Da Torino a Napoli, da Milano a Bergamo e Firenze: l'ondata di calore sta mettendo in ginocchio un sistema elettrico strutturalmente inadeguato. Ma la vera questione non è solo il caldo: è chi paga per una rete che cede — e chi incassa comunque.
blackout 7644060 1280
Non si tratta del classico “grande blackout” da film apocalittico. È un fenomeno frammentato e snervante: il blackout a macchia di leopardo che lascia interi quartieri al buio mentre il palazzo accanto ha la luce accesa, che blocca gli ascensori, spegne i POS, scongela i frigoriferi.
«Quando fa molto caldo, la rete è sottoposta a una doppia pressione: le alte temperature scaldano i cavi interrati, che faticano a disperdere il calore; contemporaneamente l’uso massiccio di condizionatori aumenta il flusso di energia e il calore prodotto. A quel punto il materiale isolante si degrada e il circuito viene aperto in automatico.» Prof. Alberto Berizzi, Politecnico di Milano — Prof. Angelo Baggini, Università di Bergamo
Tutto questo è tecnicamente corretto. Ma Consumerismo No Profit è costretta a porre una domanda scomoda: se il problema è noto da anni, se il caldo estivo è una costante strutturale e non un’eccezione, perché la rete non è stata adeguata?
Le linee di distribuzione urbana sono state progettate decenni fa per carichi completamente diversi: nessun condizionatore di massa, nessuna auto elettrica, nessun impianto fotovoltaico che immette energia in modo bidirezionale. La transizione energetica ha cambiato il sistema; la rete fisica è rimasta la stessa.
Qui sta il nodo che nessuno vuole nominare con chiarezza. Gli oneri di rete — distribuzione, trasmissione, dispacciamento, misura — sono la componente più stabile e incomprimibile della bolletta elettrica di ogni italiano, indipendentemente dal fornitore scelto, dal prezzo del mercato, dalle fluttuazioni delle materie prime.
In altri termini: circa la metà di ciò che un italiano paga ogni mese per l’elettricità non ha nulla a che fare con il prezzo dell’energia. Non cambia se si passa da Enel a un fornitore del libero mercato. Va direttamente a remunerare le infrastrutture di rete — quelle stesse infrastrutture che nei giorni scorsi hanno ceduto sotto il caldo.
Mentre i consumatori restano al buio, i gestori delle reti di distribuzione registrano bilanci solidi e crescenti — proprio grazie alle tariffe garantite e regolate, che li rendono impermeabili alle oscillazioni di mercato. Ecco i dati ufficiali degli ultimi bilanci disponibili.
| Operatore | Territorio | Ricavi | EBITDA / Utile | Trend |
|---|---|---|---|---|
| E-Distribuzione (Enel) | Nazionale — 32M clienti | 8.844 M€ (2025) | MOL 4.425 M€ · EBIT 2.946 M€ | ↑ Adeguamenti tariffari in Italia |
| A2A / Unareti | Milano, Brescia, Bergamo | 14.000 M€ (2025 adj.) | Utile netto 816 M€ (+29%) | ↑ +71% capacità rete grazie a Duereti |
| Iren | Torino e Nord-Ovest | 3.486 M€ (H1 2025) | EBITDA 726 M€ (+14%) | ↑ «Riconoscimenti tariffari per investimenti su reti» |
| Acea / Areti | Roma e Formello | N.D. separato | Investimenti in espansione | ↑ Ammodernamento rete urbana in corso |
⚠️ I ricavi da distribuzione crescono, i profitti crescono, i dividendi crescono. E nel frattempo la rete cede sotto il caldo. Il meccanismo tariffario garantisce ricavi certi ai distributori a prescindere dalla qualità del servizio fornito.
I consumatori coinvolti nei blackout hanno diritto agli indennizzi previsti da ARERA per interruzioni prolungate del servizio. L’indennizzo deve essere automatico in bolletta, senza bisogno di presentare alcuna richiesta.
Consumerismo No Profit sottolinea con forza che questi indennizzi rappresentano un rimborso parziale e simbolico a fronte di danni reali ben superiori: alimenti deteriorati, apparecchiature danneggiate, attività commerciali ferme, anziani e persone fragili esposti al caldo durante le ore più pericolose.
L’indennizzo automatico non esclude il diritto a un ulteriore risarcimento del danno secondo le ordinarie norme civilistiche (Codice Civile), laddove ne sussistano i presupposti. I turisti che hanno acquistato soggiorni in strutture rimaste senza corrente hanno diritto al rimborso proporzionale da parte degli esercenti, i quali potranno a loro volta rivalersi sui distributori.
Sei stato colpito da un blackout? Agisci ora.
Rivolgiti agli sportelli +Tutela di Consumerismo No Profit
Richiedi assistenza gratuita →