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Utenze energia, gas, acqua e rifiuti; vertice ADICONSUM vs ARERA

Adiconsum ha presentato alcune proposte concrete
7 novembre 2018 – L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, recentemente insediatasi, ha incontrato le Associazioni Consumatori facenti parte del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU).

Nel corso dell’incontro, che si è svolto in un clima collaborativo e cordiale, Adiconsum ha espresso le proprie preoccupazioni sul rilevante peso che le utenze domestiche di luce, gas, acqua e rifiuti, hanno sul budget delle famiglie italiane.

Secondo gli ultimi dati Istat,  considerando che il bilancio familiare medio è al di sotto dei 30.000 euro e che 9 milioni di persone sono prossime alla soglia di povertà, le politiche e la regolazione  messe in atto negli ultimi anni dall’Autorità hanno impattato pesantemente sul bilancio delle famiglie.

Infatti, stimando una spesa media per famiglia di 1.300 euro/anno per il gas, 700 euro/anno per la luce, 500 euro/anno per l’acqua e 300 euro/anno per i rifiuti, il bilancio viene eroso dalle utenze domestiche per un totale di 2.800 euro. Man mano che si scende nella scala dei redditi, queste voci incidono sempre più sul bilancio familiare, arrivando, in alcuni casi, anche fino al 50%.

Proprio per l’impatto che le spese per le utenze domestiche dei servizi essenziali hanno sulle tasche dei cittadini-consumatori italiani, ad avviso di Adiconsum, l’attività dell’Arera deve essere maggiormente coordinata e condivisa con le Associazioni consumatori.

Al riguardo, il Presidente di Adiconsum nazionale, Carlo De Masi, ha presentato all’Autorità di Regolazione alcune proposte concrete tese al contenimento dei costi, alla qualità dei servizi erogati, al controllo degli investimenti e delle manutenzioni necessarie.

Sul piano generale:
·      individuare una  struttura di monitoraggio e controllo sui servizi a rete, sia relativamente all’applicazione di quanto previsto dalle concessioni sia  per ciò che riguarda l’attuazione dei provvedimenti dell’Autorità, non limitando il rapporto con le Associazioni Consumatori alle semplici audizioni
·      semplificare e ridurre i provvedimenti dell’Autorità.

Sui settori dell’energia elettrica e del gas:
·      adeguare la struttura tariffaria alla strategia energetica che il Paese si darà, al fine di contenere i costi, a partire dagli oneri generali di sistema
·      avviare  una campagna comunicativa/formativa, con il coinvolgimento delle Associazioni Consumatori, per accompagnare il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero
·      rendere cogente l’Albo dei venditori, contenendone il numero e  richiedendo garanzie di solvibilità attraverso fideiussioni bancarie/assicurative adeguate al volume di affari e alla fetta di mercato man mano acquisito, per evitare, come già accaduto, che i costi ricadano sui consumatori.

Sul settore idrico:
·      perseguire un’uniformità di regolazione a livello nazionale, intervenire sulle perdite idriche per evitare costi occulti ed impropri sui cittadini-consumatori, aumentare gli investimenti, migliorare il servizio. A tutto ciò deve corrispondere una riduzione delle tariffe.

Sul settore dei rifiuti:
·      pensare ad una regolazione dei rifiuti in un’ottica di economia circolare, non più quindi come un onere, ma come una risorsa.

Adiconsum auspica che l’Autorità tenga conto delle proposte presentate e che, in ogni caso, condivida preventivamente le decisioni e i provvedimenti sulle diverse e delicate tematiche con le Associazioni Consumatori.

 

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