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Influencer, botta e risposta tra Codacons e UNC sul caso Ferragni

Dopo la replica dell’UNC al Codacons che potete leggere qui, arriva un nuovo comunicato dell’associazione di Carlo Rienzi, sul caso, con un dura attacco all’UNC.

Comunicato stampa Codacons

L’Unione Nazionale Consumatori dimostra ancora una volta di non conoscere la materia su cui si esprime, e ignora le tante norme nazionali e internazionali introdotte col preciso scopo di tutelare l’immagine e la privacy dei minori.

Lo afferma il Codacons, replicando al comunicato stampa odierno con il quale l’Unc ancora una volta difende a spada tratta gli influencer e soprattutto Chiara Ferragni, con la cui società l’associazione sembra intrattenere rapporti non meglio specificati.

Nel difendere gli influencer e nello specifico Chiara Ferragni, l’Unione Nazionale Consumatori dimostra di non conoscere la normativa di settore – spiega il Codacons – Abbiamo così deciso di offrire una lezione gratuita di diritto a questa associazione così poco attenta agli interessi dei minori, e la informiamo che la tutela della vita privata e dell’immagine dei minori ha trovato cittadinanza nell’ordinamento italiano nell’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine); nel combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del D.Lgs. 30.06.2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché negli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989, ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176 (laddove, in particolare, l’art. 16 stabilisce che: “1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. 2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti”), sottolineando in modo netto come debba essere necessariamente data preminenza agli interessi e alla dignità del minore.

Anche l’art. 8 delle Regole di Pechino, intitolato “Tutela della vita privata”, prevede che “il diritto del giovane alla vita privata deve essere rispettato a tutti i livelli, per evitare che inutili danni gli siano causati da una pubblicità inutile e denigratoria”.

Consigliamo all’Unione Nazionale Consumatori di studiare di più, e di non utilizzare il Codacons e le sue giuste battaglie per ottenere facile visibilità sui mass media, approfittando della luce riflessa della nostra associazione.

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