Consumatori

Pagamento in contanti: oltre i 10.000 euro mensili, scatta la segnalazione

fonte: Adiconsum

Dal 1° settembre 2019, banche, poste, istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento, dovranno inviare mensilmente all’UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, le c.d. “comunicazioni oggettive” sulle operazioni IN CONTANTI, in entrata e in uscita, pari o superiori a 10.000 euro, comprese anche le operazioni singole pari o superiori a 1.000 euro.

Il nuovo istituto della comunicazione oggettiva è contenuto nel D. lgs. 90/2017, che ha demandato all’UIF il compito di individuarne il contenuto e le modalità di trasmissione (Provvedimento del 28 marzo 2019). A partire quindi dal mese di settembre, le banche, le poste, gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento dovranno inviare entro il 15 di ogni mese

L’uso smodato dei contanti può nascondere operazioni illegali quali il riciclaggio di denaro sporco o i finanziamenti al terrorismo.

Limiti dell’uso del contante

In Italia, il limite dei pagamenti in contanti ad uno stesso soggetto e nella stessa giornata è di 3.000 euro (Legge di Stabilità 2016). In caso di sforamento, le sanzioni stabilite dal D. lgs. 90/2017 sono le seguenti:

  • fino a 250.000 euro: da 3.000 a 50.000 euro
  • oltre 250.000 euro: da 15.000 a 250.000 euro.

Inoltre, è bene ricordare che l’uso del pagamento con moneta contante non è tracciabile e quindi contribuisce all’evasione fiscale e ad alimentare attività illecite.

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