Aumenti pedaggi al 1,5%, ma arriva il rimborso automatico per i cantieri: cosa cambia davvero per gli automobilisti
Il 2026 si apre per gli automobilisti italiani con il solito, amaro sapore del rincaro di inizio anno. Mentre le famiglie cercano di far quadrare i conti tra inflazione e carovita, i pedaggi autostradali tornano a salire con una media dell’1,5%. Ma attenzione: quest’anno il quadro è più complesso del solito e, come Consumerismo, vogliamo accendere un faro su ciò che sta cambiando davvero e su come i cittadini possono (e devono) difendersi.
I dati parlano chiaro. Dal 1° gennaio, tratte fondamentali come quelle gestite da ASPI o la Salerno-Pompei-Napoli (che segna il record con un +1,92%) vedono le tariffe lievitare. È l’effetto dello sblocco degli aumenti precedentemente congelati, una decisione che, come associazione, non possiamo che monitorare con estrema attenzione: ogni centesimo in più al casello è una tassa indiretta sulla mobilità dei cittadini e sulla logistica del Paese.
Tuttavia, c’è una nota di speranza: grazie alle nuove regole dell’ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti), stiamo assistendo per la prima volta a diminuzioni significative su alcune tratte, come la A21 Torino-Piacenza (-8,03%) e la A12 dei Tirreni (-6,30%). Questo dimostra che quando la regolamentazione funziona, il mercato può finalmente respirare.
Ma la notizia più importante per i consumatori nel 2026 riguarda la gestione dei disservizi. Per anni abbiamo pagato il prezzo pieno per viaggiare su autostrade ridotte a percorsi a ostacoli tra cantieri infiniti e corsie uniche. Oggi la musica cambia.
Il meccanismo di rimborso automatico (Cashback), consolidato grazie a piattaforme come Free To X, diventa lo strumento principale di difesa. Non si tratta di un “regalo” dei concessionari, ma di un atto dovuto:
Se subite un ritardo significativo a causa di cantieri per lavori (non per traffico intenso o incidenti), avete diritto a un rimborso che può arrivare fino al 100% del pedaggio.
La soglia:
Il rimborso scatta già per ritardi minimi (solitamente dai 15 minuti in su, calcolati in base alla lunghezza del percorso).
Automazione:
Grazie all’app e ai sistemi di pagamento elettronico (Telepass, UnipolMove, MooneyGo), il calcolo del ritardo è automatico. Il sistema incrocia i dati di transito con la presenza di cantieri e accredita il rimborso direttamente sul conto dell’utente.
Come Presidente di Consumerismo, ribadisco la nostra linea: non è accettabile pagare per un servizio che non viene erogato correttamente. Il sistema “Pay-per-Use” introdotto quest’anno deve basarsi sulla qualità reale. Se l’autostrada è un cantiere a cielo aperto, il pedaggio deve essere azzerato.
Invitiamo tutti gli automobilisti a scaricare le app dedicate e a monitorare i propri transiti. La concorrenza tra i provider di telepedaggio sta finalmente portando benefici, con canoni azzerati o ridotti, ma la vera partita si gioca sulla trasparenza.
Noi non abbasseremo la guardia. Continueremo a pretendere che i pedaggi siano legati agli investimenti realizzati e chiusi, non alle promesse future dei concessionari. La mobilità è un diritto, non un bancomat per le società autostradali.
Per segnalazioni o assistenza sui rimborsi autostradali, potete scrivere al nostro sportello digitale +tutela