Crolla il credito al Consumo

L'anno nero del credito al consumo, oltre alla pandemia ci si mette anche la sentenza Lexitor

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Analisi di Roberta Rossi Gaziano

L’anno nero per i finanziamenti ai consumi – crolla il credito ai consumatori

Il credito al consumo, su cui Mediobanca è presente con la controllata Compass, ha chiuso l’anno in drastica flessione (-18%). Il comportamento più “pauperista” dei consumatori, dettato dalla mancanza di occasioni di acquisto o paura del futuro o in seguito alla perdita del posto di lavoro, ha affossato i conti di quelle società che si occupavano di credito al consumo: comprare a rate e indebitarsi durante la pandemia non va più. Nel caso di Compass nel secondo semestre 2020 i prestiti personali sono calati del -33,6% le carte rateali hanno subito una flessione del -13,6%, i prestiti finalizzati sono diminuiti del -12% e i finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio sono sono scesi dell’8,7%. Compass, che nel 2019 aveva erogato credito al consumo per 3.855 milioni, nel secondo semestre si è fermata a 2.953 milioni (-25%).

Banche e finanziarie obbligate a restituire i costi del finanziamento

Un’altra posta di bilancio andata a condizionare i risultati della divisione sono i 15 milioni di euro di accantonamenti per la sentenza Lexitor della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 11.09.2019: in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il risparmiatore ha diritto a un rimborso dei costi sostenuti compresi quelli di up front, non solo quelli ricorrenti.

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