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Disdire un viaggio: quando il recesso costa e quando è gratuito

Spese di recesso ragionevoli, rimborso integrale per circostanze inevitabili e straordinarie e cinque giorni per i contratti firmati fuori sede.

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Cambia un impegno di lavoro, si ammala un familiare, oppure semplicemente ci si ripensa. Si telefona all’agenzia e la risposta arriva quasi sempre identica: ormai non si rimborsa nulla. A volte è vero, a volte è vero solo in parte, e in alcuni casi non è vero affatto, perché esistono situazioni in cui il non costa niente. La differenza dipende da una sola cosa: il motivo per cui stai recedendo.

L’articolo 41 del codice del turismo ti permette di recedere dal pacchetto in qualsiasi momento prima della partenza, pagando le spese che il contratto prevede. Ma se al luogo di destinazione, o nelle sue immediate vicinanze, si verificano circostanze inevitabili e straordinarie che incidono in modo sostanziale sul viaggio o sul trasporto dei passeggeri, il recesso è senza spese e hai diritto al integrale di tutto quello che hai pagato. Il rimborso va fatto senza ritardo e comunque entro quattordici giorni.

Il recesso ordinario: quanto puoi essere chiamato a pagare

Puoi recedere quando vuoi, prima dell’inizio del pacchetto. Quello che devi è il rimborso delle spese sostenute dall’organizzatore, che devono essere adeguate e giustificabili. Su tua richiesta l’organizzatore è tenuto a spiegarti come ha calcolato quell’importo: non è una cortesia, è un obbligo, ed è la prima domanda da fare per iscritto.

Il contratto può prevedere spese di recesso standard, cioè una tabella con percentuali che crescono avvicinandosi alla partenza. La legge le ammette, ma non a piacimento: devono essere ragionevoli e calcolate tenendo conto del momento in cui recedi, dei risparmi di costo che l’organizzatore ottiene e del ricavo che può ricavare riallocando i servizi, per esempio vendendo il tuo posto a un altro.

Se il contratto non prevede nessuna tabella, la regola è diversa e spesso più favorevole: la somma dovuta corrisponde al prezzo del pacchetto meno i risparmi di costo e meno i ricavi derivanti dalla riallocazione dei servizi. In altre parole, quello che l’organizzatore non ha speso e quello che ha recuperato altrove non può restare a carico tuo.

È questo il motivo per cui una penale del cento per cento a sessanta giorni dalla partenza, su un viaggio che l’organizzatore rivende senza difficoltà, è una clausola da contestare e non un fatto compiuto.

Le circostanze inevitabili e straordinarie: il recesso senza spese

Qui sta la parte che quasi nessuno usa, e vale la pena capirla con precisione perché si gioca su tre elementi.

Il primo è dove: le circostanze devono riguardare il luogo di destinazione o le sue immediate vicinanze, oppure il trasporto dei passeggeri verso quel luogo. Un problema che riguarda te, la tua salute o la tua famiglia non rientra in questa previsione, per quanto grave sia, e per quelle situazioni la strada è l’assicurazione.

Il secondo è quanto incide: l’effetto deve essere sostanziale sull’esecuzione del pacchetto. Una perturbazione prevista per un pomeriggio non basta; una zona colpita da un evento che rende inagibili le strutture o impraticabili i collegamenti è un’altra cosa.

Il terzo è quando: il recesso va esercitato prima dell’inizio del pacchetto. Se parti e poi il viaggio va male, non siamo più nel recesso ma nei rimedi per difetto di conformità, che sono diversi.

Quando i tre elementi ci sono, hai diritto al rimborso integrale dei pagamenti effettuati, ma non a un indennizzo ulteriore: la legge lo dice espressamente. E vengono risolti anche i contratti collegati stipulati con terzi.

Quando è l’organizzatore ad annullare

L’organizzatore può annullare il pacchetto e rimborsarti integralmente, senza indennizzo ulteriore, in due soli casi.

Il primo è il mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto dal contratto. E qui ci sono termini precisi, che sono la cosa più utile di tutto questo paragrafo: la comunicazione deve arrivarti entro il termine fissato nel contratto e in ogni caso non oltre venti giorni prima della partenza per i viaggi di più di sei giorni, sette giorni prima per i viaggi che durano da due a sei giorni, quarantotto ore prima per i viaggi di meno di due giorni. Un annullamento comunicato dopo quei termini è fuori regola.

Il secondo è l’impossibilità di eseguire il contratto per circostanze inevitabili e straordinarie, con comunicazione senza ingiustificato ritardo prima dell’inizio del pacchetto.

Attenzione a non confondere questa ipotesi con la modifica del viaggio: se l’organizzatore cambia in modo significativo le caratteristiche principali del pacchetto, l’articolo 40 ti dà la scelta fra accettare e recedere senza spese, e in caso di recesso il rimborso è integrale entro quattordici giorni. È il caso dell’aumento del prezzo dopo la prenotazione oltre la soglia consentita.

