per i consumatori domestici o comunque piccoli. Per i bigconsumer dobbiamo sperare che prima possibile sia l’idrogeno ad innescare presto questo obiettivo. Certamente avere più produzione da fonti rinnovabili in Italia, ci prepara meglio a poter produrre H2 green nel prossimo futuro e magari ad invertire il ruolo che abbiamo oggi in UE rispetto al gas: sognare che in italia tra 20 anni si possa produrre (anche grazie alle CER) più H2 da inviare tramite i tubi Snam nel resto dell’Europa.. non sarebbe male. Si ringraziano l'ing Rolando Roberto e Alex D'Elia per i contributi tecnici. Per informazioni su come realizzare una comunità energetica e quali tecnologie adottare, contattare i contributors ai loro indirizzi linkedin. Guarda il video della puntata di MimandaRai3 sulle comunità energetiche.
 
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Green pass e quarantene, ecco le regole dal 23 gennaio 2022 https://www.consumerismo.it/green-pass-e-quarantene-ecco-le-regole-dal-23-gennaio-2022-28951.html Mon, 24 Jan 2022 10:03:53 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28951

Da Unomattina del 23 gennaio 2022 Il 23 gennaio 2022, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il DPCM con le nuove regole su green pass, controlli e quarantena che entreranno in vigore il prossimo 1° febbraio. Tanti gli esercizi commerciali off-limits per chi non è in possesso del certificato verde. Il punto sulla corretta comunicazione dopo aver analizzato i provvedimenti del Governo. COVID-19 LE CERTIFICAZIONI VERDI
Green pass base: con vaccinazione, guarigione, test antigenico rapido o molecolare negativo. Green pass rafforzato: con vaccinazione o guarigione (no test antigenico rapido o molecolare). Green pass booster: con dose di richiamo oppure con Green pass rafforzato e esito negativo di test antigenico rapido o molecolare Quali sono i negozi nei quali, a partire dal 1° febbraio, si potrà ancora entrare anche senza green pass?
GREEN PASS DOVE NON SERVE
  • Supermercati e negozi di alimentari
  • Negozi di articoli per animali
  • Distributori di benzina
  • Farmacie, parafarmacie e prodotti sanitari
  • Negozi di casalinghi
  • Spacci di legna e pellet
Dove, invece, si potrà accedere con il semplice green pass base e dove, sarà necessario avere quello rafforzato o booster?   OBBLIGO GREEN PASS BASE
  • Tutti i luoghi di lavoro per lavoratori fino a 50 anni
  • Mense aziendali
  • Uffici pubblici
  • Uffici postali e banche
  • Attività commerciali
OBBLIGO DI GREEN PASS RAFFORZATO
  • Convegni, congressi, fiere e sagre
  • Attività ludiche
  • Sale gioco
  • Piscine, sport di squadra, centri benessere all’aperto e al chiuso
  • Impianti di risalita
  • Musei
  • Ristorazione e Alberghi
OBBLIGO GREEN PASS BOOSTER
  • Ospedali
  • RSA
  • Sale da ballo
  • Con tampone antigenico rapido o molecolare negativo
Il nuovo DPCM riscrive anche le regole della quarantena nel caso in cui si entri in contatto con una persona positiva, vediamo quali sono. LE REGOLE DELLA QUARANTENA
Nessuna quarantena
  • nei 120 dalla seconda dose di vaccino
  • nei 120 giorni dalla guarigione
  • dopo la terza dose del vaccino
  • Obbligo di indossare FFP2 fino al decimo giorno dal contatto
  • Obbligo di tampone al quinto giorno dal contatto solo se sintomatici
 
Di seguito tutte le indicazioni consultabili dalla sintesi elaborata da Renovatio e Consumerismo, partner del master in Comunicazione e Relazioni istituzionali Scarica la guida completa]]>
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Agcom: per Dazn tre provvedimenti per qualità del servizio, tutela dei consumatori, indici di ascolto https://www.consumerismo.it/agcom-per-dazn-tre-provvedimenti-per-qualita-del-servizio-tutela-dei-consumatori-indici-di-ascolto-28945.html Fri, 21 Jan 2022 09:21:17 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28945

