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Fiducia dei consumatori, sale ma per le associazioni i motivi sono opposti!

 

Per FEDERCONSUMATORI– Nel giorno in cui l’Istat attesta che il PIL è fermo e comunque ancora notevolmente al di sotto del livello registrato nel 2008, appare alquanto irreale l’aumento della fiducia dei consumatori. Purtroppo, si tratta di un evidente riflesso delle promesse e degli annunci del Governo, che ancora attendiamo di vedere come si svilupperanno concretamente.

È opportuno sottolineare come non vi siano i presupposti per tanto ottimismo: lo stato del sistema economico italiano e le prospettive future lasciano intravedere un periodo complesso e difficile per il nostro Paese, in cui con alta probabilità saranno le famiglie a pagare il prezzo della crisi in termini di mancata occupazione e difficoltà di accesso al credito/mutui.

Per questo è importante ed urgente avviare con effetto immediato delle misure capaci di dare un nuovo slancio alla crescita, attraverso un piano di investimenti destinati allo sviluppo, alla ricerca, alla modernizzazione e realizzazione delle infrastrutture, nonché alla ripresa in termini reali, stabili e duraturi del mercato del lavoro.

Per CODACONS- L’aumento della fiducia dei consumatori registrato dall’Istat è una buona notizia e conferma il trend positivo avviato a settembre, ma i cittadini mostrano ancora grande preoccupazione circa il futuro del paese e la situazione economica dell’Italia.

Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti oggi dall’istituto di statistica.

“La ripresa della fiducia delle famiglie e la valutazione positiva circa la situazione familiare rappresentano una buona notizia e uno spiraglio per i consumi nell’immediato futuro, ma è evidente che non basta, e il bicchiere è pieno solo a metà – spiega il presidente Carlo Rienzi – Dai consumatori giunge infatti un segnale di preoccupazione circa la situazione economica del paese, con una diminuzione delle attese per il futuro che potrebbe influenzare le scelte delle famiglie”.

“Per tale motivo il Governo deve dare rassicurazioni a consumatori e imprese circa la tenuta dell’esecutivo e fornire segnali di stabilità per far risalire il clima di fiducia delle aziende” – conclude Rienzi.

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