La regola che vale solo per la vendita fuori sede

C’è una previsione poco conosciuta e con un termine molto breve: per i contratti negoziati fuori dai locali commerciali, per esempio durante una presentazione in albergo o a casa tua, puoi recedere entro cinque giorni senza penali e senza fornire motivazione.

Cinque giorni, non quattordici: la regola dei quattordici giorni che conosci per gli qui non si applica allo stesso modo, e il termine va contato subito. C’è anche un’eccezione: il diritto non vale per le offerte con prezzo significativamente diminuito, e in quel caso l’organizzatore deve avertelo comunicato in modo chiaro. Se non lo ha fatto, l’esclusione è da contestare.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo parte dalla domanda che decide tutto, cioè per quale motivo stai recedendo, perché da quella risposta dipende se le spese sono dovute oppure no. Legge la tabella delle penali del tuo contratto e verifica se è ragionevole rispetto ai parametri previsti dalla legge, o se invece addebita anche quello che l’organizzatore ha risparmiato e recuperato. Chiede per iscritto la giustificazione dell’importo trattenuto, che è un obbligo dell’organizzatore e il passaggio che più spesso riduce la somma. Dove ci sono circostanze inevitabili e straordinarie alla destinazione, documenta la situazione nel momento in cui esiste, perché dopo settimane diventa difficile. Controlla i termini dell’eventuale annullamento da parte dell’organizzatore e, per i contratti conclusi fuori sede, i cinque giorni, che si perdono quasi sempre. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Che cosa tenere pronto

Il contratto di pacchetto turistico con la tabella delle spese di recesso, la conferma di prenotazione, le ricevute di tutti i pagamenti compresi acconto e caparra, la comunicazione di recesso con la prova della data di invio, la risposta dell’organizzatore con l’importo trattenuto, le fonti che documentano la situazione alla destinazione nei giorni in cui hai receduto, e l’eventuale polizza assicurativa con le condizioni.

Tempi realistici e possibili esiti

Le richieste di giustificazione dell’importo trattenuto ottengono risposta nella maggior parte dei casi in settimane, e in una parte dei casi la somma viene rivista, perché il calcolo viene rifatto. I recessi per circostanze inevitabili e straordinarie documentate con fonti del periodo hanno la prospettiva migliore. Le contestazioni delle penali standard dipendono dalla possibilità di dimostrare la riallocazione dei servizi, che non è sempre accessibile. Il recesso per motivi personali, va detto con franchezza, resta a spese del viaggiatore salvo copertura assicurativa. Lo Sportello verifica il contratto e imposta la richiesta, senza garantire l’esito.

Per approfondire: codice del turismo · articolo 41 del codice del turismo · articolo 40 · contratto di pacchetto turistico

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Posso disdire un viaggio già prenotato?

Sì, in qualsiasi momento prima della partenza. Quello che devi è il rimborso delle spese sostenute dall’organizzatore, che devono essere adeguate e giustificabili. Su tua richiesta l’organizzatore è obbligato a spiegarti come ha calcolato l’importo: è la prima cosa da chiedere per iscritto.

La penale del cento per cento è legittima?

Va verificata. Le spese standard previste dal contratto devono essere ragionevoli e calcolate tenendo conto del momento del recesso, dei risparmi di costo dell’organizzatore e del ricavo che ottiene riallocando i servizi. Se il tuo posto viene rivenduto, quel ricavo non può restare a carico tuo.

Quando posso recedere senza pagare nulla?

Quando al luogo di destinazione o nelle immediate vicinanze si verificano circostanze inevitabili e straordinarie che incidono in modo sostanziale sul pacchetto o sul trasporto verso quel luogo. In quel caso il rimborso è integrale, entro quattordici giorni, ma senza indennizzo ulteriore.

Mi sono ammalato: rientra nelle circostanze straordinarie?

No, e conviene saperlo subito. La previsione riguarda le circostanze che interessano il luogo di destinazione o il trasporto, non la situazione personale del viaggiatore, per quanto grave. Per quelle situazioni la strada è l’assicurazione: controlla la polizza e i termini di denuncia.

L’organizzatore ha annullato il viaggio per pochi iscritti.

Può farlo, con rimborso integrale e senza indennizzo, ma deve rispettare i termini: non oltre venti giorni prima per i viaggi di più di sei giorni, sette giorni per quelli da due a sei giorni, quarantotto ore per quelli sotto i due giorni. Se la comunicazione è arrivata dopo, contestala.

Ho firmato durante una presentazione in albergo.

Allora hai un diritto in più e un termine molto breve: per i contratti negoziati fuori dai locali commerciali puoi recedere entro cinque giorni, senza penali e senza motivazione. Il diritto non vale per le offerte con prezzo significativamente ridotto, ma in quel caso l’organizzatore deve avertelo detto chiaramente.

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