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Benzina e gasolio ai massimi del 2026, Brent sopra i 100 dollari: Consumerismo lancia “Borsa Beni e Carburanti”

Il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da fine maggio dopo gli attacchi alle petroliere saudite. In Italia benzina e gasolio ai massimi dell'anno. Consumerismo lancia l'indice trimestrale che misura quanto il caro-carburante si scarica su spesa, trasporti e vacanze.

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Non si ferma la corsa dei prezzi dei carburanti. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che oggi, venerdì 24 luglio, il prezzo medio della benzina self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,968 euro/litro, il gasolio a 2,161 euro/litro: il livello più alto dell’anno per la benzina, che si avvicina al picco da quasi tre anni toccato nell’ottobre 2023, mentre il gasolio è al massimo da aprile. In autostrada si sfiorano i 2,06 euro/litro per la benzina e i 2,23 euro/litro per il gasolio.

Secondo le stime di diversi centri studi, un pieno di gasolio costa oggi 13,95 euro in più rispetto al 3 luglio — giorno in cui è scaduto il taglio delle accise — mentre un pieno di benzina costa 8,25 euro in più. In tre settimane il prezzo del gasolio è salito di quasi 28 centesimi al litro sulla rete ordinaria, un’impennata che sfiora il +15%.

Cosa è successo: il Brent torna sopra i 100 dollari

A spiegare la nuova impennata non è solo il ritorno della tassazione piena sui carburanti. Tra il 22 e il 23 luglio il petrolio Brent è balzato del 6,2% toccando i 100 dollari al barile — livello che non si vedeva da fine maggio — dopo che i miliziani Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato gli attacchi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso. La minaccia si allarga ora anche allo stretto di Bab el-Mandeb, la seconda rotta di esportazione del greggio saudita, mentre lo Stretto di Hormuz risulta bloccato dall’Iran dal 12 luglio. Tre petroliere dirette in Asia hanno già invertito rotta il 21 luglio per evitare le acque yemenite.

Il Brent chiude così il mese con un progresso superiore al 35%, il terzo incremento mensile più consistente degli ultimi dieci anni. Da oggi, quindi, il rincaro alla pompa ha due cause che si sommano: la fine degli sconti fiscali e una crisi geopolitica tornata ad aggravarsi.

L’impatto sui beni: cosa dicono le filiere

Confagricoltura quantifica per la prima volta con un dato preciso quanto il caro-carburante si scarichi sui prezzi dei prodotti alimentari: il trasporto della merce ortofrutticola verso i centri di distribuzione ha subito maggiorazioni tra il 15% e il 25%, a seconda delle distanze percorse. Il costo del gasolio agricolo agevolato è salito da circa 0,78 a 0,90 euro/litro in un anno, portando il costo per ettaro da una forbice di 39-62 euro a una di 45-72 euro. Confagricoltura stima un aumento dei costi di produzione fino al 30-40%, per un impatto complessivo fino a 2 miliardi di euro sul comparto agricolo.

Sul fronte famiglie, si calcola che un aumento dell’inflazione di appena un punto percentuale potrebbe tradursi in una stangata di circa 1.000 euro l’anno a famiglia tra bollette, carburanti, beni di consumo e tassi dei mutui.

Nasce “Borsa Beni e Carburanti”

In questo scenario, Consumerismo No Profit lancia borsa_beni_carburanti un nuovo indice  che misura quanto l’aumento dei prezzi dei carburanti si trasferisce sui prezzi di beni e servizi per il consumatore finale: alimentari freschi, trasporti passeggeri, turismo e consegne a domicilio.

Categoria monitorata Peso nell’indice
Alimentare fresco 35%
Trasporti passeggeri 30%
Turismo e tempo libero 20%
E-commerce e consegne a domicilio 15%

(Elaborazione Consumerismo No Profit su dati Istat e MIMIT)

Per la componente alimentare, l’indice si avvale anche dei dati settimanali della «Borsa della Spesa», la rubrica che Consumerismo pubblica insieme a BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) e Italmercati sui prezzi all’ingrosso di frutta, verdura, pesce e carne. È un dettaglio che vale la pena sottolineare: nella stessa settimana in cui i carburanti toccano i massimi dell’anno, alcuni prodotti freschi — come l’anguria, in calo del 16,5% — vedono comunque scendere il prezzo per l’abbondanza dell’offerta stagionale. Un segnale che conferma come il trasferimento del caro-carburante sui prezzi al consumo sia parziale, non automatico.

Le rilevazioni preliminari di maggio e giugno 2026 mostrano un Paniere Fuel-Esposto rispettivamente a +3,57% e +2,84%, con un Pass-Through Ratio sceso da 0,29 a 0,21. Sono numeri ancora parziali: la prima rilevazione ufficiale di «Borsa Beni e Carburanti» riguarderà il terzo trimestre 2026 (luglio-settembre) e sarà pubblicata a ottobre — un trimestre che, alla luce degli eventi di questi giorni, si preannuncia tra i più critici dell’anno.

«Con Borsa Beni e Carburanti diamo ai cittadini e alla stampa uno strumento semplice per capire quanto il prezzo del carburante pesa davvero sulla vita quotidiana: dalla spesa al mercato a una consegna a domicilio. Non è un numero calato dall’alto: ogni trimestre lo aggiorneremo con gli stessi dati ufficiali disponibili a chiunque voglia verificarli.»

— Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit APS ETS

La metodologia completa dell’indice, con i dati aggiornati e le fonti utilizzate, è disponibile nel dossier scaricabile in fondo a questo articolo.

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