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Usare la Blockchain per risparmiare, difendere l’ambiente con l’energia sostenibile

Di William Nonnis –  Dipartimento Innovazione e sviluppo CONSUMERISMO No-Profit

Dopo l’intervista andata in onda su SKY e TvSat con la redazione di Forbes e BFC sulla #Blockchain nel mercato dell’energia sostenibile (link youtube https://youtu.be/UWTZPokvILo), mi sono arrivate tante richieste e domande di come realmente possa avvenire questo cambiamento per risparmiare, difendere l’ambiente e proteggere la nostra Italia grazie alla rivoluzionaria e democratica #Blockchain.

Andiamo per gradi. Partiamo dalla premessa che al Ministero della Difesa in questo ambito da qualche anno si sta realizzando un grande lavoro. Dal 2013 sono in forza presso la Struttura di Progetto Energia (che fa capo appunto al Ministro della Difesa), dove mi occupo di studio, progettazione e sviluppo della Blockchain. Questo progetto ha tra gli altri gravosi compiti quello dell’efficientamento ed il risparmio energetico oltre che nelle strutture della Difesa anche nella Pubblica Amministrazione stessa (scuole, edifici pubblici ecc). Il progetto di ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia all’interno della Difesa ha come diretta conseguenza e volontà la propagazione in tutta la Pubblica Amministrazione. Per ottenere un risultato ottimale il progetto ha bisogno di studio, progettazione e sviluppo in blockchain. Questo per assicurare protezione e garanzia delle infrastrutture critiche.

Ritengo che la blockchain nel settore energetico abbia un ruolo fondamentale e nella Pubblica Amministrazione in particolar modo. La Blockchain (quella vera cioè pubblica e permissionless) nella Pubblica Amministrazione è una vera e propria necessità sia per i servizi da erogare all’utente che per la sicurezza dei dati.

Questo a tutto vantaggio di una necessità fondamentale di riconquista della fiducia tra Stato e cittadino che oggi è notevolmente compromessa. Ricordiamo che la Blockchain è fondamentalmente una tecnologia sociale. Ma anche questo notevolissimo strumento, associato all’intelligenza artificiale e agli IoT ha bisogno di una diffusione importante tra la gente

 

Grandi e tanti sono infatti i vantaggi di questo strumento:

  • Il Cittadino/Azienda avrà una risposta al servizio richiesto in tempi celeri e in maniera sicura.
  • Lo Stato avrà un maggior monitoraggio dei principali servizi gestiti dalle varie Aziende, visualizzando in tempo reale le transazioni svolte.
  • Forte alleggerimento della burocrazia grazie alla digitalizzazione dei servizi, con il ritorno così di un notevole risparmio della macchina governativa a vantaggio dell’azienda e di conseguenza dei cittadini.
  • I dati saranno censiti e raccolti una volta sola grazie alle funzioni di riconoscimento univoco dell’identità digitali e resi disponibili in tutti i contesti ma sotto il controllo e permesso dell’utente finale.
  • Istantaneo controllo incrociato per molteplici esigenze istituzionali o governative.
  • Verifica del dato subitanea, certa ed obiettiva.
  • Sicurezza e trasparenza garantite dall’affidabilità e solidità della Tecnologia
  • Contrasto all’evasione fiscale e alla criminalità

Per tutelare il cittadino e avere un impatto socio economico virtuoso e duraturo è indispensabile avere visione e conseguente progettualità. Questo comporterà dotarsi di infrastrutture adatte e tutte le skill necessarie di cui uno Stato necessita.

Facciamo un esempio pratico di come la blockchain può e deve impattare in maniera positiva nella vita di tutti i giorni soprattutto in ambito energetico

Il modello distribuito si diffonde dal basso, quindi dai cittadini. Esso è in grado di garantire certezza sotto molti aspetti; per esempio, dando l’esatta misura di consumo energetico da parte del singolo, oppure ridistribuendo la produzione delle rinnovabili di ogni cittadino.  Ogni cittadino possessore di un impianto fotovoltaico, o di altra fonte rinnovabile, può redistribuire l’energia superflua, utilizzando solo una parte residua di quanto prodotto.

Questo avverrebbe tramite un portale energetico pubblico, frutto di un accordo tra Governo e fornitore nazionale, stabilendo che la rivendita energetica rinnovabile da parte di utenti privati deve avere una soglia massima di costo. In pratica, sul portale viene dichiarata la quota di energia che ognuno decide di rivendere a un prezzo stabilito, creando le basi per un ecosistema virtuoso al servizio della comunità. La vendita dell’energia verrebbe remunerata attraverso un token digitale registrato su una blockchain. Il prodotto e i token sono collegati e gestiti da smart contract.

È possibile impiegare i token per pagare la bolletta o le tasse, per fare acquisti di beni di prima necessità; addirittura si potrebbe applicare in areee della città dove i cittadini possono fare richiesta di installazione di una colonnina per ricaricare le auto elettriche e rivendere la propria energia.  I token possono essere chiaramente utilizzati in compensazione di quanto dovuto al fornitore ufficiale. Così la blockchain può dare certezza a un consumo reale di energia, combattendo inoltre la dispersione, e favorendo il risparmio, la difesa dell’ambiente e l’efficienza energetica in generale.

Affinché le prerogative vantaggiose della Blockchain, possano essere sfruttate appieno, si dovrebbe intervenire sulla normativa vigente, che non consente ancora l’interscambio energetico tra parti, siano esse Cittadino-Cittadino o Cittadino-Azienda, come è invece già in uso in Australia e Canada. Per questo è necessario un provvedimento governativo che cambi la regolamentazione, mentre la Difesa si occupa di studiare a fondo il protocollo Blockchain e di risolvere le eventuali criticità di infrastrutture e sicurezza. Tutto questo partendo da un tassello fondamentale: formazione e informazione a beneficio della comunità (cittadini, professionisti, aziende ecc). Per questo il mio impegno costante è quello di sviluppare una tecnologia amica, pulita e trasparente, che accompagni l’uomo verso un “buon futuro”, con un cambio di paradigma socio-culturale. La blockchain è un concetto che va oltre la  tecnologia. E’ un modo nuovo di percepire il presente e di guardare al futuro, totalmente diverso da come lo abbiamo vissuto fino ad oggi.

Che la fiducia tra individui e tra i cittadini e le strutture pubbliche siano le colonne portanti di un evo realmente digitale

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