Dalle frontiere aperte all'euro, fino alla sfida della disinformazione. Il Rappresentante in Italia del Parlamento Europeo racconta a Consumerismo perché il futuro dei consumatori passa anche da un'informazione corretta e da un'Europa più forte.
Quando si parla di Unione Europea, il dibattito pubblico italiano si concentra spesso sulle regole, sulla burocrazia e sui vincoli imposti da Bruxelles. Molto più raramente ci si sofferma su ciò che l’Europa ha concretamente cambiato nella vita quotidiana dei cittadini: la libertà di circolare senza frontiere, un mercato unico, comunicazioni meno costose, maggiori tutele per i consumatori e un sistema di regole condivise che ha eliminato molti ostacoli tra gli Stati membri.
Ho incontrato Carlo Corazza, Rappresentante in Italia del Parlamento Europeo, per affrontare alcuni temi delicati come il ruolo dell’Europa, l’euro, le minacce alla democrazia e la disinformazione.
Secondo Corazza, molti dei diritti che oggi consideriamo normali sono il risultato di un lungo processo di integrazione europea.
“L’Unione Europea, se conosciuta, può dimostrare facilmente di aver creato grandi spazi di libertà. Se oggi viaggiamo con pochi euro in tutta Europa, se le telecomunicazioni costano meno e abbiamo il più grande mercato economico del mondo, è perché qualcuno ha costruito questo mercato. Sono conquiste che oggi diamo per scontate, come l’aria che respiriamo.”
L’inflazione è uno dei temi maggiormente discussi da testate e popolazione. Il dibattito è acceso: è da imputare all’euro la causa dell’aumento dei prezzi? Su questo punto Corazza è molto chiaro:
“Attribuire l’inflazione all’euro è una fake news. L’inflazione dipende da molti fattori, come le crisi internazionali, le guerre o le limitazioni della concorrenza. L’euro ha semplificato enormemente la vita dei cittadini europei. Quando non c’era, in Italia avevamo inflazione a due cifre, mutui con interessi altissimi e continue svalutazioni della lira.”
Secondo il rappresentante del Parlamento Europeo, la moneta unica richiede certamente competitività, innovazione e riforme, ma continua a rappresentare uno dei principali strumenti di integrazione economica del continente.
Per Corazza oggi le democrazie europee sono sottoposte a un’intensa attività di disinformazione proveniente dalle autocrazie, che sfruttano anche gli algoritmi delle piattaforme digitali per amplificare contenuti divisivi e falsi.
“La loro arma principale è la guerra cognitiva, cioè la disinformazione. Esiste un’alleanza di fatto tra le autocrazie e le piattaforme digitali, dove gli algoritmi premiano contenuti polarizzanti e spesso falsi. È un attacco diretto alla libertà dei cittadini e alla qualità della nostra democrazia.”
Il problema, dunque, non riguarda soltanto la politica internazionale, ma coinvolge direttamente anche il diritto dei cittadini a ricevere informazioni corrette, trasparenti e verificabili.
Corazza sottolinea come il giornalismo non possa limitarsi a riportare qualsiasi affermazione come una semplice opinione quando esistono fatti verificabili che la smentiscono.
Una corretta informazione, infatti, rappresenta uno degli strumenti più importanti per tutelare cittadini e consumatori, soprattutto in un’epoca in cui le fake news possono influenzare scelte economiche, politiche e sociali.
Guardando ai prossimi anni, Corazza ritiene che l’Europa sia chiamata a una scelta decisiva.
“Oggi non esistono molti piani B. O l’Europa diventa una vera potenza politica ed economica oppure i singoli Stati rischiano di diventare sempre più dipendenti dalle grandi potenze mondiali. Meglio discutere tra europei e restare liberi, piuttosto che diventare vassalli di altri.”
Un messaggio che va oltre la politica e riguarda anche il futuro economico, sociale e democratico dell’intero continente.