Europa

In Europa oltre 170 tonnellate di capi di abbigliamento vengono sprecate ogni anno durante il ritorno a scuola

●     Solo tra il 25% e il 50% degli indumenti viene utilizzato da un anno scolastico all’altro, secondo l’ultimo rapporto di Tiendeo.it

 

●     Una seconda vita per i vestiti che non entrano più: passati a fratelli o conoscenti (60%), o donazioni a ONG o enti di beneficenza (34%)

Agosto 2018. Le estive lasciano il posto all’inizio di un nuovo anno scolastico a settembre. È tempo di preparare tutto il necessario per un nuovo anno di apprendimento nelle aule: libri, vestiti e accessori e infiniti. Tiendeo.com, l’app principale e il sito web per i cataloghi dei prodotti e delle offerte online, ha condotto un sondaggio* tra i suoi utenti per conoscere il loro comportamento riguardo alla preparazione del loro ritorno a .

Si stima che ogni anno in vengano acquistate più di 1.500 tonnellate di vestiti per il ritorno a scuola (magliette, pantaloni, abbigliamento sportivo, scarpe, ecc.). Il fatto sorprendente rilevato dallo studio di Tiendeo.com è che più di 170 tonnellate di vestiti cadono in disuso all’inizio di ogni anno scolastico. Questo abbigliamento viene riposto nell’armadio o gettato (11%).

La grande domanda: compriamo il nuovo o ricicliamo?

Quali articoli di abbigliamento vengono acquistati ogni anno per il ritorno a scuola? Questo studio risponde a questa domanda: si calcola una media a bambino di 4 T-shirt, 3 pantaloni, 2 vestiti, 3 tute, 3 paia di scarpe sportive, 2 paia di scarpe per la scuola, 3 maglioni e 2 cappotti.

Fortunatamente, c’è una tendenza positiva verso la consapevolezza del consumo responsabile: il 60% degli intervistati riconosce che i vestiti in buone condizioni che non si adattano più vengono passati ai fratelli o ai conoscenti più stretti. Un’altra opzione ecologica è quella delle donazioni alle ONG, associazioni di beneficenza e altre organizzazioni di assistenza sociale (34%).

La tendenza a donare arriva con l’età

Ragionando per fasce di età, i genitori di età compresa tra 25 e 34 anni sono quelli che risparmiano la maggior parte dei vestiti (23%). Inoltre, quelli tra i 35 e i 44 anni sono il gruppo di età più incline a riutilizzare o passare ad altri gli abiti (75%). All’altro estremo, i genitori più anziani (da 55 a 64 anni) con figli a scuola sono quelli che mostrano una maggiore sensibilità e sono più propensi a donare a enti di beneficenza o ONG

Luigi Gabriele

Presidente dell'Associazione Consumerismo no profit. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico amministrativo. Specializzato in affari regolatori, relazioni istituzionali e comunicazione pubblica. Dopo diverse esperienze in aziende e presso l’Università Sapienza, dal 2008 si occupa di tutela del consumatore. Ha svolto la funzione di esperto per due delle principali associazioni nazionali, svolgendo sia il ruolo di esperto consumerista sia di comunicatore pubblico. E’ consulente stabile in materia di consumi e tutela del consumatore per Uno Mattina, Mi manda Rai3, Tg2 Italia, Tv 2000 - Attenti al Lupo, Radio Rai1, Radio24, Radio Cusano Campus e innumerevoli siti web e testate. Ha acquisito competenze per la risoluzione delle casistiche sia individuali sia collettive in tutela del consumatore nei settori regolamentati (energia, gas, acqua e rifiuti, telefonia, Internet e pay tv, assicurazioni, bancario e servizi postali) e nei settori di consumo generico, come commercio elettronico, innovazione tecnologica e spesa domestica. E’ componente dei gruppi di lavoro sulla tutela del consumatore del Ministero dello Sviluppo Economico e ha svolto consulenza specifica per numerosi commissioni parlamentari su testi di legge in materia di tutela dei consumatori. Oggi è presidente di Consumerismo no profit e di Visionari no profit, organizzazione per la divulgazione della scienza e della tecnologia.

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