Dopo le recenti tragedie che hanno coinvolto bambini e ragazzi, la Camera approva nuove regole sui sistemi di aspirazione delle piscine. Chiusura immediata per gli impianti non conformi e fondo da 4,7 milioni di euro per gli adeguamenti.
La sicurezza delle piscine diventa una priorità nazionale. L’Aula della Camera ha approvato con 244 voti favorevoli un emendamento al Decreto Sport che introduce nuove misure per ridurre il rischio di incidenti causati dai sistemi di aspirazione delle piscine pubbliche, private aperte al pubblico e ad uso collettivo.
Il provvedimento arriva dopo una serie di drammatici episodi che, nelle ultime settimane, hanno riportato al centro dell’attenzione un rischio spesso poco conosciuto ma potenzialmente mortale: quello legato ai bocchettoni di aspirazione e al cosiddetto “effetto ventosa”.
La novità più rilevante è che gli impianti che non rispetteranno i nuovi requisiti di sicurezza dovranno essere chiusi immediatamente fino all’avvenuto adeguamento.
L’emendamento stabilisce che nelle piscine pubbliche, nelle strutture private aperte al pubblico e nelle piscine ad uso collettivo, come quelle presenti in alberghi, campeggi, residence, villaggi turistici e centri sportivi, i sistemi di ricircolo dell’acqua e, in particolare, le prese di aspirazione, dovranno garantire standard tali da impedire fenomeni vorticosi di aspirazione ad effetto ventosa nei confronti dei bagnanti.
In caso di mancato rispetto delle prescrizioni, scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla completa messa a norma.
Per favorire gli interventi è stato inoltre istituito un fondo da 4,725 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche.
I bocchettoni rappresentano il punto attraverso il quale l’acqua viene aspirata verso l’impianto di filtrazione.
Quando le griglie di protezione sono assenti, danneggiate o non conformi agli standard tecnici, la forza di aspirazione può diventare estremamente elevata, fino a trattenere capelli, arti o altre parti del corpo della persona immersa in acqua, impedendole di riemergere.
Per questo motivo gli standard tecnici prevedono sistemi progettati per limitare la velocità dell’acqua, griglie certificate e, soprattutto, sistemi di aspirazione multipli, che riducono drasticamente il rischio dell’effetto ventosa.
L’intervento legislativo è stato accelerato dai recenti fatti di cronaca.
Tra gli episodi più drammatici figura la morte della bambina di 11 anni rimasta incastrata con i capelli nel sistema di aspirazione di una piscina a Sestri Levante.
Nei giorni successivi una bambina nel Trevigiano è rimasta bloccata con una gamba nella pompa di ricircolo ed è stata salvata grazie al rapido intervento del personale che ha arrestato l’impianto.
A questi casi si aggiunge la morte di un ragazzo di dodici anni avvenuta nei mesi scorsi in una piscina del Riminese.
Secondo quanto ricordato durante il dibattito parlamentare, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano 37 decessi in piscina registrati tra il 2024 e il 2025, con oltre la metà delle vittime di età inferiore ai 14 anni.
Nel corso dell’esame parlamentare è stato invece ritirato l’emendamento che avrebbe introdotto l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni.
La misura, inizialmente prevista nel pacchetto dedicato alla sicurezza delle piscine, non è quindi entrata nel testo definitivo approvato dalla Camera.
Il provvedimento è stato approvato con un consenso bipartisan, ma non sono mancate le critiche.
Le opposizioni hanno votato a favore della stretta per senso di responsabilità, pur giudicando il testo troppo generico e sostenendo che molte delle verifiche previste potrebbero già essere effettuate attraverso gli strumenti normativi esistenti.
Dal Governo, invece, è stata sottolineata l’urgenza di intervenire dopo i recenti incidenti e la necessità di rafforzare immediatamente i livelli di sicurezza degli impianti.
Per chi frequenta piscine, centri sportivi e strutture ricettive, il provvedimento rappresenta un rafforzamento delle garanzie di sicurezza.
La nuova disciplina richiama inoltre l’attenzione sull’importanza della manutenzione periodica degli impianti: la presenza di griglie integre, sistemi di aspirazione conformi e controlli costanti rappresenta il primo strumento di prevenzione contro incidenti che, come dimostrano le recenti tragedie, possono avere conseguenze gravissime.
Per le famiglie si tratta di un segnale importante: la sicurezza non può dipendere soltanto dalla vigilanza degli adulti o dall’attenzione dei bagnini, ma deve essere garantita anche dalla progettazione e dalla corretta manutenzione delle strutture in cui bambini e adulti trascorrono il proprio tempo libero.
L’Italia non è l’unico Paese ad aver rafforzato negli ultimi anni le misure di sicurezza nelle piscine, ma il quadro normativo europeo resta frammentato. Attualmente non esiste una disciplina unica dell’Unione europea: ogni Stato membro adotta regole proprie, pur facendo generalmente riferimento alle norme tecniche europee per la progettazione degli impianti, i sistemi di ricircolo dell’acqua e la sicurezza delle piscine.
Tra i Paesi più avanzati figura la Francia, che già dal 2003 ha introdotto l’obbligo di dispositivi di sicurezza per le piscine private interrate, come barriere, coperture, allarmi o ripari certificati, con l’obiettivo di ridurre il numero di annegamenti, in particolare tra i bambini. Le piscine pubbliche sono inoltre sottoposte a controlli tecnici e sanitari periodici.
In Germania la sicurezza degli impianti è regolata da dettagliate norme tecniche e da rigorosi protocolli di manutenzione. Grande attenzione viene riservata ai sistemi di filtrazione e ricircolo dell’acqua, oltre che alle verifiche periodiche sulle condizioni degli impianti.
In Spagna la disciplina è demandata alle Comunità Autonome. Pur esistendo principi comuni sulla qualità dell’acqua, sulla sicurezza delle strutture e sulla presenza di personale qualificato, le modalità applicative possono variare da una regione all’altra.
Anche nel Regno Unito, pur fuori dall’Unione europea, le linee guida elaborate dalla Health and Safety Executive prevedono controlli specifici sui sistemi di aspirazione e sui bocchettoni, considerati tra gli elementi più critici per la sicurezza dei bagnanti.
Più che introdurre obblighi completamente nuovi, il provvedimento italiano si inserisce quindi in una tendenza già presente in diversi Paesi europei: rafforzare i controlli sugli impianti e intervenire tempestivamente quando non rispettano gli standard di sicurezza, con l’obiettivo di prevenire incidenti che, come dimostrano le recenti tragedie, possono avere conseguenze gravissime.