CATEGORIA: Acquisti e garanzie

Alimenti scaduti o avariati: rimborso e segnalazioni che funzionano

Oltre la data di scadenza l'alimento non può essere venduto: rimborso, differenza con il termine minimo di conservazione e a chi segnalare.

Pubblicato da

A casa, svuotando la spesa, ti accorgi che lo yogurt era scaduto da quattro giorni. Oppure la confezione di carne è gonfia, il tappo del succo era già aperto, il pane in cassetta ha la muffa prima della data. Sono situazioni piccole, da due o tre euro, e per questo quasi nessuno insiste. Ma la vendita di alimenti oltre la data di scadenza non è una svista commerciale: è vietata.

L’articolo 24 del regolamento europeo sull’etichettatura degli alimenti prevede che per gli alimenti molto deperibili il termine minimo di conservazione sia sostituito dalla data di scadenza, e che dopo quella data l’alimento sia considerato a rischio ai sensi dell’articolo 14 del regolamento europeo sulla sicurezza alimentare: non è più considerato sicuro e non può essere venduto. Verso il venditore hai diritto alla sostituzione o al , e la segnalazione agli organi di controllo è la parte che produce effetti oltre il tuo caso.

Due diciture diverse, due conseguenze diverse

La differenza fa decidere che cosa contestare, e quasi tutti la confondono.

Da consumarsi entro, cioè la data di scadenza, riguarda gli alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, che dopo un breve periodo possono costituire un pericolo immediato per la salute. Oltre quella data l’alimento è considerato a rischio e la vendita non è consentita.

Da consumarsi preferibilmente entro, cioè il termine minimo di conservazione, riguarda gli alimenti meno deperibili, che oltre quella data possono perdere qualità senza diventare pericolosi. La vendita dopo quel termine non è vietata in assoluto, purché il consumatore ne sia informato in modo chiaro.

Quindi: uno yogurt oltre la data di scadenza è una violazione, un pacco di pasta oltre il termine minimo venduto con l’indicazione esplicita non lo è.

Che cosa ti spetta

Un alimento scaduto o avariato è un bene non conforme, quindi verso il venditore hai diritto alla sostituzione o al rimborso, senza discussioni e senza che ti venga chiesto perché non hai controllato la data allo scaffale. Un punto vendita che rifiuta il rimborso per un prodotto scaduto non ti sta negando una cortesia, ti sta negando un obbligo.

Lo scontrino aiuta, ma non è indispensabile: la confezione con la data e la prova del pagamento bastano.

Se hai consumato l’alimento e hai avuto un malore, il piano cambia: non si parla più di rimborso ma di risarcimento del danno, verso il venditore e verso il produttore, con la documentazione medica.

A chi segnalare

Al punto vendita, per il rimborso e soprattutto per far ritirare il prodotto dallo scaffale: una segnalazione al responsabile, con la fotografia, di solito basta e serve a chi viene dopo di te.

Agli organi di controllo, quando la situazione è ripetuta o riguarda molti prodotti: il servizio di igiene degli alimenti dell’azienda sanitaria locale, che esegue i controlli nei punti vendita, e i Carabinieri per la tutela della salute, che ricevono segnalazioni.

Per le irregolarità sull’etichettatura e sull’origine, l’Ispettorato repressione frodi del Ministero dell’agricoltura.

Le segnalazioni che producono controlli hanno sempre tre elementi: la fotografia della confezione con la data e il lotto, la fotografia dello scaffale con gli altri prodotti nelle stesse condizioni e la data della visita. Senza fotografie, restano parole.

Confezioni aperte, prodotti danneggiati, prezzi sbagliati

Una confezione aperta o manomessa sullo scaffale è un rischio per chiunque: non comprarla e segnalala.

Un prodotto danneggiato che scopri a casa si sostituisce o si rimborsa come qualunque prodotto non conforme.

Il prezzo alla cassa diverso da quello esposto sullo scaffale è la contestazione più frequente di tutte. Il prezzo esposto è un’offerta al pubblico, quindi la richiesta di applicarlo è fondata: chiedila mostrando la fotografia del cartellino. Se il punto vendita rifiuta, paga e contesta per iscritto, perché una discrepanza sistematica fra prezzo esposto e prezzo alla cassa è una pratica commerciale scorretta da segnalare.

Un prodotto venduto a peso con la tara inclusa, o con un peso indicato superiore a quello reale, riguarda le regole sugli strumenti di misura e si segnala alla polizia locale o all’ufficio metrico della Camera di commercio.

Se hai avuto un malore

Qui la sequenza conta più di tutto, perché la prova del nesso fra alimento e malore è ciò che decide il caso.

Conserva l’alimento, anche quello che resta, la confezione con il lotto e lo scontrino. Non buttare nulla, nemmeno dopo giorni.

Rivolgiti al medico e chiedi che nel referto sia indicato il sospetto di intossicazione alimentare con l’indicazione dell’alimento: un referto generico non serve a nulla dopo.

Segnala all’azienda sanitaria, che può analizzare il prodotto e risalire al lotto.