Agcom: i tre provvedimenti per Dazn

Il primo provvedimento

Riguarda la definizione di parametri di qualità per la fruizione del servizio di diffusione in live streaming delle partite. Al fine di tutelare il diritto degli abbonati di vedere garantita in modo soddisfacente senza interruzioni ciascuna partita, sono stati definiti parametri di qualità oggettivi, soglie e criteri per gli indennizzi da corrispondere in caso di disservizio e si è proceduto alla quantificazione degli stessi. I parametri e le metriche utilizzate per valutare la qualità dell’esperienza di visione - malfunzionamenti nell’accesso alla piattaforma (MAP) ed all’evento (MAE), risoluzione video (Rmin), numero di disconnessioni dall’evento, tempo di freezing totale (TFT) - consentiranno a ciascun abbonato di verificare l’adeguatezza del servizio fruito e, ove ne ricorrano le condizioni, richiedere indennizzi al fornitore del servizio medesimo. DAZN dovrà rendere disponibile a ciascun utente, all’interno dell’applicazione di riproduzione del video in corrispondenza della schermata in visione, una finestra apribile con click contenente informazioni circa i valori dei parametri misurati durante lo streaming degli eventi e conservare in una apposita sezione dell’area riservata dell’utente valori di tutti i parametri funzionali agli indennizzi per almeno sei mesi dal termine di ciascun evento. Il cliente per poter richiedere l’indennizzo attraverso il Conciliaweb di Agcom dovrà produrre i contratti di adesione con il fornitore del servizio live streaming e di accesso a Internet con indicazione della banda minima garantita. In aggiunta, potrà allegare alla richiesta di indennizzi la schermata dell’esecuzione del MisuraInternet Speed Test dell’Autorità recante la velocità di download e i valori dei parametri MAE-MAP, TFT, Rmin di cui sopra. In caso di accoglimento della richiesta, DAZN dovrà corrispondere - sotto forma di sconto in fattura ovvero come rimborso - un importo pari al 25% dell’abbonamento mensile dell’utente, al netto di eventuali sconti o promozioni, fino ad un massimo di quattro volte in un mese pari al 100% dell’abbonamento mensile, al netto di eventuali sconti o promozioni. La richiesta di indennizzo dovrà essere presentata entro 7 giorni dall’evento. DAZN dovrà adeguarsi al provvedimento entro 3 mesi. Nei successivi 2 mesi, e comunque prima dell’inizio del prossimo campionato, l’Autorità verificherà l’eventuale necessità di modifiche al provvedimento.

Il secondo provvedimento

Consiste nell’avvio di un procedimento sanzionatorio nei confronti di DAZN per non aver compiutamente ottemperato l’ordine con il quale l’Autorità ha intimato alla società di adottare “ogni necessaria misura ai fini del rispetto dei diritti dell’utenza, implementando un servizio di assistenza clienti efficace ed efficiente, che prevedesse la possibilità di un contatto diretto con una persona fisica, oltre ad ogni accorgimento di natura tecnica funzionale a prevenire i malfunzionamenti della propria piattaforma di origine del segnale televisivo trasmesso” (delibera 334/21/CONS del 7 ottobre 2021). Ad esito dei preliminari accertamenti, e in considerazione delle perduranti criticità segnalate da consumatori ed associazioni, gli uffici dell’Autorità hanno ritenuto allo stato insufficienti le iniziative poste in essere dalla società sia per quanto riguarda la struttura del sistema di assistenza clienti che la qualità delle trasmissioni delle partite in live streaming proponendo al Consiglio l’avvio di un procedimento sanzionatorio. In tale sede, nei termini previsti dal vigente regolamenti, l’Autorità valuterà conclusivamente la condotta di DAZN, anche alla luce di eventuali evidenze che la società riterrà di sottoporre agli Uffici.

Il terzo provvedimento

Conclude il procedimento avviato dall’Autorità con la delibera n. 268/21/CONS per la verifica della metodologia di misurazione delle audience del campionato di calcio di Serie A allo scopo di accertare l’attendibilità del dato prodotto da DAZN alla luce del vigente quadro normativo e degli indirizzi formulati dall’Autorità in materia di sistemi di rilevazione degli indici di ascolto nel nuovo ecosistema digitale (delibera 194/21/CONS). Con tale provvedimento l’Autorità ha stabilito che - per la stagione sportiva in corso - il dato di audience cui fare riferimento, ai fini del riparto dei proventi derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi (ex art. 26 del dlgs. n. 9/2008), è il dato certificato rilasciato dalla società Auditel, disponendo altresì che, per le stagioni sportive 2022/2023 e 2023/2024, la certificazione del dato di ascolto degli eventi trasmessi da DAZN sia comunque garantita attraverso la misurazione da parte di un JIC (Joint Industry Committee) operante sul mercato nazionale in grado di produrre un dato univoco, trasparente e certificato di total audience in conformità alla regolamentazione vigente. L’implementazione della soluzione deve essere avviata tempestivamente allo scopo di consentirne l’effettività dall’avvio della stagione sportiva 2022/203. Il provvedimento fa comunque salve eventuali soluzioni metodologiche che gli operatori del mercato sottopongano all’Autorità in attuazione del citato atto di indirizzo e sulla scorta delle linee guida UPA.

