Vada a fare denuncia è la prima cosa che si sente dire dopo una truffa, e la prima che si rimanda: per vergogna, per la convinzione che non serva a niente, per non sapere dove andare e che cosa dire. La denuncia non restituisce i soldi, e va detto subito. Ma è il documento che banche, assicurazioni, creditori e banche dati chiederanno per ogni tutela successiva, ed è ciò che permette alle indagini di collegare il tuo caso agli altri. Farla bene, e presto, cambia molto.
La truffa è di regola perseguibile a querela, con un termine di tre mesi dal giorno in cui hai avuto notizia del fatto. La querela si presenta a qualsiasi ufficio di polizia o dei carabinieri, oppure direttamente in Procura, e per le truffe online anche dal portale della Polizia postale. Non serve un avvocato per presentarla, e serve chiedere la copia con il numero di protocollo.
Denuncia e querela
La denuncia è la comunicazione di un reato all’autorità; la querela è la denuncia accompagnata dalla richiesta espressa che si proceda, necessaria per i reati perseguibili a querela di parte.
La truffa prevista dal Codice penale è di regola perseguibile a querela: senza la tua richiesta di procedere non si procede. Il termine è di tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato, e decorre quindi da quando te ne sei accorto, non da quando la truffa è stata commessa. Alcune ipotesi aggravate e alcuni reati collegati seguono regole proprie.
In pratica: presenta la querela, cioè dichiara espressamente di volere che si proceda, entro tre mesi, e non porti il problema della qualificazione giuridica, che spetta all’autorità.
Dove si presenta
A qualsiasi ufficio delle forze dell’ordine, polizia, carabinieri o guardia di finanza, indipendentemente dal luogo in cui il fatto è avvenuto: il più vicino va bene e trasmetterà a chi è competente. Oppure direttamente alla Procura della Repubblica.
Per le truffe online e i reati informatici c’è il Commissariato di PS online, che consente di presentare la segnalazione o di prenotare un appuntamento. Non è obbligatorio un avvocato per presentare la querela, anche se diventa utile nei casi complessi e per la costituzione di parte civile se si arriva a un processo.
Che cosa portare
Il documento di identità. Una ricostruzione scritta dei fatti in ordine di tempo, con date, orari, importi, numeri, nomi e indirizzi: prepararla a casa evita di dimenticare i dettagli e accorcia di molto la verbalizzazione.
Le prove: schermate di messaggi, chat, pagine e annunci; ricevute dei pagamenti con i beneficiari e gli IBAN; comunicazioni ricevute; registrazioni; contratti. Le copie dei documenti, se sono stati usati. L’elenco dei danni subiti.
Porta tutto su supporto digitale e, dove possibile, anche stampato: è la differenza fra una verbalizzazione di venti minuti e una di due ore.
Che cosa scrivere
I fatti, non le valutazioni: che cosa è successo, quando, come ti hanno contattato, che cosa hai fatto, quanto e a chi hai pagato, quando te ne sei accorto. La richiesta espressa che si proceda. L’elenco delle prove allegate. La disponibilità a essere sentito. Se conosci altre vittime, i loro contatti, perché è così che i casi si aggregano.
E chiedi la copia della querela con il numero di protocollo: è il documento che userai con la banca, con le banche dati, con l’assicurazione. Senza quella copia, la tutela civile si blocca al primo passaggio.
Che cosa succede dopo, senza illusioni
La querela viene trasmessa alla Procura, che apre un fascicolo e affida le indagini. Nella maggior parte delle truffe online e telefoniche gli autori operano dall’estero o attraverso identità non rintracciabili, e il fascicolo viene aggregato con altri: le indagini procedono per volumi, non per casi singoli, e i tempi sono lunghi.
Potresti essere ricontattato per chiarimenti. Se si arriva a un processo puoi costituirti parte civile per il risarcimento. Ma il denaro, per questa via, torna raramente: la restituzione dipende dal sequestro di somme ancora esistenti, che è l’eccezione.
Le strade del recupero sono altre, e sono quelle che la querela abilita: la contestazione alla banca, la rettifica nelle banche dati, l’eventuale copertura assicurativa. È questo il motivo per cui conviene farla, non la speranza nel processo.