Solo dopo, la richiesta di risarcimento al venditore e al produttore, con la documentazione medica e le spese sostenute. Per i casi gravi la disciplina sulla responsabilità per prodotto difettoso offre tutele solide, ma sempre a condizione che il nesso sia documentato.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo distingue prima di tutto la data di scadenza dal termine minimo di conservazione, perché la prima è una violazione e il secondo di regola no, e impostare la contestazione sbagliata significa farsi respingere. Prepara la richiesta di rimborso o sostituzione quando il punto vendita rifiuta, e soprattutto costruisce la segnalazione agli organi di controllo con gli elementi che la rendono utilizzabile, cioè fotografie della confezione, del lotto e dello scaffale con la data. Per i casi di malore indica la sequenza corretta prima che sia troppo tardi, perché conservare l’alimento e ottenere un referto che nomini l’alimento sono i due passaggi su cui si gioca tutto. Raccoglie le segnalazioni ripetute sullo stesso punto vendita, che pesano più di una singola. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La confezione con la data di scadenza e il numero di lotto, le fotografie del prodotto e dello scaffale con la data, lo scontrino o la ricevuta del pagamento, per i malori la documentazione medica e le ricevute delle spese sostenute, e le comunicazioni con il punto vendita.

Tempi realistici e possibili esiti

Il rimborso o la sostituzione per un prodotto scaduto si ottengono di regola sul posto, e il rifiuto cade quasi sempre davanti a una contestazione scritta. Le segnalazioni agli organi di controllo producono verifiche con tempi variabili e senza una risposta individuale: servono, ma non al tuo portafoglio. Le richieste di risarcimento per un malore dipendono interamente dalla prova del nesso e richiedono tempi lunghi, spesso con la o il giudice. Lo Sportello dice a chi segnalare e prepara la richiesta, senza garantire l’esito.

Per approfondire: regolamento europeo sull’etichettatura degli alimenti · regolamento europeo sulla sicurezza alimentare · Carabinieri per la tutela della salute · Ispettorato repressione frodi del Ministero dell’agricoltura

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Il supermercato dice che dovevo controllare la data prima di comprare.

Non è un argomento: oltre la data di scadenza l’alimento è considerato a rischio e non può essere venduto, e la responsabilità è di chi vende. Chiedi il rimborso con la confezione e la prova d’acquisto; se rifiutano, contesta per iscritto e segnala all’azienda sanitaria con le fotografie dello scaffale.

Il prodotto era oltre il da consumarsi preferibilmente: posso chiedere il rimborso?

La vendita oltre il termine minimo di conservazione non è vietata in assoluto, se il consumatore è informato in modo chiaro, e il prodotto resta di regola sicuro. Se non c’era alcuna indicazione e il prodotto ha perso qualità, puoi chiedere sostituzione o rimborso come bene non conforme, ma non è la stessa violazione della data di scadenza.

Alla cassa il prezzo era più alto di quello sullo scaffale.

Il prezzo esposto è un’offerta al pubblico, quindi chiedere che venga applicato è fondato: mostra la fotografia del cartellino. Se il punto vendita rifiuta, paga e contesta per iscritto, e segnala all’Autorità antitrust se la cosa si ripete, perché una discrepanza sistematica è una pratica scorretta.

Ho mangiato un prodotto scaduto e sono stato male.

Medico subito, chiedendo che il referto indichi il sospetto e l’alimento. Conserva confezione, lotto, avanzi e scontrino senza buttare nulla. Segnala all’azienda sanitaria, che può analizzare il prodotto e il lotto. Poi la richiesta di risarcimento a venditore e produttore: è la prova del nesso che decide il caso.

Vale anche per la spesa online consegnata a casa?

Sì. Il venditore risponde della conformità al momento della consegna, quindi un alimento scaduto o avariato alla consegna va rimborsato o sostituito. Fotografa subito, al momento della consegna, e segnala dal servizio clienti allegando la fotografia: su questi casi le piattaforme di spesa rimborsano di regola senza discutere.

Ho comprato un prodotto in offerta perché vicino alla scadenza.

È una vendita legittima e anzi utile contro lo spreco, purché la data sia leggibile e l’offerta dichiarata: in quel caso non c’è nulla da contestare se il prodotto era ancora entro la data. Se invece alla cassa risultava già scaduto, lo sconto non cambia niente e il rimborso è dovuto.

Hai un problema? Scrivici

Racconta il tuo caso allo Sportello +Tutela di Consumerismo: un operatore lo legge, lo valuta gratuitamente e ti ricontatta entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non prendi nessun impegno.

Scegli di che cosa si tratta.
Racconta il tuo caso. Servono almeno 30 caratteri per capire il caso.
Campo obbligatorio.
Campo obbligatorio.
Campo obbligatorio. Indirizzo email non valido.
Campo obbligatorio. Numero di telefono non valido.
Campo obbligatorio.
Campo obbligatorio. Due lettere, per esempio TP.
Il consenso è necessario per gestire la segnalazione.

Invio in corso...

Segnalazione inviata. Ti arriva subito un'email di conferma con il riferimento da citare: se non la vedi, guarda nella posta indesiderata. Un operatore dello Sportello +Tutela ti ricontatta entro 24 ore.
 ⁠
Pubblicato da