L'approvazione dei provvedimenti

Il Consiglio ha approvato i tre provvedimenti a maggioranza (con il voto contrario della commissaria Giomi per i primi due e l’astensione per il terzo). Il presidente Giacomo Lasorella, relatore dei tre provvedimenti ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto dalle Direzioni, sottolineando che le decisioni di oggi per complessità, ambiti coinvolti e soggetti interessati rappresentano una grande innovazione nella regolamentazione del mondo del web.

Simone Baldelli (Commissione consumatori): “Dopo provvedimenti Agcom, superare malcontenti e criticità”

“Agcom ha aperto tre provvedimenti nei confronti di DAZN. Ci auguriamo che questo intervento dell'Autorità contribuisca a superare le criticità emerse fino ad oggi, che hanno generato grande malcontento tra gli utenti della piattaforma, e a prevenirne altre per il futuro”. Lo scrive su Twitter Simone Baldelli, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, commentando la notizia dei nuovi provvedimenti adottati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in merito alla trasmissione delle partite di calcio da parte di DAZN.]]>
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I biglietti dei Maneskin a Verona a 1,2 milioni euro https://www.consumerismo.it/i-biglietti-dei-maneskin-a-verona-a-12-milioni-euro-28942.html Thu, 20 Jan 2022 16:19:33 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28942

Prezzi esorbitanti per un concerto

Per assistere al concerto dei Maneskin del prossimo 28 aprile all’Arena di Verona i fan della band romana devono spendere fino a 1,2 milioni di euro. Lo denuncia il Codacons, che torna ad attaccare il fenomeno del secondary ticketing presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Verona. “I biglietti per il concerto dei Maneskin all’Arena sono andati letteralmente a ruba sui canali ufficiali di vendita, per comparire in queste ore sui siti di secondary ticketing a prezzi astronomici – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Alcune piattaforme stanno proponendo al pubblico biglietti con tariffe che vanno dai 4mila euro fino al record di 1.182.999 euro per un posto in prima fila davanti al palco. Un rincaro astronomico, se si considera che sui canali ufficiali di vendita il prezzo massimo di un biglietto era di 86,25 euro”. Per tale ragione il Codacons presenta oggi un esposto alla Procura di Verona, in cui si chiede di sequestrare tutti i biglietti relativi all’evento venduti a prezzi superiori rispetto ai listini ufficiali, e l’oscuramento di tutti i siti web che stanno proponendo al pubblico ticket a tariffe stellari. L’associazione chiede inoltre di avviare una indagine penale nei confronti dei bagarini online, per i reati di truffa aggravata e aggiotaggio.]]>
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Bollette, le associazioni chiedono lo stato di emergenza nazionale https://www.consumerismo.it/bollette-le-associazioni-chiedono-lo-stato-di-emergenza-nazionale-28938.html Thu, 20 Jan 2022 15:36:42 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28938

