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Un proposta per le nomine all’ARERA – Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente

di Luigi Gabriele

Scheda di analisi e proposta su nomine nuovo Collegio (1 presidente 4 commissari) dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) competente nella regolazione dei settori elettricità, gas, acqua e rifiuti.

 

Compito dell’ARERA è regolare i settori di competenza per favorirne lo sviluppo conciliando gli interessi di consumatori e imprese. Negli scorsi sette anni questo difficile equilibrio – il cui rispetto richiede Commissari di sicura indipendenza dagli interessi delle imprese pubbliche e private – a causa della crisi economica che ha impattato pesantemente sulle imprese è sembrato, o di fatto si è rivelato, squilibrato a favore di queste ultime.

 

La prossima consiliatura dovrà riequilibrare la regolazione verso gli interessi dei consumatori. Il livello dei ricavi attuali delle imprese del settore energetico – prematura un’analisi completa per i settori acqua e rifiuti – dicono che sono uscite dalla crisi e si sono molto rafforzate anche con concentrazioni.

 

Passaggio fondamentale dei prossimi anni, molto rischioso per i consumatori soprattutto più deboli, è la fine della “tutela” (tariffa definita dalla stessa Autorità, che comunque ha potuto garantire scarsa protezione dalle pratiche di mercato più “selvagge”, che si sono verificate e non adeguatamente prevenute e represse).

 

In questo momento il consumatore si trova quindi in una situazione di particolare debolezza rispetto alle imprese, sempre più grandi e dominanti, non contemperate da adeguata concorrenza.

 

Il prossimo passaggio di tutti i consumatori al “mercato libero”, è da gestire con attenzione, se ancora realmente si vuole perseguire almeno nei brevi tempi previsti (metà 2019). Le garanzie previste devono essere molto rafforzate. Il consumatore dovrà essere anche aiutato con pervasive azioni di comunicazione indipendente, per renderlo in grado di valutare le offerte delle imprese sul mercato libero.

 

La rivoluzione informatica e tecnologica che sta investendo anche i settori dell’ARERA, se può da un lato favorire alcune le fasce di consumatori più capaci può dall’altro danneggiare ulteriormente le fasce più deboli. Il nuovo Collegio deve essere cosciente del processo in atto.

 

La “regolazione indipendente” promossa dei recenti Consigli, caratterizzati da passaggi diretti dal MISE, non sempre ha saputo garantire adeguata crescita e sviluppo tecnologico del settore energetico. Il regolatore ha subito la sovrapposizione di compiti con il MISE e la protezione garantita dal MEF alle aziende controllate: Enel, Eni, Terna, Snam oltre a tutte le aziende ex municipalizzate controllate dai Comuni.

 

Non va mai dimenticato che ogni provvedimento a favore dei consumatori può impattare sui dividendi che le imprese versano al Tesoro e ai Comuni. ARERA, anche con le garanzie previste per essa dalle Direttive europee, ha solo garantito una certa resistenza alle esigenze di cassa dello Stato e dei Comuni (in ogni caso va notato che nessun Ministero avrebbe potuto fare meglio).

 

I modelli regolatori applicati all’energia traslati al settore idrico non stanno dando risultati adeguati, mentre adesso è necessario modernizzare e sviluppare anche il settore dei rifiuti, che solo apparentemente appare distante dai servizi a rete, se solo si considerano le attività di raccolta come “reti virtuali”.

 

L’Autorità italiana si è caratterizzata per la trasparenza a singhiozzo data alla sua azione, che prevede la diffusione di uno o più documenti di consultazione pubblica per arrivare alle decisioni. Tali documenti devono in particolare essere semplificati e resi comprensibili al di là della stretta cerchia degli addetti ai lavori, dove prevalgono inevitabilmente gli uffici legali delle grandi imprese.

 

Quest’ambito deve migliorare facendo in modo che i consumatori con le proprie associazioni possano partecipare più attivamente alle consultazioni, garantendogli l’appoggio da parte delle Università pubbliche.

 

Le riunioni del collegio devono essere pubbliche, come si fa ad esempio negli Stati Uniti e come dovrebbero fare tutte le “autorità indipendenti”, inclusa la Banca d’Italia.

