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Caricabatterie universale: Ue presenta proposta

Consumerismo: effetti positivi per ambiente ma possibili danni economici per utenti. Aziende potrebbero rivalersi su consumatori aumentando prezzi dei prodotti. Apple stima rincari per 1,5 miliardi di euro

Caricabatterie universale: effetti positivi per l’ambiente ma boomerang per i consumatori

La decisione dell’Ue di introdurre un caribatterie universale avrà effetti positivi per l’ambiente, ma potrebbe rivelarsi un boomerang per i consumatori attraverso un rincaro dei dei prodotti elettronici. Lo afferma , commentando la proposta legislativa per l’introduzione di un caricabatterie universale per tutti i dispositivi mobili che la Commissione Ue presenterà giovedì.
“Se la proposta verrà attuata, l’introduzione di un caricatore unico sul territorio europeo produrrà innegabili vantaggi sul fronte ambientale, considerato che sono ben 51 mila le tonnellate di rifiuti derivanti dai soli caricatori – spiega il presidente Luigi Gabriele – Ogni cittadino Ue produce ogni anno circa 16,6 kg di rifiuti elettronici, prodotti che non sempre vengono smaltiti correttamente e concorrono ad inquinare l’ambiente”.

Oggi un caricabatterie originale costa fino a 35 euro  

Sul tema sono stati fatti enormi passi avanti, col numero di caricabatterie passato dai 30 modelli diversi del 2009 alle 3 tipologie standard attualmente in commercio, e l’introduzione di un caricatore universale dovrebbe, almeno sulla carta, determinare vantaggi economici per i consumatori, considerato che oggi il costo di un caricabatterie originale raggiunge i 35 euro – prosegue Consumerismo.

stima per 1,5 miliardi di euro

“Si un tratta tuttavia di un vantaggio solo apparente, perché i produttori di telefonini potrebbero rifarsi dei guadagni derivanti dalla decisione dell’Ue aumentando i al dettaglio dei propri prodotti e rivalendosi quindi sui consumatori – avverte Luigi Gabriele – Non a caso contro il caricabatterie universale la prima società ad attivarsi è stata , con un apposito studio secondo il quale la misura determinerebbe un aggravio dei costi per i consumatori stimato in 1,5 miliardi di euro”.

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