Tre sole cause ammesse, venti giorni di preavviso e recesso senza spese oltre l'otto per cento: come si verifica un adeguamento di prezzo.
Il viaggio era stato prenotato in gennaio a un prezzo preciso. A maggio arriva una email: adeguamento carburante, trecento euro in più a persona, da versare entro una settimana altrimenti la prenotazione viene annullata. Sembra una comunicazione tecnica a cui non c’è nulla da rispondere. In realtà un aumento del prezzo è ammesso solo a condizioni molto strette, e la prima cosa da verificare non è l’importo: è se quell’aumento potesse essere chiesto.
Secondo l’articolo 39 del codice del turismo il prezzo del pacchetto può aumentare dopo la conclusione del contratto solo se il contratto lo prevede espressamente, indica il tuo diritto a una riduzione e spiega le modalità di calcolo. Gli aumenti sono possibili per tre sole cause, l’aumento va comunicato almeno venti giorni prima della partenza e, se supera l’otto per cento del prezzo complessivo, puoi recedere senza spese con rimborso integrale.
La legge non lascia margini interpretativi: l’aumento può dipendere soltanto dal costo del trasporto passeggeri legato al carburante o ad altre fonti di energia, dalle tasse o dai diritti sui servizi turistici imposti da terzi, comprese le tasse di atterraggio, sbarco e imbarco in porti e aeroporti, oppure dai tassi di cambio pertinenti al pacchetto.
Tutto il resto non giustifica un aumento. Un rincaro dell’albergo, un aumento dei costi del fornitore locale, una guida che costa più del previsto, un errore di preventivo dell’organizzatore: nessuna di queste è una causa prevista, e la richiesta che si fonda su una di esse è da contestare nel merito, non da negoziare sull’importo.
Prima ancora, però, va verificata una condizione che sta a monte: la clausola di revisione del prezzo deve essere nel contratto, deve prevedere espressamente anche il tuo diritto alla riduzione e deve indicare come si calcola. Se nel tuo contratto quella clausola non c’è, o c’è solo nella versione che consente l’aumento e non la riduzione, l’aumento non è dovuto a prescindere dalla causa invocata.
Un aumento, di qualsiasi entità, è possibile solo se l’organizzatore lo comunica in modo chiaro e preciso su supporto durevole, con la giustificazione e le modalità di calcolo, almeno venti giorni prima dell’inizio del pacchetto.
È una regola semplice e molto efficace: una richiesta che arriva a quindici giorni dalla partenza, quando ormai hai preso i permessi e organizzato tutto, è fuori termine. E il termine riguarda qualsiasi aumento, anche minimo.
Anche la forma conta. La comunicazione deve essere su supporto durevole, deve dire perché e deve dire come è stato calcolato l’importo. Una telefonata dell’agenzia o un messaggio generico che annuncia un adeguamento senza spiegarlo non soddisfano l’obbligo, e chiedere quella spiegazione per iscritto è il modo più rapido di capire se la richiesta regge.
Se l’aumento supera l’otto per cento del prezzo complessivo del pacchetto, non siamo più in una semplice revisione: si applicano le regole dell’articolo 40 sulle modifiche significative, e cambia tutto a tuo favore.
In quel caso l’organizzatore deve informarti tempestivamente, su supporto durevole, indicando la modifica proposta, il suo effetto sul prezzo, il termine entro cui rispondere e le conseguenze del mancato riscontro, compreso l’eventuale pacchetto sostitutivo offerto con il relativo prezzo. Entro il termine ragionevole che ti viene fissato puoi accettare l’aumento oppure recedere senza spese.
Se receda e non accetti il pacchetto sostitutivo, l’organizzatore deve rimborsarti tutti i pagamenti entro quattordici giorni dal recesso. Se invece il pacchetto sostitutivo che ti propone è di qualità o costo inferiore, hai diritto a un’adeguata riduzione del prezzo: accettare una sistemazione più modesta allo stesso prezzo non è una soluzione, è una perdita.
Un avvertimento sul calcolo, perché qui si gioca la differenza: l’otto per cento si misura sul prezzo complessivo del pacchetto, non sulla singola voce aumentata. Un adeguamento di duecento euro su un pacchetto da millecinquecento supera la soglia; lo stesso importo su un pacchetto da cinquemila no.
La norma ha una seconda faccia e vale la pena usarla. Se i costi indicati nelle tre cause diminuiscono tra la conclusione del contratto e l’inizio del pacchetto, hai diritto a una riduzione corrispondente del prezzo.
