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Emergenza nazionale, Rete elettrica in panne

Da Torino a Napoli, da Milano a Bergamo e Firenze: l'ondata di calore sta mettendo in ginocchio un sistema elettrico strutturalmente inadeguato. Ma la vera questione non è solo il caldo: è chi paga per una rete che cede — e chi incassa comunque.

L’Italia al buio.

Una crisi annunciata. Perché la rete non regge.

Non si tratta del classico “grande blackout” da film apocalittico. È un fenomeno frammentato e snervante: il blackout a macchia di leopardo che lascia interi quartieri al buio mentre il palazzo accanto ha la luce accesa, che blocca gli ascensori, spegne i POS, scongela i frigoriferi.

«Quando fa molto caldo, la rete è sottoposta a una doppia pressione: le alte temperature scaldano i cavi interrati, che faticano a disperdere il calore; contemporaneamente l’uso massiccio di condizionatori aumenta il flusso di energia e il calore prodotto. A quel punto il materiale isolante si degrada e il circuito viene aperto in automatico.» Prof. Alberto Berizzi, Politecnico di Milano — Prof. Angelo Baggini, Università di Bergamo

Tutto questo è tecnicamente corretto. Ma Consumerismo No Profit è costretta a porre una domanda scomoda: se il problema è noto da anni, se il caldo estivo è una costante strutturale e non un’eccezione, perché la rete non è stata adeguata?

Le linee di distribuzione urbana sono state progettate decenni fa per carichi completamente diversi: nessun condizionatore di massa, nessuna auto elettrica, nessun impianto fotovoltaico che immette energia in modo bidirezionale. La transizione energetica ha cambiato il sistema; la rete fisica è rimasta la stessa.

Casi documentati · 20–24 giugno 2026
Milano
Blackout diffusi in città e hinterland. Consiglio comunale interrotto per cali di tensione. ~20 ascensori bloccati nel pomeriggio del 22 giugno.
Torino
Caso simbolo dell’emergenza. Interi quartieri senza corrente. Il grande caldo arrivato in anticipo ha mandato in tilt la rete urbana.
San Giuliano M.
Blackout continui per giorni. Consumi aumentati del +38% in una settimana. Protezione civile attivata dal sindaco.
Napoli nord
Giugliano, Villaricca, Melito, Sant’Antimo: migliaia di famiglie senza corrente per 12 ore. Ospedali con generatori. Tavolo d’urgenza in Prefettura.
Bergamo
Blackout a macchia di leopardo. Persone bloccate negli ascensori. Semafori spenti. Negozi e attività artigianali ferme.
Firenze
Uffici, hotel e negozi al buio nel centro città. Surriscaldamento della rete di media tensione causa dichiarata da E-Distribuzione.

 

I consumatori pagano la rete in bolletta.
Ma la rete cede.

Qui sta il nodo che nessuno vuole nominare con chiarezza. Gli oneri di rete — distribuzione, trasmissione, dispacciamento, misura — sono la componente più stabile e incomprimibile della bolletta elettrica di ogni italiano, indipendentemente dal fornitore scelto, dal prezzo del mercato, dalle fluttuazioni delle materie prime.

📊 Composizione bolletta elettrica · Dati 2025
20,1% Distribuzione, misura, trasporto, qualitàVoce aumentata del +10,6% in un solo trimestre (Q1 2025). È la componente che finanzia direttamente le reti locali.
22% Oneri generali di sistema (ASOS + ARIM)Incentivi alle rinnovabili, dismissione nucleare, bonus sociali. Una «quota crescente e sempre più significativa», riconosce ARERA stessa.
40–50% Quota totale indipendente dal mercato Sommando rete, oneri e imposte: questa è la parte della bolletta che non cambia mai, indipendentemente dal fornitore scelto.

 

In altri termini: circa la metà di ciò che un italiano paga ogni mese per l’elettricità non ha nulla a che fare con il prezzo dell’energia. Non cambia se si passa da a un fornitore del libero mercato. Va direttamente a remunerare le infrastrutture di rete — quelle stesse infrastrutture che nei giorni scorsi hanno ceduto sotto il caldo.

La rete cede. I bilanci no.