Bollette, crisi Energetica: associazioni di tutela dei consumatori, Legambiente e organizzazione dei venditori di energia (A.R.T.E.) presentano a Governo “manifesto” su crisi energetica Da rincaro tariffe impatto fino a 70 miliardi di euro su famiglie e imprese. Affrontare la crisi energetica come la pandemia: chiesto di dichiarare lo stato di emergenza, nominare una commissione di esperti e “vaccinare” i prezzi con nuovi meccanismi di calcolo che dimezzino la spinta rialzista Le associazioni dei consumatori Assoutenti, Adusbef, Codacons, Confconsumatori, Casa del consumatore, Ctcu, Lega Consumatori, Associazione utenti servizi radiotelevisivi, unitamente a Legambiente e all’Associazione di Reseller e Trader dell’Energia (A.R.T.E.) hanno presentato oggi al Governo un documento sulla crisi energetica che investe il nostro paese, contenente una serie di proposte per arginare il caro-bollette, ridurre le tariffe in capo a famiglie e imprese anche riformando i meccanismi di prezzo e di fiscalità dell'energia  e soprattutto premiare l'efficienza energetica, la ricerca e realizzazione di nuove fonti e gas rinnovabili come l'idrogeno Un vero e proprio “manifesto” della crisi con cui le associazioni si fanno portavoce delle istanze di milioni di famiglie e attività produttive che rischiano di essere stremate dal caro-bollette e di pagare un conto salatissimo che potrebbe raggiungere, entro il 2022, quota 70 miliardi di euro. Si legge nel documento presentato dalle 9 associazioni dei consumatori, dagli ambientalisti e dall’organizzazione dei trader al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri dello sviluppo economico, dell’Economia e della Transizione Ecologica: “Considerata l'attuale situazione di diffusa crisi internazionale energetica e i rischi per la ripresa economica e la sostenibilità dei costi energetici per famiglie e attività produttive, si impone l'assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale mentre in parallelo si acceleri la spinta per le rinnovabili e le efficienza per ridurre la dipendenza dall’estero e dalle fonti fossili. Vista la stima di Terna del 21 ottobre 2021, con cui la Società ha dichiarato un maggior costo presunto per il paese nei 12 mesi del 2022 di 40 mld di € considerando un PUN di 150€/MWh; Viste le stime effettuate da molte autorevoli organizzazioni correggono questo valore verso l’alto, fino a 60/70 mld di € a seconda dei valori effettivi delle componenti, considerando anche il maggior costo del Gas; Ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie, i presupposti emergenziali per la dichiarazione dello stato di emergenza; su proposta delle Scriventi associazioni di imprese e consumatori si propone di: 1) dichiarare per un periodo non inferiore a 12 mesi, lo stato di crisi energetica nazionale, in conseguenza del rischio per il paese dovuto all’aumento delle materie prime energetiche; 2) Istituire con urgenza, un comitato di esperti indipendenti di alto livello e di rappresentanti delle associazioni per supportare il Governo con dati scientifici nelle scelte più appropriate per riorganizzare mercato, infrastruttura e tariffe. 3) Elaborare interventi urgenti mirati sulle seguenti direttrici: • riforma del meccanismo di prezzo basato sui costi di produzione; • riduzione generale e definitiva della componente parafiscale; • revisione dei meccanismi di sostegno per i casi difficoltà economica; • introduzione di un meccanismo di prelievo sugli extra-profitti dovuti dal prezzo marginale attualmente applicato indifferentemente a chi vende energia fossile e/o rinnovabile che consentirebbe di recuperare altri 12 miliardi di euro; • sospensione del “Capacity Market” fino al superamento dello Stato di crisi energetica” con recupero di altri 2 miliardi di euro; • avvio urgente di un piano nazionale di efficienza energetica che coinvolga le imprese, le abitazione, gli edifici e la mobilità pubblica; • avvio di un piano di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico e privato, con particolare riguardo alle periferie, massimizzando e rivedendo il sistema di incentivi del settore e valorizzando il superbonus fino al 2030. Al più presto va inoltre promosso il nuovo sistema energetico allo scopo di salvaguardare le tasche di famiglie attività delle imprese e per indirizzare la domanda e l'offerta di energia secondo nuovi principi e modelli, opposti a quelli fallimentari che hanno determinato l’attuale crisi – concludono le associazioni.]]>
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Bollette: Confcommercio, +76% per terziario, conto sfiora 20mld https://www.consumerismo.it/bollette-confcommercio-76-per-terziario-conto-sfiora-20mld-28934.html Thu, 20 Jan 2022 11:16:16 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28934

Allarme Confcommercio

I maggiori costi energetici a danno delle imprese del commercio e della ristorazione stanno per essere scaricati sui consumatori finali, attraverso rincari generalizzati dei prezzi al dettaglio. Lo afferma il Codacons, commentando l’allarme lanciato oggi da Confcommercio.

Raffica di rincari dei prezzi in tutta Italia, dal caffè (+20%) al pane (+15%) alla pasta (+10%)

Stiamo assistendo negli ultimi giorni ad una raffica di incrementi dei listini in tutti i settori – denuncia il Codacons – Presso i bar i prezzi di caffè, cappuccini, cornetti, panini e tramezzini hanno registrato in molti esercizi aumenti fino al +20%. Per la pasta si sono registrati già incrementi del +10% nelle scorse settimane, ed è previsto un ulteriore incremento del +30% entro gennaio. Il pane costa in media il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre per il pesce i rincari raggiungono il +20%. Più salati carne e latte (+5%), mentre i listini di frutta e verdura sono schizzati alle stelle, con aumenti medi dei prezzi tra il +20 e il 30%, e il picco del +230% per i finocchi.

