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Obsolescenza programmata: “lunga vita” ai ricambi!

Con la direttiva europea scatta l'obbligo per i produttori di fornire i ricambi fino a 10 anni dopo la fine della produzione del bene. Quanto durano gli elettrodomestici oggi? E quanto duravano negli anni 70? la normativa europea sull'EcoDesign e la durata dei pezzi di ricambio sul mercato delle riparazioni.

ESTRATTO DA UNOMATTINA 2020-2021 MARTEDÌ 6 OTTOBRE ORE 7.43 

DI ANTONIO MANETTA- CARLOTTA URBANI

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Cosa si intende per obsolescenza programmata?

Obsolescenza programmata – il fenomeno

L’obsolescenza programmata o pianificata in economia industriale è una strategia volta a definire il ciclo vitale di un prodotto in modo da limitarne la durata a un periodo prefissato.

Il fenomeno contemporaneo

È chiaro che oggi i produttori soprattutto con l’arrivo del possano arrivare persino a programmare la durata della Vita Media si qualsiasi elettrodomestico.In Germania hanno fatto scandalo i risultati di una ricerca dell’università di Amburgo, dove si dimostra che il 60 per cento dei televisori sostituiti dai consumatori tedeschi è ancora perfettamente funzionante, e intanto la vita media di una tv nell’ultimo decennio è passata da 9 a 5,6 anni. Quasi la metà. Stesso discorso per i computer, che perdono il 10 per cento della loro longevità ogni sette anni. E per lavatrici, aspirapolvere, lavastoviglie. O per gli iPhone che si producono con la seguente sincronia: ogni nuovo modello ha un ciclo esistenziale più corto del precedente.

ELETTRODOMESTICI QUANTO DURANO?

FERRO DA STIRO/ASGIUGACAPELLI  2-3 ANNI

ASPIRAPOLVERE 5-7 ANNI

FORNO MICROONDE 7 ANNI

TELEVISORI/LAVATRICI  7-10 ANNI

Che cosa dice la legge a questo proposito? Cosa cambierà dal 2021?

Con la risoluzione del 31 maggio 2018 sull’attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile (2009/125/CE), il Parlamento europeo fa il punto sulla direttiva esistente, sostenendo che l’ecodesign dei prodotti influisca positivamente sulla prestazione energetica nell’edilizia.

I produttori che non rispettano tali requisiti non sono autorizzati a vendere i propri prodotti nella . Inizialmente la direttiva Ue sulla progettazione ecocompatibile fissava standard minimi di efficienza energetica per prodotti come caldaie, elettrodomestici e computer. L’obiettivo è quello di ridurre il loro impatto sull’ambiente con il vantaggio di far risparmiare denaro ai consumatori. Si stima, infatti, che entro il 2020 la politica per la progettazione ecocompatibile possa far risparmiare ai consumatori europei 490 euro all’anno sulle bollette energetiche.

: In un ODG (ordine del giorno) presentato alla Camera il 1 ottobre 2019  è stata recepita anche in Italia la normativa europea che prevede che per contrastare l’obsolescenza programmata, i pezzi di ricambio siano disponibili almeno per 7 anni dopo l’uscita in produzione di un elettrodomestico.”

Vita media degli elettrodomestici

ELETTRODOMESTICI

QUANTO DURAVANO?

                                      1970            2020

   FRIGORIFERO     30 anni              7 anni

   LAVATRICE         12 anni              3-6 anni

Alcuni studiosi e docenti dell’università tedesca di Aalen hanno condotto uno studio (commissionato dal gruppo parlamentare degli ecologisti) che prende in esame la vita di una ventina di elettrodomestici e di beni di largo consumo e i risultati non sono per niente incoraggianti per i consumatori. Un esempio? Dal ’98 la vita media di molti elettrodomestici si è praticamente dimezzata, passando da 12 a 6 anni (e solo 3 anni per i prodotti più economici). I moderni televisori ultrapiatti, poi, contengono componenti elettriche ed elettroniche spesso non in grado di sopravvivere oltre il periodo di garanzia di due anni, così come le ruote dentate di spazzolini elettrici, mixer e frullatori, davvero troppo fragili.