Mentre i consumatori restano al buio, i gestori delle reti di distribuzione registrano bilanci solidi e crescenti — proprio grazie alle tariffe garantite e regolate, che li rendono impermeabili alle oscillazioni di mercato. Ecco i dati ufficiali degli ultimi bilanci disponibili.

Operatore Territorio Ricavi EBITDA / Utile Trend
E-Distribuzione (Enel) Nazionale — 32M clienti 8.844 M€ (2025) MOL 4.425 M€ · EBIT 2.946 M€ ↑ Adeguamenti tariffari in Italia
A2A / Unareti Milano, Brescia, Bergamo 14.000 M€ (2025 adj.) Utile netto 816 M€ (+29%) ↑ +71% capacità rete grazie a Duereti
Iren Torino e Nord-Ovest 3.486 M€ (H1 2025) EBITDA 726 M€ (+14%) ↑ «Riconoscimenti tariffari per investimenti su reti»
Acea / Areti Roma e Formello N.D. separato Investimenti in espansione ↑ Ammodernamento rete urbana in corso
Fonti: bilanci ufficiali aziendali · relazioni ARERA · comunicati CdA 2024–2025

⚠️ I ricavi da distribuzione crescono, i profitti crescono, i dividendi crescono. E nel frattempo la rete cede sotto il caldo. Il meccanismo tariffario garantisce ricavi certi ai distributori a prescindere dalla qualità del servizio fornito.

Gli indennizzi automatici: un diritto reale, ma insufficiente

I consumatori coinvolti nei blackout hanno diritto agli indennizzi previsti da ARERA per interruzioni prolungate del servizio. L’indennizzo deve essere automatico in bolletta, senza bisogno di presentare alcuna richiesta.

Clienti domestici (≤ 6 kW)
€ 34,50 Per le prime ore di interruzione.
+ € 17,25 per ogni ulteriori 4 ore consecutive.
Utenze commerciali / aziende (> 6 kW)
€ 172,50 Per le prime ore di interruzione.
+ € 86,25 per ogni ulteriori 4 ore consecutive.

Consumerismo No Profit sottolinea con forza che questi indennizzi rappresentano un rimborso parziale e simbolico a fronte di danni reali ben superiori: alimenti deteriorati, apparecchiature danneggiate, attività commerciali ferme, anziani e persone fragili esposti al caldo durante le ore più pericolose.

L’indennizzo automatico non esclude il diritto a un ulteriore risarcimento del danno secondo le ordinarie norme civilistiche (Codice Civile), laddove ne sussistano i presupposti. I turisti che hanno acquistato soggiorni in strutture rimaste senza corrente hanno diritto al rimborso proporzionale da parte degli esercenti, i quali potranno a loro volta rivalersi sui distributori.

Quattro richieste che non ammettono rinvii.

  • Ai distributori di rete: rendicontazione pubblica immediata
    Rendicontazione pubblica degli investimenti realizzati negli ultimi 10 anni per l’adeguamento delle reti urbane al cambiamento climatico, con indicazione delle aree ancora a rischio e dei piani concreti di intervento.
  • Ad ARERA: indagine formale sull’utilizzo dei fondi tariffari
    Verifica se i fondi raccolti attraverso le tariffe di distribuzione — pagate da tutti i consumatori italiani, sempre, indipendentemente dal fornitore — siano stati effettivamente reinvestiti nella resilienza della rete negli ultimi 10 anni di crescita degli oneri in bolletta.
  • Al Governo e al Parlamento: riforma del meccanismo di remunerazione
    Non è accettabile che i profitti delle reti crescano mentre il servizio cede. Il sistema tariffario deve legare i ricavi garantiti ai distributori alla qualità effettiva e continua del servizio, con penalità reali e proporzionate ai disservizi causati.
  • Agli utenti colpiti: documentate tutto, subito
    Conservate data, ora e durata dell’interruzione. Fotografate i danni (frigoriferi, elettrodomestici, alimenti). Raccogliete le ricevute di eventuali spese sostenute. Consumerismo No Profit attraverso i propri sportelli +Tutela è disponibile a supportare gratuitamente i consumatori nell’esercizio dei propri diritti, compresa l’eventuale azione risarcitoria collettiva.

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