Maggiori costi per esercenti scaricati su consumatori: intervenga Governo

Alla base degli incrementi dei listini al dettaglio, i maggiori costi energetici in capo ad attività e negozi, ma anche i rincari delle materie prime di numerosi prodotti (dal caffè alle farine allo zucchero) che, inevitabilmente, vengono scaricati sui consumatori finali attraverso un aumento dei prezzi. “Di fronte a tale situazione il Governo deve intervenire con urgenza, perché l’incremento dei prezzi determinerà una erosione del potere d’acquisto dei cittadini e un progressivo impoverimento delle famiglie, con conseguenti effetti sui consumi che rischiano una “Caporetto” nel 2022 con ripercussioni a cascata su Pil, occupazione ed economia nazionale” – conclude il presidente Carlo Rienzi.

Di seguito gli aumenti medi dei prezzi monitorati dal Codacons negli ultimi giorni:

Caffè e cappuccini al bar +20%
Pasta +10%
Pane +15%
Pesce +20%
Carne +5%
Latte +5%
Frutta +20%
Verdura +30%

Fonte: elaborazioni Codacons

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Tamponi: Codacons lancia petizione per renderli gratuiti https://www.consumerismo.it/tamponi-codacons-lancia-petizione-per-renderli-gratuiti-28931.html Thu, 20 Jan 2022 11:00:35 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28931

Business Tamponi anti-Covid

Negli ultimi mesi e ancora di più nelle scorse settimane, con tutti i timori legati alla diffusione della variante Omicron, il business dei tamponi anti-Covid si è moltiplicato con un giro d’affari che, in Italia, muove decine di milioni di euro al giorno. Le prenotazioni online sono esplose, e ormai è uno spettacolo abituale assistere a lunghe code di utenti che attendono davanti alle farmacie il proprio turno per effettuare il tampone, subendo enormi disagi – denuncia il Codacons - Il boom di richieste è sotto gli occhi di tutti: fino a un milione e 200 mila tamponi al giorno. Il 20% test molecolari, l’80% antigenici rapidi. Di questi ultimi, circa 800 mila – dati Federfarma – eseguiti dalle oltre 14.500 farmacie presenti sul territorio.

Costo immenso per la collettività

Una situazione di grande disagio per i cittadini che rappresenta anche un costo immenso per la collettività: per eseguire il tampone, infatti, la spesa per ogni test rapido è di 15 euro. Averne necessità in tempi brevi significa condannarsi a una spesa progressivamente maggiore, tanto più alta quanto più ristretto è il margine della domanda. Il rincaro sui consumatori è in ogni caso altissimo: un tampone ha un “costo vivo” tra i 3 e i 4 euro, ma in farmacia viene venduto al pubblico a un prezzo fisso di 15 euro. Un ricarico che incrementa i guadagni di distributori, intermediari, grossisti e farmacie, e che rappresenta un business eticamente inaccettabile in un momento di sacrifici collettivi.

Lanciata petizione

Per tale motivo il Codacons ha deciso di lanciare una petizione per chiedere al Governo di intervenire sui costi dei tamponi, rendendoli gratuiti per i cittadini o almeno abbassando il prezzo rapportandolo al costo vivo del prodotto. Alla pagina https://codacons.it/appello-al-governo-tamponi/ è possibile sottoscrivere l’appello dell’associazione e unirsi alla richiesta di tamponi gratuiti, una richiesta di buon senso e di principio, a tutela dell’interesse di tutti e per evitare che il Covid, oltre ad un dramma sanitario, si trasformi in un salasso per le tasche delle famiglie.

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Regolamento su chiamate telemarketing https://www.consumerismo.it/regolamento-su-chiamate-telemarketing-28928.html Thu, 20 Jan 2022 09:48:30 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28928

Comunicato stampa di Roberto Tascini, Presidente nazionale ADOC

Accogliamo con favore il parere favorevole espresso dal Garante per la protezione dei dati personali sul nuovo schema di regolamento sul Registro delle Opposizioni degli utenti contro l’utilizzo e circolazione dei propri dati e del proprio numero telefonico per vendite e promozioni commerciali. Ci sono voluti ben 4 anni per partorire un testo che “permetterebbe” ai consumatori di opporsi alla ricezione di telefonate indesiderate da parte di operatori oppure di sistemi automatizzati, questi ultimi fino ad ora erano rimasti fuori dalla disciplina. È un parere senz’altro importante che garantisce maggiori tutele ai cittadini ma, come si dice “tra il dire e il fare…”. Auspichiamo, pertanto, che venga realmente messo in atto quanto previsto. I consumatori sono sentinelle e li invitiamo, non appena il regolamento sarà operativo, a segnalarci disservizi e disfunzioni del sistema, al fine, come Associazione a difesa dei consumatori, di poterci attivare a loro tutela e orientamento.

