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Poveri € Scemi, ecco come raggirare le lobby dei fossili

Provate a fare una settimana a ‘zero spese’ non indispensabili. Vi renderete conto che gran parte di ciò che compriamo non ci serve o non possiamo permettercelo. La libertà comincia dalla consapevolezza di ciò che possediamo.

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Poveri e Scemi: il raggiro delle lobby e la via dell’indipendenza energetica.

Stefano di Scanno intervista Luigi Gabriele

Mentre il mercato fallisce e i decisori politici restano a guardare, il consumatore è chiamato a una scelta di resistenza. Luigi Gabriele analizza la crisi energetica e traccia la rotta: smettere di finanziare chi specula e riprendersi la libertà attraverso l’autoproduzione.

“Nudi di fronte alla crisi energetica”. Non usa giri di parole Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit, nel commentare l’attuale fase drammatica che stiamo vivendo. Un’analisi che parte da un dato impietoso: il fallimento del mercato autoregolamentato. Quella che doveva essere un’equilibrata gestione di domanda e offerta si è trasformata in una concentrazione di potere senza precedenti, dove 3.000 multimiliardari detengono una ricchezza pari a quella del 90% della popolazione globale.

La speculazione come metodo

“Il mercato sta facendo esattamente ciò che le posizioni dominanti volevano: concentrare il potere,” spiega Gabriele. Una dinamica che ricorda i tempi imperiali, una vera e propria “tirannia dei Cesari” che si riflette direttamente sulle tasche dei cittadini.

Ma come ci si difende? La risposta di Consumerismo è netta: smettere di finanziare chi specula.

  • Boicottaggio consapevole: Se una società energetica ti raggira con pratiche commerciali scorrette o truffe telefoniche, non sceglierla.

  • No al debito a vita: Evitare l’acquisto a rate di beni non essenziali. Finanziare una macchina che perde metà del valore appena uscita dal concessionario non è un investimento, è un debito che alimenta la speculazione.

  • Mobilità e prossimità: Tornare ai piedi o alla bicicletta per gli spostamenti brevi (sotto i 3km) e riscoprire il negozio sotto casa. Il “2×3” dei supermercati è spesso una fregatura mascherata da risparmio.

L’indipendenza energetica è il miglior investimento

La vera rivoluzione, secondo Gabriele, non passerà per i tavoli tecnici di “Mister Prezzi” o per le cabine di regia governative — definite come “commissioni di ridenti vecchietti che non riescono ad andare in pensione” — ma per l’azione individuale e collettiva dal basso.

“L’unico modo è la produzione distribuita. Se avete un tetto, fate un impianto fotovoltaico. Non guardatelo solo come risparmio in bolletta, ma come il miglior investimento finanziario possibile oggi, con rendimenti del 7-8% annuo.”

Mentre l’Europa discute di tetti al prezzo del gas (price cap) che i grandi fondi di investimento internazionali non permetteranno mai di attuare, la soluzione è sotto i nostri piedi: produrre milioni di piccole quantità di energia in modo che, se qualcuno interrompe un filo, il sistema rimanga in piedi grazie alla rete dei cittadini.

Il ruolo della politica: tra inerzia e burocrazia

Perché la transizione è così lenta? Perché il 70% dei progetti rinnovabili è bloccato dalla burocrazia?

“Perché l’autoproduzione tocca gli interessi dei grandi gruppi e dei fondi sovrani che oggi possiedono le nostre aziende pubbliche e le nostre reti,” denuncia il Presidente. La politica italiana, priva di una visione industriale interna, sembra limitarsi a gestire il declino, parlando di “nucleare pulito” o “reattori di nuova generazione” solo per assecondare gli sponsor internazionali.

La sfida di Consumerismo è chiara: uscire dal meccanismo che ci vuole “poveri e scemi”, rimbambiti dai social e indebitati per consumi inutili. È tempo di un che scelga l’etica, l’autonomia e la coerenza.

“Provate a fare una settimana a ‘zero spese’ non indispensabili,” conclude Gabriele. “Vi renderete conto che gran parte di ciò che compriamo non ci serve o non possiamo permettercelo. La libertà comincia dalla consapevolezza di ciò che possediamo.”


Vuoi approfondire? Guarda l’intervista integrale su YouTube o visita la nostra sezione analisi su consumerismo.it.

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