Salute

La retinite pigmentosa, una possibile cura da cellule staminali del cordone ombelicale

Tra le malattie neurodegenerative di cui ancora non è certa la cura c’è la retinite pigmentosa.

Quando si parla di cordone ombelicale, del suo prelievo e di quelle delle cellule staminali in esso contenuto, ci si sofferma solamente su uno dei tessuti che contengono cellule staminali: il sangue. In realtà esiste un’altra porzione del cordone ombelicale ricca di cellule staminali differenti da quelle del sangue cordonale e che risiede nel tessuto cordonale. In particolare, la parte interessata al prelievo delle cellule staminali del tessuto cordonale è la porzione interna, costituita da un materiale biologico incomprimibile, la Gelatina di Wharton. Le cellule in esso contenute, le cellule staminali mesenchimali, sono divenute negli ultimi anni protagoniste di numerosi studi clinici ed in particolare di quelli legati alle malattie neurologiche.

Tra le malattie neurodegenerative di cui ancora non è certa la cura c’è la retinite pigmentosa.

La retinite pigmentosa è una malattia genetica dell’occhio che colpisce l’epitelio pigmentato e la retina, per questo retinopatia. E’ un tipo di distrofia retinica progressiva, cioè appartiene ad un gruppo di disturbi ereditari in cui le anormalità dei fotorecettori (cellule denominate coni e bastoncelli) o dell’epitelio pigmentato retinico o della retina stessa portano a una graduale e progressiva perdita della vista. Gli individui che ne sono affetti accusano dapprima una difficoltà di adattamento al buio, seguita da una costrizione del campo visivo periferico e durante la fase terminale della malattia si può anche verificare la perdita della visione centrale.

Lo studio di cui vogliamo parlare in questo numero è uno studio internazionale del Dr. ÖZMERT e del Dr. ARSLAN dell’Università di Ankara. Per il fatto che le cellule staminali mesenchimali non hanno bisogno di compatibilità per essere trapiantate ma soprattutto perché sono in grado di arrivare nel sito del danno e produrre molecole che sono antiinfiammatorie e che producono effetti benefici al tessuto danneggiato, gli studiosi hanno pensato di trapiantare 32 pazienti con retinite pigmentosa con cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale. Lo scopo era quello di riattivare i fotorecettori degenerati che si trovavano in una fase dormiente e non degenerati del tutto.

Questo studio è stato condotto tra aprile 2019 e ottobre 2019 e nel dipartimento di oftalmologia dell’università di Ankara, i 32 pazienti sono stati trapiantati con cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale attraverso un’iniezione particolare. In questo studio, infatti, non veniva coinvolta la parte interna dell’occhio ma quella esterna con una somministrazione extraoculare. Questo tipo di somministrazione, tuttavia, se da una parte avrebbe portato minori effetti collaterali, dall’altra avrebbe potuto portare una minore efficacia. I pazienti sono stati seguiti per sei mesi dal trapianto e il primo risultato è stato quello di verificare che effettivamente con quel tipo di somministrazione i pazienti non avevano avuto effetti collaterali degni di nota e questo rimaneva costante per tutti i 6 mesi dal trapianto.

Il dilemma era: questo metodo di somministrazione affiancava i bassi effetti collaterali a miglioramenti?

La risposta è stata affermativa. Furono riscontrati dei miglioramenti riguardanti tutti i test effettuati sui 32 pazienti. I pazienti, infatti, miglioravano l’acuità visiva residua, il valore del campo visivo, lo spessore retinico, i valori della elettroretinografia, a dimostrare un generale miglioramento. Questo miglioramento, cioè, si traduceva con un blocco della perdita visiva.

Sebbene i risultati sul lungo termine vadano ancora valutati, gli autori di questo studio clinico hanno dimostrato un’efficacia nel tenere in vita i fotorecettori danneggiati. Un risultato molto importante. Il passo successivo sarà quello di capire la durata dell’efficacia e la frequenza con la quale vada fatta l’applicazione di staminali per non far degenerare la retina.

Le cellule staminali del cordone ombelicale ancora una volta vanno in aiuto di patologie più disparate e questo studio continua a porre l’attenzione su quanto sia importante parlare di cellule staminali, delle diverse cellule e dare la possibilità al nostro paese di aprire alla conservazione anche del tessuto del cordone ombelicale, ad oggi non considerato qualora si volesse fare in maniera pubblica.

Fonte: https://stemcellres.biomedcentral.com/track/pdf/10.1186/s13287-020-1549-6

 

Per approfondimenti sulla donazione e conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, potete scaricare la guida realizzata da ADICONSUM al seguente link

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