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Influencer, non sempre sono consapevoli di quello che fanno

Come le aziende ci rendono influencer inconsapevoli dei loro servizi o prodotti, aumentando la propria visibilità gratuitamente.

CRESCE IL NUMERO DEGLI INFLUENCER INCONSAPEVOLI CHE LAVORANO GRATUITAMENTE AL SERVIZIO DELLE AZIENDE, SENZA RENDERSENE CONTO.

Di Laura Ruggiero Resp. Influencer Marketing CONSUMERISMO NO PROFIT

Solo qualche mese fa gli Uffizi, hanno mostrato come gli influencer possano contribuire alla ripresa di un museo. Le visite guidate, mostrate attraverso gli account di Chiara Ferragni, Andrea Delogu e tanti altri, hanno portato ad un aumento del 24% di visitatori in più, di cui quasi il 30% di giovanissimi. L’importanza del “passaparola” che ormai avviene attraverso le piattaforme social, è stato compreso da molte realtà. Lo ha compreso James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, rimasta chiusa al pubblico per 108 giorni, che istituisce il BreraPlus+, una tessera, che trasforma i visitatori in soci, un modo nuovo di ingaggiare il pubblico, che potrà usufruire di della Pinacoteca e della Biblioteca regolarmente, così come di servizi e contenuti, programmi speciali, ed eventi in diretta, attraverso una piattaforma online. I visitatori potranno condividere le proprie esperienze sui social, coinvolgendo le loro community. Nel turismo, sono sempre più gli spazi “instagrammabili”, in cui scattarsi una foto degna di essere pubblicata sulle piattaforme social. Sono molti i settori che stanno trasformando i propri clienti in veri e propri influencer per un ritorno di immagine a budget zero. Vengono costruite vere e proprie esperienze degne di essere raccontate online, al fine di indurre le persone a condividere attraverso i loro social location, prodotti e servizi.

Il passaparola sul web riecheggia in modo esponenziale e questo lo hanno compreso bene le aziende. Diventiamo così, senza rendercene conto, influencer al servizio di molte realtà che grazie a noi ottengono un ritorno di immagine a costo zero. In questo nuovo contesto che ha ha visto affermarsi ogni giorno di più una nuova branca del marketing, la domanda che dovremmo farci è: “Quando ci viene chiesto di pubblicizzare un’azienda, attraverso i nostri social, dovremmo poter usufruire almeno di qualche agevolazioni su servizi/prodotti?” Nell’era dell’influencer marketing è giusto brandizzare una realtà senza guadagnarci nulla?

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