Perché denunciare anche quando sembra inutile
Primo, perché senza la querela le tutele civili non partono: le banche istruiscono i disconoscimenti con la denuncia allegata, le banche dati rettificano con la denuncia, le assicurazioni la richiedono.
Secondo, perché l’aggregazione dei casi è il solo modo in cui si arriva ai responsabili di truffe seriali: una querela da sola serve poco, trecento querele sullo stesso schema sono un’indagine.
Terzo, perché chi non denuncia viene ricontattato: gli elenchi delle vittime circolano, e la seconda proposta è quella del recupero a pagamento.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo prepara con te la ricostruzione scritta dei fatti e l’elenco ordinato delle prove, che è la parte che le vittime fanno con più difficoltà nelle ore immediatamente successive e che determina la qualità di tutto il resto. Indica dove presentare la querela nel tuo caso e verifica che il termine di tre mesi sia rispettato. Poi coordina le tutele che la querela abilita: contestazione alla banca, rettifica nelle banche dati, eventuale assicurazione. Per le truffe seriali raccoglie le posizioni in forma collettiva, perché è la condizione in cui le denunce producono effetti. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
La ricostruzione dei fatti in ordine cronologico, le prove raccolte su supporto digitale e stampate, il documento di identità, le ricevute dei pagamenti con i beneficiari, le comunicazioni con la banca e con gli altri soggetti coinvolti e la copia della querela se è già stata presentata.
Tempi realistici e possibili esiti
La presentazione richiede una visita o una procedura online, con la copia protocollata consegnata subito. Le indagini hanno tempi lunghi ed esiti individuali rari: va detto con chiarezza. Le tutele civili che la querela abilita hanno invece tempi di giorni o settimane, ed è lì che il recupero, quando avviene, avviene. Lo Sportello aiuta a preparare la querela e coordina quelle tutele, senza garantire il recupero.
Per approfondire: Codice penale · Commissariato di PS online
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
La denuncia serve davvero, se tanto non recupero i soldi?
Sì, per tre motivi: è il documento che banche, assicurazioni e banche dati chiedono per ogni tutela; consente di aggregare il tuo caso agli altri, che è come si arriva ai responsabili delle truffe seriali; e chi non denuncia viene ricontattato, perché gli elenchi delle vittime circolano. Il recupero passa dalle tutele civili, che la denuncia abilita.
Quanto tempo ho per denunciare?
Per la truffa, perseguibile a querela, tre mesi dal giorno in cui hai avuto notizia del fatto, quindi da quando te ne sei accorto. Alcune ipotesi aggravate seguono regole proprie. Non aspettare comunque: prima è, più prove esistono e più margini hanno le tutele immediate, come il richiamo di un bonifico.
Posso denunciare online?
Per le truffe online e i reati informatici puoi usare il portale della Polizia postale, che consente di presentare la segnalazione o di prenotare un appuntamento. Per le altre, qualsiasi ufficio di polizia o dei carabinieri, o la Procura. In ogni caso chiedi la copia con il numero di protocollo.
Mi vergogno di essere caduto nella truffa: devo dirlo?
Le forze dell’ordine ricevono ogni giorno decine di denunce identiche: queste truffe sono costruite da professionisti per riuscire con persone normali, e caderci non è una colpa. La vergogna è esattamente ciò su cui i truffatori contano per non essere denunciati. Racconta i fatti come sono andati.
Devo prendere un avvocato?
Non per presentare la querela. Un avvocato serve nei casi complessi, per costituirsi parte civile se si arriva a un processo e per le azioni civili di risarcimento. Per le contestazioni alla banca e alle banche dati può assisterti un’associazione di consumatori.
Mi hanno detto che la mia denuncia è stata archiviata.
È l’esito frequente quando gli autori non sono identificabili, e non toglie valore a quello che hai fatto: la copia della querela resta il documento che le tutele civili richiedono, e il fascicolo può essere riaperto se emergono elementi da altri casi. Verifica a che punto sono le contestazioni alla banca, perché quelle seguono tempi propri.
Hai un problema su Truffe, telemarketing e pratiche scorrette? Scrivici!
Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.
Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.



