I primi dati dell'indice «Borsa Beni e Carburanti» mostrano un trasferimento parziale ma reale del rincaro dei carburanti su spesa, trasporti e consegne. E la nuova escalation di questi giorni rischia di accelerarlo.
Roma, 24 luglio 2026 — a cura di Consumerismo No Profit APS ETS
Consumerismo No Profit pubblica le prime due rilevazioni mensili di «Borsa Beni e Carburanti», il nuovo indice trimestrale che misura quanto l’aumento dei prezzi dei carburanti si trasferisce sui prezzi di beni e servizi per il consumatore finale. I dati di maggio e giugno 2026, calcolati su fonti ufficiali Istat e MIMIT, restituiscono un primo quadro utile a leggere quello che sta accadendo in queste ore sui mercati petroliferi.
| Indicatore | Maggio 2026 | Giugno 2026 | Variazione |
| Paniere Fuel-Esposto Consumerismo | +3,57% | +2,84% | -0,73 p.p. |
| Prezzi carburante (proxy Istat) | +12,5% | +13,3% | +0,8 p.p. |
| Pass-Through Ratio | 0,29 | 0,21 | -0,08 |
| Inflazione generale Istat (NIC) | +3,2% | +3,0% | -0,2 p.p. |
(Fonte: elaborazione Consumerismo No Profit su Istat, comunicati «Prezzi al consumo» maggio e giugno 2026; MIMIT Osservaprezzi Carburanti)
Il quadro di maggio-giugno racconta un trasferimento parziale: mentre il prezzo dei carburanti accelera (dal +12,5% al +13,3% tendenziale), il paniere dei beni e servizi più esposti al trasporto rallenta (dal +3,57% al +2,84%) e il Pass-Through Ratio scende da 0,29 a 0,21. In altre parole, a giugno per ogni punto di aumento del carburante il paniere si è mosso di 0,21 punti, contro gli 0,29 di maggio.
È una lettura che va maneggiata con cautela — due soli mesi non fanno un trend consolidato — ma che si scontra con gli sviluppi delle ultime ore: tra il 22 e il 23 luglio il petrolio Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da fine maggio, dopo gli attacchi alle petroliere saudite nel Mar Rosso e con lo Stretto di Hormuz bloccato dal 12 luglio. In Italia benzina e gasolio hanno toccato oggi i massimi dell’anno: 1,968 euro/litro la benzina self, 2,161 euro/litro il gasolio.
Confagricoltura quantifica per la prima volta il trasferimento sui costi di trasporto: la merce ortofrutticola verso i centri di distribuzione sconta oggi maggiorazioni tra il 15% e il 25% a seconda delle distanze percorse. Sul fronte opposto, i dati settimanali della «Borsa della Spesa» di Consumerismo con BMTI e Italmercati mostrano che alcuni prodotti freschi di stagione, come l’anguria (-16,5% in una settimana), calano comunque di prezzo per l’abbondanza dell’offerta: un segnale che il caro-carburante non si scarica in automatico su ogni prodotto, ma si somma — con pesi diversi — agli altri fattori di mercato.
«I nostri primi dati dicono una cosa precisa: il caro-carburante si trasferisce sui prezzi, ma non tutto e non subito. È esattamente per questo che serve un indice come Borsa Beni e Carburanti, capace di misurare quanto — non soltanto se — il rincaro pesa sulla spesa delle famiglie. Con l’escalation di queste ore, il trimestre che stiamo per misurare rischia di essere il più severo dell’anno.»
— Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit APS ETS
La prima rilevazione ufficiale su base trimestrale di Borsa Beni e Carburanti riguarderà il periodo luglio-settembre 2026 e sarà pubblicata a ottobre, con l’obiettivo di verificare se la nuova impennata dei prezzi internazionali del petrolio si tradurrà in un pass-through più marcato rispetto a quanto osservato in maggio e giugno.
(Consumerismo No Profit APS ETS è la lobby indipendente dei consumatori italiani. Attiva sul territorio con 14 sportelli +Tutela e una rete di oltre 3.000 soci, promuove la tutela dei diritti dei consumatori attraverso dossier tematici, azioni istituzionali e un modello di rappresentanza fondato sui principi di Legami, Fiducia, Riconoscenza e Gentilezza.)