IN EVIDENZASalute

Multinazionali delle sigarette contro

Codacons: basta con Beyond nicotine e con l’ipocrisia della Philip Morris e dei produttori di sigarette, i cui prodotti uccidono ogni anno 93.000 italiani, ben più del covid (dati ministero della salute). Prima per fare profitti ci fanno venire i tumori poi per fare profitti ci vendono le cure

La condanna

Il Codacons condanna duramente la nuova ipocrita campagna di promozione Beyond Nicotine della Philip Morris, «per diventare una società che ha un impatto positivo sul mondo», attraverso la riconversione alle sigarette elettroniche, Iqos e altri prodotti da fumo di nuova generazione e l’acquisizione addirittura di società farmaceutiche.
L’unico effetto positivo per il mondo sarebbe rappresentato dalla cessazione immediata da parte della PM della produzione delle sigarette, come anche di tutti i prodotti correlati da tabacco.

L’istanza presentata al Ministero

Il Codacons, infatti, ha già presentato (in occasione dell’ultima giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio) all’ e al un’istanza d’accesso finalizzata a conoscere lo studio su Iqos e sui prodotti a tabacco riscaldato, invitando ancora una volta e all’adozione di provvedimenti concreti di contrasto al tabagismo, anche in relazione ai prodotti di nuova generazione.
Il ha rivelato come siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93 mila morti l’anno nel nostro Paese; più del 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.
Questa situazione, già tragica, è aggravata dalla presenza sul mercato, da qualche anno, di prodotti a base di nicotina presentati dalle aziende che li commercializzano come “meno nocivi” per la salute rispetto alle sigarette tradizionali, e addirittura come “strumenti che possono aiutare a smettere di fumare”: le sigarette a tabacco riscaldato. Tra queste, proprio la Iqos, prodotta dalla Philip Morris.

Il ruolo delle istituzioni e la risposta

In questo panorama, e avrebbero dovuto promuovere studi volti a verificare quali conseguenze Iqos e gli altri prodotti a base di tabacco riscaldato abbiano sulla salute umana. Ed invece, nessun dato scientifico è diffuso, nemmeno nell’ambito della Giornata mondiale senza tabacco: in quest’occasione le amministrazioni si sono limitate a rilevare come la presenza sul mercato di nuovi prodotti possa risultare attrattiva per i giovani e come le attuali evidenze scientifiche non consentano di conoscere gli effetti a lungo termine del loro consumo. Intervento questo del tutto insufficiente se non accompagnato da studi scientifici indipendenti sugli effetti per la salute di tali dispositivi, più volte chiesto dal Codacons anche alla Philip Morris, che ha però rifiutato l’istituzione di una commissione scientifica internazionale in tal senso.
Eppure, come emerge da una inchiesta della trasmissione philip , proprio una relazione dell’ISS, nel 2018, avanzava più di una critica di metodo sulla qualità degli studi di Philip Morris sulla Iqos e metteva in dubbio la validità di alcuni risultati, sostanzialmente rilevando come nelle Iqos, anche se a livelli inferiori, si trovino le stesse sostanze presenti nelle sigarette, quali nicotina, nitrosammine cancerogene, formaldeide, acroleina e acetaldeide, oltre ad altre sostanze ancora sconosciute, tanto da non potersi affermare che le stesse siano più sicure della sigaretta tradizionale.
Inoltre, è da sottolineare che la Philip Morris, al pari delle altre multinazionali del tabacco, violano sistematicamente il divieto assoluto di pubblicità per sigarette elettroniche, Iqos e altri prodotti da fumo di nuova generazione, in base alle normative vigenti che si applicano anche a tali prodotti. Lo ha chiarito in modo definitivo il Ministero della Salute, accogliendo un esposto dell’associazione.
Scrive infatti la Direzione Generale della prevenzione sanitaria:
“Alcuni operatori commerciali hanno avviato campagne di pubblicità sia online che su pannelli informativi nell’errato assunto che fosse lecito pubblicizzare il solo dispositivo. Appare inoltre errata l’assunzione che i predetti supporti pubblicitari e l’attività di promozione online costituiscano strumenti diversi da quelli vietati dall’art. 21 del D. Lgs 12 gennaio 2016. Risulta viceversa evidente che alcuni avvisi pubblicitari attualmente affissi su autobus e stazioni metro veicolino un messaggio di promozione del prodotto e del suo utilizzo […]
Per quanto concerne i nuovi prodotti del tabacco, ovvero le sigarette a tabacco riscaldato, risulta anche in questo caso evidente che l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo, ne promuova indirettamente il consumo […]
Si segnala che la scrivente Direzione Generale ha avviato una formale richiesta di assenso del vertice politico all’avvio di un percorso legislativo finalizzato all’aggiornamento della normativa che regola il divieto di pubblicità alle sigarette in modo da stabilire, in modo chiaro e unico, l’illiceità di ogni pratica pubblicitaria”.
Ma il va oltre e bacchetta anche la Ferrari, denunciata nei mesi scorsi proprio dal Codacons (unica associazione in Italia intervenuta sulla vicenda) per il contratto di sponsorizzazione con “Mission Winnow”, logo direttamente legato alla Philip Morris e che appare sulla monoposto nelle gare di Formula 1».
Scrive al riguardo il Ministero: “Parimenti, il marchio Mission Winnow utilizzato in occasione degli eventi sportivi di Formula 1, consente, attraverso i link presenti sull’omonimo sito, una promozione, anche se indiretta, ad una importante azienda produttrice di sigarette e di nuovi prodotti da tabacco; in questo caso si verrebbe a delineare un caso di sponsorizzazione così come definito dall’art. 1 del D. Lgs 16 dicembre 2004 n.300”».
«Il ci dà ragione su tutto, e chiarisce in modo definitivo come qualsiasi pubblicità ai prodotti da fumo e ai dispositivi di nuova generazione o sponsorizzazione di loghi legati ai produttori di tabacco, sia illegale» – afferma il Codacons.

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