L'analisi dei dati Enac 2025 mostra un record di 229 milioni di passeggeri negli aeroporti italiani, con Roma Fiumicino e i voli low cost in posizione dominante. L'articolo esamina inoltre le recenti linee guida della Commissione Europea sulla gestione dei ricarichi carburante e la tutela dei diritti dei passeggeri in relazione alla crisi in Medio Oriente, definendo i criteri per rimborsi e indennizzi in caso di cancellazioni.
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L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha ufficializzato i volumi di traffico relativi all’anno 2025, registrando un totale di 229.740.546 passeggeri negli scali italiani. Il dato segna un incremento del 5% rispetto all’esercizio precedente, consolidando il recupero del settore dopo le criticità degli anni passati. Il rapporto di circa 200 pagine analizza l’andamento dei vettori, le rotte principali e le serie storiche del sistema nazionale.
L’aeroporto di Roma Fiumicino mantiene la posizione di principale scalo nazionale con 50,9 milioni di passeggeri, detenendo una quota pari al 22% del traffico complessivo. La crescita è stata sostenuta prevalentemente dal segmento internazionale, che ha raggiunto 157,2 milioni di viaggiatori con un aumento dell’8%, mentre il traffico nazionale è rimasto stabile a 72,5 milioni.
L’analisi per tipologia di operatore evidenzia la prevalenza dei voli low cost, che hanno trasportato 145,4 milioni di passeggeri, pari al 63% del totale, con una crescita del 6%. I vettori tradizionali hanno invece registrato 84,3 milioni di passeggeri, coprendo il 37% del mercato e segnando un incremento del 3% rispetto al 2024. La Spagna si conferma la prima destinazione nell’area dell’Unione Europea, che rappresenta il 43% del traffico.
Per quanto riguarda il comparto cargo, si è registrata un’espansione del 2% con oltre 1,2 milioni di tonnellate movimentate. Lo scalo di Milano Malpensa detiene il primato nel settore con una quota del 61%, pari a 764 mila tonnellate, nonostante una flessione del traffico merci nazionale dell’8%. Il traffico extra-Ue rimane la componente principale per le merci, rappresentando il 69% del totale.
La Commissione Europea ha pubblicato una nota interpretativa in merito all’impatto del conflitto in Medio Oriente sul sistema dei trasporti. Sebbene la fornitura di carburante nell’Unione Europea sia attualmente stabile, la riduzione dell’export attraverso lo Stretto di Hormuz ha generato un aumento dei prezzi del jet fuel. Pierluigi Di Palma, presidente di Enac, ha auspicato che le incertezze geopolitiche possano essere superate per consolidare i risultati raggiunti.
Secondo quanto chiarito da Bruxelles, un’eventuale carenza locale di carburante può configurarsi come circostanza straordinaria ai sensi del regolamento (EC) 261/2004, esentando i vettori dal pagamento della compensazione pecuniaria. Al contrario, l’aumento dei costi del carburante è considerato parte della normale attività d’impresa e non giustifica l’esenzione dagli indennizzi o l’applicazione di supplementi retroattivi sul prezzo del biglietto.
In merito ai pacchetti viaggio, la direttiva (EU) 2015/2302 permette agli organizzatori di aumentare i prezzi dopo la conclusione del contratto solo se tale possibilità è prevista espressamente. Se l’incremento supera l’8% del prezzo totale, il viaggiatore ha la facoltà di recedere senza penali. Le nuove regole mirano a garantire trasparenza e a facilitare l’uso di voucher su base volontaria, evitando le controversie emerse in precedenti fasi di crisi.
Per garantire la connettività, la Commissione ha confermato l’applicazione di flessibilità nell’uso degli slot aeroportuali in presenza di documentate mancanze di carburante. Le autorità raccomandano agli Stati membri di emettere tempestivamente i Notam per giustificare le irregolarità operative. Sulla questione, Martine Deprez, direttore presso la Commissione Europea, ha certificato le procedure per supportare i settori colpiti dall’aumento dei costi energetici.