Consumatori

Il cibo industriale può essere sostenibile?

di Gaia Luciani autrice free lance

In una società fluida e cinetica, anche i ritmi familiari sono stati stravolti. Basti fare riferimento alla mutata composizione della famiglia, conseguenza dell’aumento notevole di nuclei monogenitoriali e coppie senza figli, ma anche di single che scelgono di vivere in solitaria. 

In seguito a questa variazione, anche il pasto a tavola è cambiato, con un taglio netto al tempo che nei decenni precedenti gli era dedicato. Molti sono i nuclei familiari che prevedono uno dei due genitori sul posto di lavoro e almeno un figlio a scuola per pranzo. Se prima si effettuava la spesa meno frequentemente ma acquistando un numero maggiore di prodotti, oggi si effettua la spesa con più frequenza ma se ne acquistano quantità inferiori. Questa nuova modalità d’acquisto è dovuta al numero dimezzato dei pasti in casa, modalità che evita le grandi scorte a causa della frequente assenza e della possibile scadenza precedente alla consumazione.

Un prodotto sostenibile si adegua a queste necessità tramite confezioni più piccole ma di qualità migliore, contribuendo alla riduzione dello spreco e rispondendo concretamente alle richieste di freschezza e velocità del mondo odierno. Un esempio di quanto affermato è il prodotto Sfera Agricola (riportato nelle immagini sottostanti), che nel rispetto dell’ambiente e dei nuovi ritmi propone confezioni prive di spreco e ricche di sapori da gustare.

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