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Micromobilità, come ci muoveremo fra qualche anno nelle grandi città. Arriva Emoby

Rimini, 12 nov. (askanews) – Un nuovo modo di pensare la mobilità nelle città integrando mobility scooter, biciclette e monopattini elettrici con sistemi smart che ne rendono semplice e intuitivo l’utilizzo. A lanciare la proposta è Emoby, azienda italiana da sempre impegnata nel settore della mobilità accessibile ed ecosostenibile, che ha chiamato a raccolta aziende, associazioni e istituzioni a Ecomondo.

L’incontro, moderato da Roberto Minerdo, esperto di energia e mobilità sostenibile, è stato l’occasione per riflettere sulle nuove tecnologie applicate alla mobilità condivisa e sostenibile grazie alle quali è possibile ripensare le modalità di spostamento nei centri urbani e di migliorare la qualità della vita in maniera ecosostenibile.

Vincenzo Pepe, Presidente Fare Ambiente “Uno dei problemi oggi della vivibilità delle città è la mobilità. Muoiono in Italia 40 mila persone per le polveri sottili, e questo è un grande problema per la salute, per la vivibilità, il benessere e la qualità della vita. Noi possiamo ovviare a questo problema con una mobilità sostenibile, utilizzando le macchine e le biciclette elettriche, andando a piedi là dove è possibile. Tutto ciò che può essere mobilità sostenibile deve essere il futuro, se vogliamo bene a noi stessi e soprattutto alle generazioni future”.

Stiamo entrando nella terza rivoluzione industriale e uno dei fattori determinanti di ogni rivoluzione industriale è il cambio di paradigma nella mobilità. Come ha ricordato nel suo intervento Luigi Gabriele, degli Affari istituzionali di ADICONSUM. “Stiamo entrando in un’era in cui passiamo dalle metropoli alle megalopoli, città con 50, 60 e 70 milioni di abitanti, concentrati in una spazio strettissimo con milioni e milioni di persone che dovranno muovermi”.

Questo comporta un cambio di paradigma. Le vetture avranno una durata maggiore, per avere un punto di ricaduta fondamentale dovranno diventare condivisi.

“Il modello presentato da Emoby va bene perché non permette solo a chi ha anomalie legate alla mobilità di poter facilmente entrare in un museo, in un centro commerciale, viaggiare, andare in una stazione. scendere da una nave, frequentare qualsiasi posto che sia altamente esteso come geografia, ma permette di utilizzare il concetto ‘lascio il punto A e arrivo il punto B’ con un mezzo che è in condivisione con qualcun altro e quindi risparmio non solo io ma anche qualcun altro”.

Al salone internazionale della green e circular economy, Emoby ha fatto il punto sui progetti realizzati in partnership con Skidata, Asja e TBA France.

Phe Meng, Head of Strategic Business Development Unit TBA France. “Siamo molto felici e orgogliosi di poter supportare Emoby con la nostra tecnologia, che consente l’integrazione dei sistemi smart grazie alla quale sarà possibile prendere, ricaricare, geolocalizzare i mezzi di micromobilità tramite semplici e intuitive applicazioni”.

Cristina La Marca, Brand Ambassador Emoby.

“E’ d’obbligo che la tecnologia supporti un cambiamento radicale nella gestione della mobilità, soprattutto quella dell’ultimo decennio che ha avuto un’evoluzione molto importante. Muoversi su delle piattaforme IoT e introdurre l’intelligence of things significa poter contribuire non solo all’innovazione ma anche all’integrazione e all’interoperabilità dei sistemi; significa creare dei meccanismi virtuosi per cui sistemi esistenti terzi possono interagire e possono quindi rendere disponibile da una parte all’utente la fruizione di servizi di mobilità molto più moderni e dinamici, ma soprattutto molto più rispettosi dell’ambiente perché supportano anche un’azione della pubblica amministrazione in linea con l’obbligo di dare attuazione ai piani urbani di mobilità sostenibile che senza una reale interoperabilità tra i sistemi e senza una reale intermodalità quindi anche una integrazione pubblico-privato nella modalità di concepire la mobilità non avrebbero nessun beneficio effettivo sull’ambiente”.

All’incontro di Rimini erano presenti anche Riccardo Pase, presidente Commissione ambiente Regione Lombardia e Mario Conte, sindaco di Treviso.

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