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Etichetta energetica: come si legge e cosa chiedere prima

Scala da A a G, consumo annuo e codice QR verso la banca dati europea: il confronto che si fa in due minuti e le domande da fare prima di comprare.

Davanti a due lavatrici con lo stesso prezzo, una in classe C e una in classe E, la differenza non sta nell’etichetta ma nella dei prossimi dieci anni. Il problema è che quasi nessuno legge l’etichetta oltre la lettera, e che proprio sotto la lettera ci sono i dati che permettono di capire quanto costa davvero far funzionare quell’apparecchio.

L’etichetta energetica è disciplinata dal regolamento 2017/1369 e dai regolamenti delegati per ciascun gruppo di prodotti. Dal primo marzo 2021 la scala è tornata da A a G per lavastoviglie, lavatrici e lavasciuga, frigoriferi e display elettronici compresi i televisori, e dal primo settembre 2021 per le lampade. Ogni etichetta riporta un codice QR che rimanda alle informazioni ufficiali inserite dai fornitori nella banca dati europea EPREL, e le etichette devono essere esposte nei negozi fisici e online.

Perché la lettera è cambiata

La riparametrazione ha azzerato le vecchie classi con i più, che avevano reso la scala illeggibile: un prodotto che prima era A più più più oggi può trovarsi in una classe centrale.

Non significa che sia peggiorato: significa che la scala è stata resa più severa, lasciando spazio in alto per i prodotti futuri. Nelle classi più alte, all’inizio, di prodotti ce ne sono pochissimi.

La conseguenza pratica per chi compra è che il confronto va fatto fra prodotti con la stessa etichetta nuova. Un apparecchio pubblicizzato con una vecchia classe non è confrontabile con uno etichettato secondo la scala attuale, e questa confusione viene a volte usata nella comunicazione commerciale.

Che cosa leggere sotto la lettera

Il consumo annuo di energia in chilowattora, che è il numero da moltiplicare per il prezzo dell’energia per capire il costo reale.

Per i frigoriferi, i volumi degli scomparti per i prodotti congelati e non congelati, e le emissioni di rumore in decibel con la relativa classe.

Il numero del regolamento applicabile, che serve a verificare che l’etichetta sia quella corretta per quel gruppo di prodotti.

Il codice QR, che è lo strumento più utile e meno usato: inquadrandolo si accede alle informazioni ufficiali della banca dati europea, non a quelle commerciali del venditore.

Il consiglio pratico è semplice: in negozio, inquadra il codice QR dei due modelli che stai confrontando. Due minuti di verifica su dati ufficiali valgono più di qualunque descrizione a voce.

Durabilità e riparabilità

Qui si apre il collegamento con le altre novità recenti.

Le informazioni su durabilità, riparabilità e aggiornamenti software non possono essere omesse o presentate in modo fuorviante: è uno dei punti delle nuove regole sulle asserzioni ambientali, e riguarda proprio le domande che un acquirente si pone davanti a un elettrodomestico.

Prima di comprare, quindi, sono tre le domande da fare al venditore e da farsi mettere per iscritto: per quanti anni sono garantiti i pezzi di ricambio, quanto costa il ricambio più probabile, e per quanto tempo il prodotto riceve aggiornamenti se ha una componente digitale.

Le risposte, oltre a orientare l’acquisto, diventano elementi contrattuali se il prodotto si rivela diverso da come è stato presentato.

Quando l’etichetta manca o è sbagliata

L’etichetta deve essere esposta, anche online, e su questo abbiamo verificato il testo del regolamento: l’articolo 5 impone al distributore di esporre in modo visibile l’etichetta, anche nella vendita a distanza online, e di mettere a disposizione dei clienti la scheda informativa del prodotto su richiesta, anche in forma fisica nel punto vendita. Un annuncio che non riporta l’etichetta non è soltanto poco informativo: è in contrasto con l’obbligo.

E se il venditore risponde che l’etichetta non gli è stata fornita, quella risposta non lo libera. Lo stesso articolo prevede che in mancanza dell’etichetta il distributore la richieda al fornitore, e che per la scheda informativa possa in alternativa stamparla o scaricarla dalla banca dati europea dei prodotti. Il fornitore, per sua parte, deve fornirle gratuitamente e, su richiesta, al più tardi entro cinque giorni lavorativi.

