Otto giorni per denunciare i vizi e un anno per agire, i limiti della clausola vista e piaciuta e come si riconosce un venditore professionale.
Un divano, una bicicletta, uno smartphone usato comprati da un privato su un sito di annunci. Il prezzo è buono, il venditore gentile. A casa, il divano ha una gamba rotta nascosta sotto il telo, la bici il telaio crepato, il telefono un blocco che lo rende inutilizzabile. Tra privati la garanzia del Codice del consumo non c’è, ma non è vero che non ci sia niente.
Fra privati si applica la garanzia per i vizi del Codice civile: devi denunciare i vizi occulti entro otto giorni dalla scoperta e agire entro un anno dalla consegna, e il patto che esclude la garanzia è valido, salvo che il venditore abbia taciuto in mala fede i difetti che conosceva. Attenzione però: molti venditori che si presentano come privati sono in realtà professionisti, e in quel caso la garanzia legale di due anni c’è tutta.
Il Codice del consumo si applica ai contratti fra un professionista e un consumatore. Fra due privati vale il Codice civile, che tutela il compratore in modo più limitato ma reale.
Il venditore deve garantire che la cosa venduta sia priva di vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o che ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. I rimedi sono la risoluzione del contratto, con la restituzione del prezzo, oppure la riduzione del prezzo.
I termini sono brevi e perentori, e sono il punto su cui si perdono quasi tutte queste cause: la denuncia dei vizi va fatta entro otto giorni dalla scoperta, e l’azione si prescrive entro un anno dalla consegna.
Non sono vizi, invece, i difetti visibili e quelli che il venditore ti ha dichiarato: l’usato si compra per quello che è, e un graffio evidente su un mobile venduto come usato non dà diritto a niente.
Il patto che esclude o limita la garanzia è valido fra privati, e la formula vista e piaciuta serve esattamente a questo.
Ha però un limite preciso, che è la vera leva nelle contestazioni: non vale se il venditore ha taciuto in mala fede i vizi che conosceva. Un telaio crepato coperto con del nastro, un telefono bloccato che il venditore sapeva bloccato, una perdita d’acqua nota e nascosta non sono coperti da nessuna clausola.
Significa che la contestazione, fra privati, si costruisce sulla conoscenza del venditore e non sul difetto in sé: i messaggi scambiati prima dell’acquisto, dove il venditore descrive l’oggetto come perfettamente funzionante, sono la prova più utile che puoi avere, e vanno salvati subito, prima che la chat venga cancellata.
È la verifica che cambia completamente la posizione e che quasi nessuno fa.
Chi vende in modo continuativo e organizzato, con acquisti finalizzati alla rivendita, è un professionista anche se si presenta come privato e anche se non ha partita IVA. Gli indizi sono leggibili: molti annunci attivi contemporaneamente, inserzioni sempre dello stesso tipo di prodotto, oggetti nuovi o imballati, uno storico di centinaia di vendite, fatture di acquisto a monte.
Se il venditore è in realtà un professionista, hai la garanzia legale di due anni, il diritto di recesso per gli acquisti a distanza e tutte le tutele del Codice del consumo. Documentare il profilo, con le schermate degli altri annunci e del numero di vendite, è quindi la prima cosa da fare quando qualcosa va storto.
Nelle vendite fra privati il problema più frequente non è il vizio occulto, è il pagamento anticipato a chi poi non spedisce.
Le regole che riducono il rischio sono poche e si applicano sempre. Non pagare mai in anticipo con ricariche, trasferimenti di denaro o bonifici a sconosciuti, perché sono strumenti senza possibilità di recupero. Usa i sistemi di pagamento protetto della piattaforma, che trattengono il denaro fino alla consegna, anche quando il venditore insiste per uscirne con la scusa delle commissioni, perché quella richiesta è essa stessa il segnale. Per gli oggetti di valore preferisci la consegna a mano con pagamento al momento del ritiro, e prova l’oggetto prima di pagare.
Se il pacco non arriva o arriva vuoto, oltre alla procedura della piattaforma serve la denuncia, che si può presentare anche dal Commissariato di PS online, con annuncio, messaggi e prova del pagamento.