 

Fondamentale per la scelta dei Commissari, a garanzia della loro indipendenza soprattutto negli ultimi anni di consiliatura, è che alla scadenza dei sette anni possano essere collocati a riposo o avere attività lavorative fuori dai settori da essi regolati negli anni precedenti. Preferibili quindi soggetti che possano riversare l’esperienza fatta ad es. nel mondo associativo e negli altri settori economici. Importante che il futuro dei Commissari non dipenda da decisioni governative, potenzialmente connesse con il controllo delle aziende come ricordato sopra.

 

Per tutte queste considerazioni, caratteristica dei Commissari deve in ogni caso essere la sensibilità “politica” rispetto alle grandi strategie di sviluppo del Paese: l’”indipendenza” non può mai giungere al punto di essere in contrasto con gli obiettivi perseguiti da Governo e Parlamento.

 

La competenza tecnica dei Commissari nelle materie trattate è importante ma non fondamentale: l’autoreferenzialità è certamente negativa per l’attività collegiale. L’attività prevalente del Consiglio è la scelta tra le varie proposte richieste ed elaborate dagli Uffici, dai quali però non devono farsi “catturare”. Questi ultimi sono un corpo tecnico molto coeso e competente ma rischio costante di derive tecnocratiche. Sono perciò sconsigliabili Commissari che provengano dagli Uffici interni così come dalle strutture del MISE, in palese conflitto di interesse e troppo legate per storia e cultura agli interessi delle grandi imprese.

 

Procedura di nomina dei commissari dell’ARERA

 

Con la legge 27 dicembre 2017, n. 205,  sono state attribuite all’Autorità funzioni di regolazione e controllo del ciclo dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati. Pure per questo settore le competenze conferite sono svolte con i medesimi poteri e nel quadro dei principi, delle finalità e delle attribuzioni, incluse quelle di natura sanzionatoria, stabiliti dalla legge istitutiva dell’Autorità, la n. 481/1995. La competenza nei rifiuti si aggiunge a quelle nel settore elettrico, del gas e dell’acqua.

 

L’Autorità è organo collegiale costituito dal presidente e quattro membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta dei Ministri competenti (Sviluppo economico e Ambiente). Le designazioni effettuate dal Governo sono previamente sottoposte al parere delle competenti Commissioni parlamentari (Attività produttive e Ambiente).

 

In nessun caso le nomine possono essere effettuate senza il parere favorevole espresso dalle Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti. Le medesime Commissioni possono procedere all’audizione delle persone designate.

 

I Componenti restano in carica sette anni e nel corso del mandato, si applica loro un regime di incompatibilità con altre attività lavorative. Per i successivi due anni dalla cessazione dell’incarico i Componenti non possono intrattenere alcun rapporto di collaborazione, di consulenza o di impiego con  le imprese operanti nei settori di competenza.

Identikit del prossimo collegio, alla luce delle esperienze precedenti

Le ragioni dei no:

No a passaggi diretti (“porte scorrevoli”) di dirigenti e funzionari da Ministeri o altri enti e società energetiche controllate dallo Stato (evitare conservatorismo e autoreferenzialità);

  • No a lottizzazione da parte della politica (l’ARERA è un organo tecnico che deve mantenere indipendenza di giudizio);
  • No a personalità che abbiano ricoperto incarichi politici e parlamentari nei settori regolati (la loro indipendenza non sarebbe credibile per i consumatori e le imprese);
  • No a provenienze dalla struttura dell’ARERA (si avrebbero commissari con eccessivo potere di condizionamento verso gli uffici e rischi di iper-regolazione);

Le ragioni dei si:

  • Presidente di garanzia, il più possibile aderente alla missione e condiviso da tutte le componenti delle Commissioni parlamentari;
  • Presidente con esperienza di amministrazione pubblica di alto profilo etico morale e conoscenza dei settori regolati;
  • Personalità di alto profilo personale con dimostrati senso di responsabilità istituzionale, indipendenza e conoscenza dei principi della regolazione economica;
  • Personalità con comprovata esperienza nella tutela dei consumatori;
  • Personalità con requisiti di managerialità, gestione delle risorse umane, sensibilità per l’innovazione tecnologica e la comunicazione.

Obiettivi strategici del prossimo collegio

  • Rafforzare autorevolezza e credibilità dell’istituzione;
  • Riequilibrare la regolazione in favore dei consumatori;
  • Ridurre il peso delle posizioni dominanti sul mercato;
  • Semplificare e rendere comprensibili i provvedimenti proposti e adottati;
  • Favorire la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione;
  • Svolgere a porte aperte le riunioni del collegio;
  • Partecipazione attiva alle attività del Parlamento, come organo di alta consulenza.

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