Servono interventi d'urgenza immediati, dallo stop ai distacchi per morosità al ripristino temporaneo del mercato tutelato
I dati Istat sull’inflazione confermano l’emergenza bollette in Italia e smentiscono in modo categorico quanto sostenuto nei giorni scorsi dalla lobby delle società energetiche Elettricità Futura, che ha negato l’esistenza di una situazione emergenziale sul fronte energetico in Italia. Lo afferma Consumerismo No Profit, che lancia l’allarme su luce e gas.
L’Istat accerta come le tariffe pagate in bolletta dagli italiani siano in fortissimo rialzo, a causa della crescita delle quotazioni energetiche sui mercati internazionali che per il gas sono più che raddoppiate rispetto allo scorso anno – spiega l’associazione – Considerati gli oneri di sistema, le spese di trasporto, le imposte e le quote di commercializzazione, il prezzo finale del gas per l’utente finale rischia di raggiungere i 2 euro al metro cubo. Anche per l’energia elettrica la componente materia prima risulta raddoppiata, con il prezzo finito della luce che si trasformerà in circa 0,50 euro al kWh. E proprio a seguito dell’impennata delle quotazioni, gli operatori di luce e gas stanno progressivamente ritirando dal mercato libero le offerte a prezzo fisso, quelle cioè che garantivano i consumatori dalle oscillazioni dei prezzi.
Per tale motivo Consumerismo No Profit chiede oggi al governo di attivarsi con:
– l’introduzione di una moratoria sui distacchi di luce e gas e il ripristino temporaneo del Mercato di Tutela per tutti i consumatori o, quanto meno, la proroga delle Tutele Graduali per le fasce vulnerabili e gli incapienti;
– Riforma strutturale dei Bonus, arrestando l’erogazione degli incentivi sociali energetici intesi come “agevolazioni passanti in bolletta”, poiché finiscono per trasferire risorse pubbliche direttamente nelle casse degli operatori (comprese le società che gestiscono reti e dispacciamento);
– Convertire immediatamente la destinazione dei sussidi in incentivi diretti a interventi di efficienza energetica e riduzione strutturale dei consumi per le famiglie.