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Intelligenza artificiale, obbligo di avvisare gli utenti sui rischi di errori e “allucinazioni”

AI, ora arrivano gli avvisi sugli errori. Antitrust chiude tre istruttorie su DeepSeek, Mistral e NOVA AI: obbligo di maggiore trasparenza sul rischio di “allucinazioni” nei contenuti generati

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L’intelligenza artificiale può sbagliare. E ora dovrà dirlo chiaramente agli utenti.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso tre istruttorie nei confronti di DeepSeek, Mistral AI e NOVA AI accogliendo una serie di impegni finalizzati a rafforzare la trasparenza informativa sui rischi legati ai sistemi di intelligenza artificiale generativa.

Al centro dell’attenzione dell’Autorità c’è il fenomeno delle cosiddette “allucinazioni”, cioè la produzione da parte dell’AI di contenuti inesatti, fuorvianti o completamente inventati. Un tema sempre più delicato in una fase in cui milioni di persone utilizzano quotidianamente chatbot e strumenti generativi per informarsi, lavorare o prendere decisioni.

Le società coinvolte hanno assunto specifici obblighi per informare in modo più chiaro gli utenti sui limiti di affidabilità dei sistemi. In particolare saranno introdotti disclaimer permanenti nelle interfacce di utilizzo, con avvisi in lingua italiana visibili sotto le chat e collegamenti dedicati alle informazioni sui rischi delle “allucinazioni”.

Le informative precontrattuali saranno inoltre integrate con avvertenze esplicite sulla necessità di verificare i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Nel caso di DeepSeek, la società ha anche annunciato investimenti tecnologici per mitigare il fenomeno, pur riconoscendo che, allo stato attuale della tecnologia, non è possibile eliminarlo completamente.

Per NOVA AI è stato inoltre chiarito che il servizio offre accesso a chatbot di terze parti tramite un’unica interfaccia, senza svolgere attività di elaborazione o aggregazione delle risposte.

L’Antitrust ha chiuso le istruttorie senza accertare infrazioni, ai sensi dell’articolo 27, comma 7 del Codice del Consumo, ritenendo sufficienti gli impegni presentati dalle società.

Per Consumerismo il tema, però, va ben oltre la semplice trasparenza informativa.

“Il problema non è solo avvisare che l’intelligenza artificiale può sbagliare. Il punto vero è che stiamo parlando di sovranità digitale nazionale. Non possiamo lasciare esclusivamente all’Antitrust il compito di gestire rischi che hanno implicazioni enormi sull’informazione, sulla sicurezza e sulla capacità di influenzare milioni di persone. Abbiamo il sentore che l’impegno dell’Autorità, pur importante, rischi di essere vano senza una strategia politica forte”, dichiara Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo.

“L’utente deve essere messo nelle condizioni di capire che una risposta generata dall’intelligenza artificiale non equivale automaticamente a una verità. Serve alfabetizzazione digitale, maggiore consapevolezza e soprattutto trasparenza, perché questi strumenti stanno entrando nella vita quotidiana di tutti”, afferma Barbara Molinario, Segretaria generale di Consumerismo.

Consumerismo invita i consumatori a utilizzare con prudenza i sistemi di intelligenza artificiale generativa e a verificare sempre le informazioni ricevute, soprattutto quando riguardano salute, finanza, diritti o decisioni importanti.

Per maggiori approfondimenti è possibile consultare i provvedimenti ufficiali dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul sito:
https://www.agcm.it

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