Con una comunicazione scritta al venditore, entro otto giorni dalla scoperta, che descriva il vizio, indichi la data in cui lo hai scoperto e chieda la risoluzione con restituzione del prezzo o la riduzione del prezzo.
Allegando le fotografie del difetto e, soprattutto, le schermate dei messaggi in cui l’oggetto veniva descritto come integro.
Il canale conta: scrivi con un mezzo che lasci prova, non dentro la chat della piattaforma, che potresti perdere. E se il venditore è un privato irraggiungibile, va detto che il recupero diventa difficile e che per importi contenuti il giudice di pace raramente conviene.
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo fa per prima cosa la verifica che sposta tutto: se quel venditore sia davvero un privato o un professionista mascherato, perché nel secondo caso si passa dalla garanzia dei vizi, con otto giorni e un anno, alla garanzia legale di due anni. Ricostruisce poi la conoscenza del venditore dai messaggi precedenti all’acquisto, che è l’unico modo di superare la clausola vista e piaciuta. Calcola i termini, che in questa materia sono il motivo principale per cui le contestazioni si chiudono male, e prepara la denuncia dei vizi entro gli otto giorni. Per i pagamenti anticipati mai seguiti dalla consegna attiva la procedura della piattaforma e la denuncia, dicendo con franchezza quando il denaro non è recuperabile. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
L’annuncio salvato con la descrizione e le fotografie, i messaggi scambiati prima dell’acquisto, la prova del pagamento, la data di consegna o ritiro, le fotografie del difetto, la denuncia dei vizi inviata con la prova dell’invio e, se sospetti un falso privato, le schermate del profilo con gli altri annunci e il numero di vendite.
Le contestazioni fra privati si chiudono bonariamente in una parte dei casi, soprattutto quando i messaggi mostrano che il venditore conosceva il difetto. Dove il venditore nega e l’importo è contenuto, la lite davanti al giudice di pace spesso non conviene, e lo diciamo prima. I casi di falso privato hanno esiti molto migliori, perché si applicano le tutele del consumatore. Per i pagamenti anticipati senza consegna, il recupero dipende dal mezzo di pagamento e dalla tempestività. Lo Sportello verifica termini e qualifica del venditore e prepara la contestazione, senza garantire l’esito.
Per approfondire: Codice civile · Codice del consumo · Commissariato di PS online
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Scrivi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, descrivendo il vizio e la data in cui lo hai trovato, e chiedi la risoluzione con restituzione del prezzo o la riduzione del prezzo. Allega fotografie e, soprattutto, i messaggi in cui l’oggetto era descritto come integro: l’azione si prescrive in un anno dalla consegna.
No. La clausola è valida fra privati, ma non copre il venditore che ha taciuto in mala fede i vizi che conosceva. Se dai messaggi risulta che sapeva del difetto e lo ha descritto come assente, la clausola non lo protegge. È su quella conoscenza che si costruisce la contestazione, non sul difetto in sé.
Guarda il profilo: molti annunci attivi insieme, sempre lo stesso tipo di prodotto, oggetti nuovi o imballati, centinaia di vendite nello storico. Chi vende in modo continuativo e organizzato è un professionista anche senza partita IVA, e in quel caso hai la garanzia legale di due anni e il recesso. Salva le schermate del profilo.
Chiama subito la banca per il richiamo del bonifico, che ha qualche possibilità solo nelle prime ore e solo se i fondi non sono stati prelevati. Presenta denuncia con annuncio, messaggi e prova del pagamento, e segnala il profilo alla piattaforma. Il recupero è improbabile: è il motivo per cui il pagamento protetto non va aggirato.
È il segnale più chiaro che esista. Il sistema di pagamento protetto trattiene il denaro fino alla consegna, ed è esattamente la protezione che chi vuole uscirne sta cercando di evitare. Rifiuta e, se insiste, lascia perdere l’acquisto: il risparmio sulle commissioni non vale il rischio dell’intero importo.
No: il diritto di recesso vale per i contratti conclusi con un professionista, quindi fra privati non si applica e il ripensamento non è tutelato. Si può agire solo sui vizi, nei termini del Codice civile. Se però il venditore risulta essere un professionista mascherato, il recesso c’è, con quattordici giorni dalla consegna.
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