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Consigli per gli acquisti on line. Il radioconsumatore

Gli acquisti on line, soprattutto a seguito della pandemia sono entrati a far parte della nostra quotidianità. Tuttavia, insieme agli acquisti crescono anche le truffe on line.

Debora Rosciani radio24, intervista l’Avv. Antonio Rosetta – Consumerismo

Le truffe online sono molto insidiose, ma con i necessari accorgimenti si possono limitare di molto i rischi.

Come sappiamo, bisogna sempre verificare l’attendibilità dei siti di e-commerce che non si conoscono, preferire siti ufficiali e visionare i commenti sotto ai prodotti scritti da altri compratori.

Quali sono i diritti dei consumatori?

Il diritto di ripensamento (o di raffreddamento)

In caso di acquisti on line, si hanno a disposizione 14 giorni per ripensare all’acquisto fatto, recedere dalla vendita ottenendo indietro il costo del prodotto.

Tale diritto va esercitato per iscritto, quindi scrivendo al venditore e preferibilmente tramite raccomandata o pec. Tuttavia, va detto che lo sviluppo degli acquisti on line è tale che usualmente quando si scrive al venditore, quest’ultimo usualmente riscontra in poco tempo.

Tuttavia, se si è vicini alla scadenza dei 14 giorni o se il venditore non risponde, è preferibile sempre la raccomandata, con ricevuta di ritorno o la pec.

Tale regola però non vale per beni facilmente deperibili, prodotti personalizzati, prodotti sigillati per ragioni di igene che vengono aperti dopo la consegna. Le spese di spedizione generalmente a carico del consumatore se non diversamente stabilito. Tuttavia, tale costo deve essere stato specificato, dato che se il venditore non vi informa di questa evenienza prima della conclusione dell’ordine, avrete diritto a pagare tali voci.

La Garanzia legale.

 Ogni volta che si acquista senza la fattura, per esigenze personali, al consumatore vengono riconosciuti dal codice del consumo una serie di diritti e tutele maggiorate nel caso di prodotto difettoso (pensiamo al caso in cui si fulmina un elettrodomestico) o anche nel caso in cui il pacco non arrivi mai.

Innanzitutto, possiamo ricordare che – indipendentemente da quanto previsto nel contratto – al consumatore è riconosciuta una garanzia per almeno due anni dall’acquisto, data da identificarsi con la data di ricezione del prodotto.

Un caso di scuola riguardò ad esempio la che, nel 2012, fu sanzionate dall’Antitrust proprio perché riportava una garanzia di durata inferiore a quella prevista dalla italiana. A seguito della condanna, durante lo stesso anno, Apple si adoperò poi a modificare il proprio sito Internet, le confezioni e anche le modalità distributive per adeguarsi alla normativa italiana.

Quando va comunicato il difetto?

È importante far presente che la segnalazione al venditore che il prodotto è difettoso deve avvenire entro massimo 60 giorni dalla scoperta il contratto.

La comunicazione si consiglia sempre di farla per iscritto, con una p.e.c. o con una raccomanda AR o per i più nostalgici con un fax. In vista di una tale evenienza, conviene sempre conservare la conferma di acquisto che usualmente arriva tramite email o l’eventuale talloncino presente nell’imballaggio. In ogni caso è consentito ogni mezzo di prova, anche tramite lista dei movimenti della carta di credito con cui si è pagato il prodotto.

In merito, va ricordato poi che se il difetto si realizza nei primi 6 mesi si presume che tale difetto fosse preesistente.

Infine, segnalata la problematica al venditore – che non potrà scaricare la responsabilità al produttore, essendo lui il soggetto direttamente responsabile nei confronti del consumatore – quest’ultimo potrà optare tra la sostituzione del prodotto con un altro oppure la riparazione.

In entrambi i casi, le riparazioni dovranno essere effettuate in un tempo ragionevole. Per tempo ragionevole si intende un lasso di tempo che non crei notevoli inconvenienti per il consumatore.

Qualora invece la sostituzione o la riparazione non siano possibili, il consumatore potrà optare per la risoluzione del contratto con la restituzione del prodotto e l’integrale restituzione del prezzo di acquisto o altrimenti potrà optare per tenere il bene e richiedere una riduzione di parte del prezzo di acquisto, proporzionale alla diminuzione di valore del prodotto in questione.

Un pò di consigli pratici ai consumatori che acquistano on line.

Indubbiamente, molto riguarda il dove si compra. Quindi dobbiamo riferirci sempre a siti internet ufficiali o a marketplace (per marketplace si intende ad esempio Amazon) che siano noti e affidabili.

Inoltre, anche nei marketplace più noti ed affidabili (pensiamo a Ebay) è sempre meglio verificare l’identità del venditore, controllando la partita iva, se mette a disposizione tutti i recapiti e dati di contatto e se abbia già delle recensioni. Molto spesso basta scrivere il nome del venditore accanto alla parola recensioni, così da poter verificare eventuali denunce di truffe. Altro sito utile a tal fine è anche Trustpilot.

Ulteriore regola base è quella di diffidare dell’offerta se è troppo conveniente quelle troppo belle per essere vere, dato che sono spesso trappole per ingenui.

Evitare sistemi di pagamento come il money transfer, il bonifico o l’accredito su carta prepagata. Molte persone si sentono rassicurate dal bonifico, ad esempio, ma in realtà tale modalità di pagamento rende poi impossibile bloccare l’invio dei soldi. Pertanto, evitare di fidarsi di chi riporta temporanei problemi al pagamento con carte di credito.

In realtà, in caso di truffa accertata, con la carta di credito si ha la possibilità di richiedere alla propria società emittente della carta, la revoca dell’addebito e la restituzione degli importi.

Valutare strumenti di pagamento come PayPal che, a fronte di una spesa limitata, permettono diversi vantaggi in termini di sicurezza nella restituzione degli importi in caso di prodotto difettoso o mancava ricezione del pacco.

Infine, sembra una cosa da poco, ma evitare se possibile le wi-fi pubbliche se dovete inserire i dati della carta di credito, dato che molte truffe partono così.

Ma se alla fine mi hanno truffato, cosa posso fare?

Innanzitutto, bloccare la carta di credito e contattare la propria banca. Se avrò pagato tramite PayPal, sarà bene contattare subito il servizio clienti.

Rivolgersi ad un’associazione dei consumatori o ad un professionista, fornendo una descrizione quanto più esaustiva e chiara dell’accaduto.

Inviare un reclamo con richiesta di restituzione degli importi tramite raccomandata o pec e denunciare i fatti alla Polizia Postale, essendo un’Autorità specializzata in reati informatici.

Inutile dire che si tratta di uno di quegli ambiti in cui prevenire è meglio che curare.

Antonio Rosetta

Responsabile Nazionale Ufficio Legale di Consumerismo no profit. E’ da anni impegnato nel prestare assistenza, giudiziale e stragiudiziale, in materia di diritto del consumo. In passato ha ricoperto, sempre in favore di un’associazione consumatori iscritta al CNCU, il ruolo di Responsabile Nazionale dell’Ufficio Legale. E’ firmatario, nella qualità di legale patrocinante, di diverse class action avviate in Italia.

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