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Telemarketing aggressivo. Consumerismo, delusi da ENEL https://www.consumerismo.it/telemarketing-aggressivo-consumerismo-delusi-da-enel-28926.html Wed, 19 Jan 2022 16:19:49 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28926

Erano stati avvisati

Insufficiente per Consumerismo No profit la sanzione da 26,5 milioni di euro inflitta dal Garante per la Privacy ad Enel per il trattamento illecito dei dati personali degli utenti a fini di telemarketing. “Proprio Enel si era impegnata di recente con i consumatori promettendo di non ricorrere più alle telefonate moleste per promuovere contratti commerciali – spiega il presidente Luigi Gabriele – La multa del Garante dimostra che la società ha realizzato comportamenti scorretti che hanno portato alla sanzione, e siamo molto delusi da Enel, che nonostante le numerose sollecitazioni delle associazioni dei consumatori, ha reiterato nell’abuso del telemarketing, realizzando ilelciti sanzionati dal Garante”.
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Telemarketing aggressivo, 26 milioni di multa ad ENEL https://www.consumerismo.it/telemarketing-aggressivo-26-milioni-di-multa-ad-enel-28920.html Wed, 19 Jan 2022 16:05:31 +0000 https://www.consumerismo.it/?p=28920

Dati dei consumatori usati senza consenso e mancato rispetto del principio di responsabilizzazione

Cosa succedeva Il Garante per la protezione dati personali ha inflitto a Enel Energia una sanzione di oltre 26 milioni e 500 mila euro per il trattamento illecito dei dati personali degli utenti a fini di telemarketing. Oltre al pagamento della multa, la società dovrà adottare una serie di misure dettate dall’Autorità per conformarsi alla normativa nazionale ed europea sulla tutela dei dati. Il provvedimento arriva al termine di una complessa attività avviata dall’Autorità a seguito di centinaia di segnalazioni e reclami di utenti che lamentavano la ricezione, in nome e per conto di Enel Energia, di telefonate promozionali indesiderate, anche su disco pre-registrato, la difficoltà di esercitare i propri diritti in tema di protezioni dati personali e, più in generale, problemi derivanti dalla gestione dei dati nell’ambito dei servizi di fornitura energetica, ivi compresi i trattamenti svolti tramite l’area riservata del sito della società e la app di gestione dei consumi (cd. Profilo unico). L’ufficio del Garante ha verificato come il fenomeno del telemarketing nel settore energetico, con l’approssimarsi della scadenza per il passaggio dal mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas al mercato libero, abbia registrato un netto e preoccupante incremento. Nel corso dell’istruttoria è emerso un cronico, intenso e sempre più invasivo fenomeno di telefonate promozionali indesiderate, in assenza del necessario consenso, verso utenze riservate o iscritte al Registro delle opposizioni, oltre al tardivo o mancato riscontro a istanze di esercizio dei diritti di accesso ai dati personali o di opposizione al trattamento per finalità di marketing. Alla luce delle violazioni riscontrate, il Garante Privacy ha applicato una sanzione di 26.513.977,00 euro. L’Autorità ha inoltre ingiunto a Enel Energia di adeguare ogni trattamento di dati svolto dalla rete di vendita a modalità e misure idonee a comprovare che l’attivazione di offerte e servizi e l’attivazione di contratti avvenga solo a seguito di contatti promozionali su numerazioni telefoniche censite e iscritte. Enel Energia dovrà anche implementare ulteriori misure tecniche e organizzative per gestire le istanze di esercizio dei diritti degli interessati, in particolare il diritto di opposizione alle finalità promozionali, in modo da dare riscontro agli interessati non oltre 30 giorni dalla richiesta. Enel Energia infine dovrà comunicare all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali le iniziative intraprese per adeguarsi a quanto prescritto dal provvedimento. Roma, 19 gennaio 2022]]>
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