L’esperto hi-tech Stephan Schridde e il professor Christian Kleiss della facoltà di Economia di Aalen hanno verificato la vita media di un elettrodomestico negli anni ’70 era di 20/30 anni, oggi è di dieci volte meno. Nel 1998 una lavatrice era fatta per resistere almeno 12 anni, adesso quelle più economiche si fermano a 3. Complessivamente la classifica redatta dai due studiosi è lapidaria sulla durata media: un frigorifero sopravvive 12 anni; una lavatrice mediamente arriva a 7 anni; TV, PC, Smarpthone e spazzolini elettrici hanno una vita media di 3 anni.“L’obiettivo è la massimizzazione della rendita di capitale”, sostiene Stefan Schridde. E infatti, come si legge sul rapporto, “la strategia del deterioramento della qualità dei prodotti viene alla fine premiata dall’aumento degli utili”.

L’Europa con l’adozione della normativa sull’Ecodesign punta ad aumentare la vita dei prodotti creando le condizioni per ripararli.
Con l’adozione a marzo 2019 di dieci regolamenti, l’UE compie un ulteriore passo in avanti verso l’efficienza energetica e l’economia circolare gli elettrodomestici che quotidianamente utilizziamo nelle nostre case – frigoriferi, TV, lavatrici, lavastoviglie e sistemi di illuminazione – più efficienti ed ecosostenibili attraverso il miglioramento della loro progettazione. I nuovi elettrodomestici, infatti, contribuiranno a rendere meno care le bollette (si stima un risparmio annuale di 150 euro a famiglia) perché consumeranno meno . Saranno, inoltre, più facilmente riparabili in quanto i pezzi di ricambio dovranno essere disponibili almeno per 7-10 anni. I produttori saranno tenuti ad assicurare la consegna dei pezzi di ricambio entro 15 giorni lavorativi e fare in modo che la loro sostituzione possa essere effettuata con utensili comunemente disponibili e senza arrecare danni permanenti all’apparecchio. Tuttavia, per la riparazione si dovrà, comunque, fare riferimento a riparatori professionisti perché solo nei confronti di questi ultimi i produttori avranno l’obbligo di rendere disponibili le informazioni sulla riparazione e sulla manutenzione del prodotto. I nuovi requisiti di riparazione contribuiranno a migliorare la durata di vita, la manutenzione e la riciclabilità degli elettrodomestici che sempre più spesso si rompono anzitempo invertendo, in tal modo, la tendenza all’”usa e getta”.

 

 

Luigi Gabriele

Presidente dell'Associazione Consumerismo no profit. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico amministrativo. Specializzato in affari regolatori, relazioni istituzionali e comunicazione pubblica. Dopo diverse esperienze in aziende e presso l’Università Sapienza, dal 2008 si occupa di tutela del consumatore. Ha svolto la funzione di esperto per due delle principali associazioni nazionali, svolgendo sia il ruolo di esperto consumerista sia di comunicatore pubblico. E’ consulente stabile in materia di consumi e tutela del consumatore per Uno Mattina, Mi manda Rai3, Tg2 Italia, Tv 2000 - Attenti al Lupo, Radio Rai1, Radio24, Radio Cusano Campus e innumerevoli siti web e testate. Ha acquisito competenze per la risoluzione delle casistiche sia individuali sia collettive in tutela del consumatore nei settori regolamentati (energia, gas, acqua e rifiuti, telefonia, Internet e pay tv, assicurazioni, bancario e servizi postali) e nei settori di consumo generico, come commercio elettronico, innovazione tecnologica e spesa domestica. E’ componente dei gruppi di lavoro sulla tutela del consumatore del Ministero dello Sviluppo Economico e ha svolto consulenza specifica per numerosi commissioni parlamentari su testi di legge in materia di tutela dei consumatori. Oggi è presidente di Consumerismo no profit e di Visionari no profit, organizzazione per la divulgazione della scienza e della tecnologia.

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