CATEGORIA: Bollette Notizie

Energia: con la crisi in Medio Oriente e il PUN a +37% impennata dei consumi estivi, la stangata sulle famiglie supera i 450 euro.

Per l’uso prolungato dei condizionatori spesa record tra maggio e agosto. Pesano il caldo anomale e rincari del mercato all’ingrosso

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La stangata estiva sui consumi energetici delle famiglie italiane si chiude con cifre record: l’utilizzo intensivo di condizionatori e sistemi di raffrescamento tra la primavera avanzata e la fine di agosto ha comportato una spesa complessiva che supera i 450 euro a nucleo familiare. A tracciare il bilancio definitivo è , l’associazione degli utility manager italiani, evidenziando come la combinazione tra le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le anomalie climatiche abbia reso l’estate 2026 una delle più onerose degli ultimi anni sul fronte delle bollette.

Due i fattori chiave che hanno guidato l’incremento della spesa: da un lato la climatologia, con un’ondata di calore precoce già a partire da maggio e un’estate caratterizzata da ripetuti bollini rossi in gran parte della penisola; dall’altro la forte volatilità dei mercati energetici internazionali legata al conflitto in Medio Oriente, che ha spinto vertiginosamente al rialzo i listini all’ingrosso.

I dati di mercato certificati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) evidenziano una progressione drastica rispetto allo scorso anno: il prezzo medio dell’energia elettrica (PUN) è passato dai circa 112 €/MWh del giugno 2025 ai 132 €/MWh di giugno 2026, per poi subire un’impennata ancora più marcata nel pieno della stagione estiva, toccando i 157 €/MWh a luglio e spingendosi provvisoriamente oltre i 181-186 €/MWh nel mese di agosto. Un incremento su scala annua che supera ampiamente il 35-37% sulla materia prima, riflettendosi direttamente sugli assetti di spesa delle famiglie.

Analizzando i consumi tecnici, l’impatto dei dispositivi di raffrescamento resta legato alle tecnologie impiegate: i modelli portatili confermano un assorbimento elevato compreso tra 1 e 1,5 kWh per ora di utilizzo; gli split fissi senza inverter oscillano tra 0,8 e 1,2 kWh; le unità con tecnologia inverter riducono il carico tra 0,4 e 0,7 kWh, mentre i sistemi multisplit, pur coprendo più ambienti, generano assorbimenti compresi tra 1,2 e 1,8 kWh/h.

Alla luce dei consuntivi elaborati dagli utility manager di Assium per un ciclo di utilizzo stimato intorno ai 100 giorni tra la fine della primavera e la conclusione di agosto, la spesa effettiva per famiglia si attesta su livelli superiori alle stime iniziali:

  • Unico split inverter di nuova generazione: spesa complessiva compresa tra 110 e 190 euro.
  • Split base o modelli datati: spesa compresa tra 165 e 240 euro.
  • Sistemi multisplit: aggravio complessivo che supera i 450 euro a nucleo familiare.

Le previsioni per l’inizio di settembre delineano una fase di transizione ma senza tregua immediata per i bilanci domestici: sebbene l’attenuazione progressiva delle temperature dovrebbe ridurre gradualmente l’accensione dei condizionatori, le bollette in arrivo nei primi giorni del mese recepiranno integralmente i picchi di prezzo registrati tra luglio e agosto.

“I dati definitivi confermano che difendersi dal caldo è diventato un costo strutturale e pesante per i bilanci familiari – dichiara il presidente di Assium, – In vista della chiusura della stagione estiva e dell’autunno, con la ripresa dei consumi energetici generali, è fondamentale che i consumatori verifichino con attenzione le condizioni applicate dai propri fornitori. Sfruttare la consulenza di un utility manager qualificato rappresenta lo strumento più efficace per analizzare i consumi reali, rinegoziare le tariffe e proteggersi da future fluttuazioni del mercato.”

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