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ENEL domina, il mercato non decolla i bitjoule attendono

E’ giunto il momento di ripensare a struttura del mercato e alla gestione della rete a vantaggio di tutti anche delle aziende patrimonio pubblico come Enel, ma senza uccidere il futuro.

Il TAR Lazio ha pubblicato una sentenza storica, la n°2707 del 2019, sul ricorso proposto da Enel S.p.A., verso la multa che AGCM (Antitrust), gli aveva comminato nel gennaio 2019, per un importo 93 milioni di euro e 16 milioni ad ACEA.

La sanzione è passata per essere la più alta nella storia del settore. La notizia, non è tanto la riduzione della sanzione, ma in realtà è la conferma dell’avvenuto abuso di posizione dominante del Gruppo Enel avvenuto negli anni 2012-2017 sui mercati libero e tutelato dell’energia, posizione accertata dall’Antitrust e confermata dal TAR. La conferma avviene attraverso queste parole: “responsabilità solidale della capogruppo con le controllate”. Le motivazioni delle sentenze che permetteranno di capire in che modo sarà determinata la nuova sanzione saranno pubblicate entro i prossimi trenta giorni, quando sarà resa nota anche la decisione sull’analogo ricorso presentato da Acea.

Ma oggi quello che conta è che il TAR ha confermato l’ abuso di ENEL (a torto o ragione) nei confronti del mercato, ma soprattutto apre ad una riflessione. Enel ha operato nell’intesse proprio a danno del mercato, o un vero mercato in realtà non esiste e quindi Enel ha oggettivamente operato nell’interesse proprio e del suo azionista continuando a fare l’ENTE NAZIONALE PER L’ENERGIA ELETTRICA?

Un’altra riflessione andrebbe compiuta sulla netta separazione tra rete (asset fondamentale e d’interesse pubblico) e vendita della materia prima (operatori privati). Stiamo andando verso un mondo in cui la tecnologia sta tracciando una strada diversa e impensabile al modo in cui sono state fatte le reti e pensati i mercati. Diventa fondamentale capire ora, altrimenti sarà troppo tardi, che la rete pubblica elettrica dovrà essere gestita con netta separazione rispetto alla materia prima che vi transita. Ormai ci sono le condizioni, è ora ed è giusto iniziare a farlo adesso.

Io penso che nel futuro prossimo immediato, attraverso la blockchain, il mercato verrà stravolto, e verranno creati nuovi modelli di business. Tracciabilità di quello che accade, validazione dei certificati e innumerevoli altri processi verranno decentralizzati. Tutto questo può dare vita a mercati secondari, business che si basano sull’ottimizzazione dei processi o sulle transazioni finanziarie che derivano dal BITJOULE.

L’energia sarà moneta e contemporaneamente parte della moneta stessa. La tokenizzazione dell’energia ci permetterà di creare scenari infiniti e nuovi modelli di business.
Ma questo richiede una rete terza, neutrale e indipendente da chi vende, che dia la possibilità a tutti di fare in modo che le proprie transazioni siano verificabili, immutabili e permanenti. Questo richiede quindi una rete pubblica sopra di ogni parte e una piena liberalizzazione del kWh.
Per il momento mi sento di fare complimenti ai capitani coraggiosi (Green Network in testa), che hanno avuto il coraggio (a differenza di altri) di alzare la testa ma anche i complimenti a Enel che a suo modo ha saputo “dominare”.

Bit Joule

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