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Una legge per rafforzare il legame tra Italia e comunità nel mondo

Il deputato sottolinea l’importanza di costruire una strategia nazionale che coinvolga Parlamento, regioni e rappresentanti degli italiani all’estero

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A chiudere l’incontro “Il Rientro dei Fratelli”, organizzato da Consumerismo No Profit insieme ad ed EPLI presso la Camera dei Deputati, è stato il deputato . Nel suo intervento conclusivo ha evidenziato la necessità di costruire un percorso parlamentare condiviso per sostenere il rapporto tra l’Italia e le comunità italiane nel mondo, valorizzando il ruolo delle istituzioni, delle regioni e delle reti territoriali.

«Buongiorno a tutti. Ringrazio AEPI e Consumerismo No Profit per aver organizzato questa iniziativa e per aver lanciato la sfida di una proposta di legge che possa sostenere questo progetto e valorizzare le opportunità che sono state descritte oggi.

Il tema è complesso, perché coinvolge molti aspetti e richiede un lavoro serio per elaborare una proposta sostenibile, capace di trovare un percorso parlamentare condiviso. Credo che sia fondamentale coinvolgere anche i colleghi che rappresentano gli italiani all’estero, eletti nelle diverse circoscrizioni internazionali, dagli Stati Uniti al Sud America, dall’Europa agli altri continenti.

Un esempio di lavoro comune è la legge che speriamo venga approvata definitivamente dal Senato nei prossimi giorni, proposta dal collega Andrea Di Giuseppe alla Camera e di cui io sono stato relatore per la parte sanitaria in Commissione e in Aula. Si tratta della norma che consente agli italiani iscritti all’AIRE, quindi ai cittadini residenti all’estero, di potersi iscrivere al Servizio sanitario nazionale.

È un passaggio importante, soprattutto per chi vive in Paesi come gli Stati Uniti o in alcune realtà del Sud America, dove l’assistenza sanitaria deve essere pagata privatamente e non esiste un sistema pubblico come quello italiano. Questa legge permetterà agli italiani residenti all’estero di accedere al nostro sistema sanitario, rappresentando anche un ulteriore elemento di attrazione per tornare in Italia, curarsi o avviare nuove iniziative.

Si tratta di un intervento specifico sul tema della salute, ma dimostra che esiste una sensibilità crescente su questi temi e la volontà di rafforzare il legame con le comunità italiane nel mondo.

Credo quindi che una proposta come quella discussa oggi possa trovare attenzione e interesse, anche attraverso il coinvolgimento dei parlamentari eletti all’estero, che rappresentano direttamente queste comunità e possono contribuire a costruire un percorso condiviso.

Quando ero alla Regione Lazio ricordo che una delle comunità più attive era quella della Ciociaria, perché da quella zona, insieme alla provincia di Latina, è partito nel tempo un grande flusso migratorio. Le Regioni organizzavano molti incontri con le comunità italiane nei vari Paesi del mondo. Negli ultimi anni questo tipo di attività si è un po’ ridotto, ma credo che sia un tema da riprendere.

Il ruolo delle Regioni può essere molto importante, anche perché molte delle iniziative di valorizzazione dei territori e di promozione economica vengono portate avanti proprio a livello regionale, spesso in collaborazione con i comuni, con le Pro Loco e con le realtà locali.

Rafforzare questi collegamenti può aiutare anche ad attrarre investimenti in Italia, accanto alle politiche sul turismo delle radici, sulla valorizzazione delle tradizioni e su tutte le altre dimensioni che sono state ricordate oggi.

Credo quindi che in una proposta di legge si potrebbe recuperare anche questo protagonismo delle Regioni, che negli anni passati svolgevano un ruolo molto attivo nel mantenere i rapporti con le comunità italiane all’estero.

Personalmente ho avuto modo di visitare alcune di queste comunità. Ricordo, ad esempio, un viaggio a San Paolo del Brasile, dove vivono milioni di persone di origine italiana e dove esiste una Casa d’Italia molto importante, simbolo della presenza italiana nel Paese. Allo stesso modo ho visitato Edimburgo, dove esiste una comunità italiana molto forte e molto legata al nostro Paese.

Queste comunità sono molto interessate a mantenere rapporti con l’Italia. Il problema riguarda spesso le seconde e le terze generazioni. Anche nella mia famiglia ho parenti che vivono in Sudafrica. I miei cugini sono molto legati all’Italia, mentre i figli lo sono un po’ meno. Sono nati e cresciuti lì, in Italia sono venuti magari qualche volta per turismo, ma non hanno lo stesso legame diretto.

Esiste quindi anche un tema culturale, che riguarda proprio il rapporto con le seconde e terze generazioni. È necessario trovare strumenti capaci di rafforzare questo legame, facendo conoscere meglio le radici, le tradizioni e le opportunità che il nostro Paese può offrire anche dal punto di vista economico e imprenditoriale.

Negli ultimi anni alcune iniziative sono state avviate. Penso alla legge sul Made in Italy, al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e ai progetti finanziati attraverso il Ministero degli Esteri e l’ICE, che hanno sostenuto diverse iniziative di promozione e valorizzazione del sistema Italia.

Probabilmente oggi è necessario fare un passo ulteriore e rafforzare il lavoro di sistema. Una legge potrebbe essere utile proprio per questo, per mettere in rete tutte le realtà istituzionali, nazionali e locali che si occupano di questi temi, creando una strategia più coordinata.

In questo sistema hanno un ruolo fondamentale anche la rete delle ambasciate e dei consolati, che rappresentano punti di riferimento essenziali per le comunità italiane all’estero, così come gli Istituti Italiani di Cultura, che svolgono un lavoro importante di scambio e di promozione culturale.

Per quanto mi riguarda, c’è piena disponibilità ad approfondire questo tema insieme ai colleghi, in particolare a quelli eletti all’estero, per costruire un percorso parlamentare serio e condiviso.

Tra questi c’è sicuramente il collega Andrea Di Giuseppe, che ha promosso la proposta di legge sulla sanità per gli italiani residenti all’estero. Essendo anche un imprenditore, rappresenta un esempio concreto di italiano che vive e lavora negli Stati Uniti ma che investe anche nel nostro Paese.

Può essere una figura importante per contribuire a portare avanti iniziative come quella di cui abbiamo discusso oggi.

Grazie a tutti».

 

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