Il nuovo pacchetto di semplificazioni accelera la digitalizzazione dei servizi pubblici e riduce gli adempimenti amministrativi per famiglie e imprese. Cambia il rapporto tra cittadino e PA, spostando l’onere burocratico dall’utente all’amministrazione. È molto probabile che diventi uno dei temi più discussi nei prossimi mesi. Ne ha parlato Barbara Molinario, Segretaria Generale Consumerismo, ad Uno Mattina News con Maria Soave e Tiberio Timperi su Rai1.
Decreto PNRR, meno burocrazia per i cittadini: carta d’identità quasi a vita, ISEE automatico, tessera elettorale digitale e stop agli scontrini POS. Il nuovo decreto legato al Piano nazionale di ripresa e resilienza introduce un pacchetto di semplificazioni che punta a ridurre la burocrazia e a rendere più rapido l’accesso ai servizi pubblici. Le misure riguardano documenti personali, prestazioni sociali e pagamenti elettronici, con l’obiettivo di accompagnare l’ultima fase di attuazione del PNRR e modernizzare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.
Una delle novità più rilevanti riguarda la carta d’identità elettronica. Per gli over 70 il documento avrà una validità estesa fino a 50 anni, di fatto assimilabile a una durata permanente, evitando rinnovi periodici e procedure amministrative ripetute. La misura nasce per semplificare la vita soprattutto a una fascia di popolazione più fragile e ridurre la pressione sugli uffici comunali.
Arriva anche l’ISEE automatico. Le amministrazioni pubbliche, tra cui scuole, università e Comuni, potranno acquisire direttamente dall’Inps i dati necessari per l’accesso alle prestazioni agevolate, senza che le famiglie debbano presentare ogni volta la dichiarazione. Il risultato atteso è una riduzione dei certificati richiesti e degli adempimenti ripetuti, anche se per gli enti pubblici aumenta la responsabilità nella gestione dei flussi informativi. “ISEE automatico” significa che il cittadino non dovrà più compilare la tradizionale Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) per ottenere l’indicatore economico necessario ad accedere a bonus e prestazioni sociali. In pratica, le informazioni già presenti nelle banche dati dell’INPS verranno acquisite direttamente dagli enti che hanno bisogno dell’Isee, come Comuni e università, per autorizzare le agevolazioni.
Il decreto apre inoltre alla tessera elettorale digitale, destinata a sostituire progressivamente il libretto cartaceo spesso soggetto a smarrimenti o all’esaurimento degli spazi per i timbri. Tuttavia modalità operative e tempi non saranno immediati: servirà un decreto attuativo entro dodici mesi prima che la misura diventi pienamente operativa.
Sul fronte dei pagamenti elettronici arriva una semplificazione molto attesa: non sarà più obbligatorio conservare per dieci anni le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con POS. La relazione illustrativa chiarisce che lo scontrino rappresenta una prova di pagamento ma non un documento contabile, mentre la tracciabilità digitale garantisce comunque i controlli fiscali attraverso strumenti diversi.
Il filo conduttore dell’intervento è la digitalizzazione dei processi amministrativi. L’integrazione tra banche dati pubbliche e strumenti elettronici punta a eliminare passaggi superflui, ridurre le attese e semplificare il rilascio dei documenti, rispondendo a una richiesta crescente di procedure più veloci e meno onerose.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, completa un pacchetto di centinaia di semplificazioni già avviate dal governo e interviene su procedure di uso quotidiano per milioni di cittadini.
Dal punto di vista dei consumatori, le misure promettono benefici concreti: meno file agli sportelli, minore produzione di documenti cartacei e accesso più rapido a bonus e servizi sociali. Resta però centrale la sfida dell’infrastruttura digitale, perché l’efficacia delle nuove regole dipenderà dalla capacità delle amministrazioni di gestire in modo sicuro e interoperabile i dati.
Con questo decreto lo Stato accelera la transizione verso un modello amministrativo più digitale e automatizzato. Se attuate rapidamente, le nuove norme potrebbero segnare un cambio di passo nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, spostando l’attenzqione dagli adempimenti formali alla semplificazione reale della vita quotidiana.
Le nuove semplificazioni del decreto PNRR puntano a ridurre la burocrazia e accelerare la digitalizzazione dei servizi pubblici, alleggerendo gli adempimenti quotidiani per cittadini e imprese.
Carta d’identità “quasi a vita”
• Per gli over 70 la Carta d’Identità Elettronica avrà una validità fino a 50 anni, di fatto un rinnovo permanente che evita file e procedure ripetute.
• Il documento resterà utilizzabile anche per l’espatrio.
ISEE automatico
• Le amministrazioni potranno acquisire l’Isee direttamente dalle banche dati pubbliche, senza che le famiglie debbano presentare ogni volta la dichiarazione.
• Questo sistema dovrebbe facilitare l’accesso a bonus, tasse universitarie e servizi assistenziali.
Tessera elettorale digitale
• Obiettivo: superare il libretto cartaceo e avere una versione digitale integrata nei sistemi anagrafici nazionali.
• Non sarà più necessario andare in Comune per aggiornamenti legati a cambi di residenza.
Addio all’obbligo di conservare gli scontrini POS
• Non sarà più richiesto conservare per dieci anni le ricevute cartacee dei pagamenti elettronici, perché la tracciabilità digitale è considerata sufficiente.
• La misura nasce per eliminare un onere ritenuto non necessario per cittadini e imprese.
Il senso della riforma
• Il decreto mira ad alleggerire il peso burocratico mentre l’Italia si avvicina alle scadenze del PNRR 2026, puntando su digitalizzazione e semplificazione amministrativa.