Il Garante privacy interviene sui tracking pixel: consenso obbligatorio e stop al monitoraggio invisibile degli utenti
Le email che apriamo ogni giorno non sono solo messaggi. Sono strumenti di tracciamento. Invisibili, silenziosi, spesso completamente sconosciuti a chi le riceve.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di intervenire con nuove Linee guida sull’uso dei tracking pixel, tecnologie capaci di rilevare se un’email viene aperta e raccogliere informazioni sui comportamenti degli utenti, senza che questi ne siano realmente consapevoli.
Si tratta di minuscole immagini trasparenti, praticamente invisibili, inserite nei messaggi per monitorare le azioni del destinatario. Una pratica diffusa e, come sottolinea l’Autorità, particolarmente invasiva.
Con le nuove Linee guida, il Garante chiarisce un punto fondamentale: l’utilizzo dei tracking pixel rientra nella normativa prevista dall’articolo 122 del Codice privacy. Tradotto, nella maggior parte dei casi serve un consenso preventivo, libero, specifico e informato. Non più scorciatoie, non più automatismi nascosti.
Non solo. Viene ribadito l’obbligo per le aziende di fornire informative chiare e trasparenti e di garantire agli utenti la possibilità di revocare il consenso in modo semplice, anche selettivo. Inoltre, dovranno essere adottate misure di privacy by design e by default, per ridurre il rischio di identificazione e limitare la circolazione dei dati personali.
Le Linee guida si applicano a un’ampia platea di soggetti: fornitori di servizi digitali, piattaforme online, provider di posta elettronica e operatori che inviano comunicazioni massive. Tutti avranno sei mesi di tempo per adeguarsi.
Un cambio di passo necessario, che mette sotto accusa una pratica troppo spesso utilizzata senza trasparenza.
Parliamo di uno strumento che consente di monitorare i comportamenti degli utenti senza che questi ne abbiano reale consapevolezza. È una linea di confine che è stata superata troppe volte. La trasparenza non può essere opzionale quando si trattano dati personali
“Il punto è semplice: i consumatori devono sapere quando vengono tracciati e devono poter scegliere. Senza consenso non c’è legittimità. Per anni queste tecnologie sono state utilizzate in modo opaco, oggi si impone finalmente un principio chiaro”, afferma Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo.
Consumerismo invita tutti i consumatori a prestare attenzione alle email ricevute e alle autorizzazioni concesse, soprattutto quando si tratta di servizi digitali e comunicazioni commerciali.
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