Significa che quando il carburante cala, o il cambio si muove a favore, o una tassa aeroportuale viene ridotta, la richiesta di riduzione è fondata esattamente come lo sarebbe l’aumento nel caso opposto. L’organizzatore può detrarre le spese amministrative e di gestione effettive, ma su tua richiesta deve fornirne la prova.
È una richiesta che quasi nessuno presenta, e che ha senso presentare soprattutto quando il contratto contiene una clausola di revisione del prezzo molto dettagliata: quella clausola, per essere valida, deve prevedere anche la riduzione.
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica nell’ordine le tre cose che decidono la pratica: se nel contratto esiste una clausola di revisione del prezzo valida, cioè che preveda anche la riduzione e il metodo di calcolo; se la causa invocata è una delle tre ammesse dalla legge; e se la comunicazione è arrivata almeno venti giorni prima della partenza nella forma dovuta. Calcola poi la percentuale sul prezzo complessivo, perché il superamento dell’otto per cento apre il recesso senza spese e cambia la natura della trattativa. Chiede per iscritto la giustificazione e le modalità di calcolo, che sono un obbligo e non una concessione. Dove viene proposto un pacchetto sostitutivo, confronta qualità e costo per quantificare la riduzione dovuta. E dove i costi sono diminuiti, imposta la richiesta di riduzione, che è il rovescio della stessa norma. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Il contratto di pacchetto turistico completo con le condizioni generali, in particolare la clausola sulla revisione del prezzo, la conferma di prenotazione con il prezzo originario, la comunicazione dell’aumento con la data di ricezione, l’eventuale giustificazione ricevuta, le ricevute dei pagamenti già effettuati e, se ti è stato proposto un pacchetto sostitutivo, la descrizione di quello che era stato prenotato e di quello che viene offerto.
Le contestazioni fondate sul mancato rispetto dei venti giorni hanno la prospettiva migliore, perché si verificano su una data e non su una valutazione. Le contestazioni sulla causa dell’aumento funzionano quando la comunicazione la dichiara, ed è il motivo per cui conviene farsela mettere per iscritto prima di discutere. Il superamento dell’otto per cento apre il recesso senza spese con rimborso entro quattordici giorni, ed è lo scenario più favorevole. Le richieste di riduzione per diminuzione dei costi sono fondate ma poco frequenti, e richiedono di documentare l’andamento della voce invocata. Lo Sportello verifica la legittimità dell’aumento e prepara la contestazione, senza garantire l’esito.
Per approfondire: codice del turismo · articolo 39 del codice del turismo · articolo 40 · recesso dal pacchetto
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Prima di pagare verifica tre cose: che il contratto contenga una clausola di revisione del prezzo che preveda anche il tuo diritto alla riduzione e il metodo di calcolo, che la causa sia una delle tre ammesse, e che la comunicazione sia arrivata almeno venti giorni prima della partenza su supporto durevole, con giustificazione e calcolo.
Solo tre cause: il costo del trasporto passeggeri legato al carburante o ad altre fonti di energia, le tasse o i diritti sui servizi turistici imposti da terzi comprese quelle portuali e aeroportuali, e i tassi di cambio pertinenti al pacchetto. Un rincaro dell’albergo o un errore di preventivo non sono cause previste.
Cambia tutto: si applicano le regole sulle modifiche significative e puoi scegliere fra accettare e recedere senza spese, con rimborso di tutti i pagamenti entro quattordici giorni. Attenzione al calcolo: l’otto per cento si misura sul prezzo complessivo del pacchetto, non sulla singola voce aumentata.
È fuori termine. Un aumento, di qualsiasi entità, è possibile solo se comunicato almeno venti giorni prima dell’inizio del pacchetto, in modo chiaro e preciso su supporto durevole, con la giustificazione e le modalità di calcolo. Contestalo per iscritto citando la data di ricezione.
Puoi accettarlo o rifiutarlo. Se lo rifiuti e receda, il rimborso è integrale entro quattordici giorni dal recesso. Se lo accetti ma è di qualità o costo inferiore, hai diritto a un’adeguata riduzione del prezzo: non accettare una sistemazione più modesta allo stesso prezzo.
Sì. Se i costi delle tre voci diminuiscono tra la conclusione del contratto e l’inizio del pacchetto hai diritto a una riduzione corrispondente. L’organizzatore può detrarre le spese amministrative e di gestione effettive, ma su tua richiesta deve fornirne la prova.
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