Due obblighi in più che riguardano la pubblicità: nei messaggi pubblicitari visivi e nel materiale tecnico promozionale il distributore deve indicare la classe di efficienza energetica e la gamma delle classi, ed è vietato esporre etichette o simboli ingannevoli o che imitino quelli europei. È il punto su cui segnalare i finti bollini verdi.

Una precisazione per onestà: il momento esatto in cui etichetta e scheda devono comparire in una vendita a distanza è rimesso ai regolamenti delegati per gruppo di prodotto, che non abbiamo verificato. L’obbligo di esporre l’etichetta online, invece, è nel regolamento e vale senza bisogno di altro.

Se la classe indicata nell’annuncio non corrisponde a quella della banca dati ufficiale, hai in mano un elemento preciso. Fai una schermata dell’annuncio con la data e conserva la verifica fatta tramite il codice o la banca dati.

Se hai comprato sulla base di una classe energetica che il prodotto non ha, la questione riguarda la conformità del bene a quanto dichiarato e la correttezza dell’informazione: sono due profili distinti e vanno fatti valere entrambi, verso il venditore secondo il Codice del consumo e con la segnalazione all’autorità competente.

E se il venditore si limita a dire che l’etichetta è quella fornita dal produttore, chiedi il riferimento del modello nella banca dati: è lì che la questione si chiude, in un senso o nell’altro.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica la corrispondenza fra la classe dichiarata nell’annuncio o in negozio e i dati ufficiali della banca dati europea, che è il controllo che trasforma un’impressione in un elemento. Documenta l’annuncio e l’etichetta esposta nel modo giusto, con data e indirizzo. Distingue i due profili, la conformità del bene verso il venditore e la correttezza dell’informazione verso l’autorità, perché vanno fatti valere entrambi. Imposta la richiesta scritta sulle informazioni di durabilità, ricambi e aggiornamenti, che ora non possono essere omesse. E raccoglie i casi ripetuti sugli stessi modelli o sulle stesse catene, dove si vedono le prassi e non gli episodi. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La schermata dell’annuncio o la fotografia dell’etichetta esposta con la data, il modello esatto e il codice identificativo del prodotto, la verifica fatta sulla banca dati ufficiale, la prova d’acquisto, le risposte ricevute dal venditore su ricambi, durabilità e aggiornamenti e, se disponibile, la scheda tecnica consegnata.

Tempi realistici e possibili esiti

Le contestazioni fondate su una discordanza fra la classe dichiarata e i dati ufficiali sono quelle con la posizione più solida, perché il riscontro è oggettivo e verificabile in pochi minuti. Le richieste verso il venditore per difformità del bene seguono i tempi ordinari della garanzia. Le segnalazioni sull’assenza dell’etichetta negli annunci producono effetti sulle prassi del venditore, con tempi variabili. Va detto che una contestazione basata soltanto su un consumo percepito come troppo alto, senza riscontro sui dati ufficiali, non ha margini. Lo Sportello verifica i dati e imposta la contestazione, senza garantire l’esito.

Per approfondire: regolamento 2017/1369 · banca dati europea EPREL · Codice del consumo · scheda sulle nuove etichette energetiche

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Perché la classe del mio elettrodomestico è peggiorata?

Perché dal primo marzo 2021 la scala è tornata da A a G, azzerando le vecchie classi con i più: un prodotto che prima era in cima oggi può trovarsi in una classe centrale. Non è peggiorato, è la scala che è stata resa più severa per lasciare spazio in alto.

Che cosa guardo oltre la lettera?

Il consumo annuo in chilowattora, che moltiplicato per il prezzo dell’energia ti dà il costo reale, i volumi degli scomparti per i frigoriferi, il rumore in decibel con la sua classe e il numero del regolamento applicabile. La lettera da sola non dice quanto spenderai.

A che serve il codice QR sull’etichetta?

Rimanda alle informazioni ufficiali della banca dati europea EPREL, inserite dai fornitori, e non a quelle commerciali del venditore. È lo strumento più utile e meno usato: in negozio, inquadra il codice dei due modelli che stai confrontando.

L’annuncio online non mostra l’etichetta.

L’etichetta deve essere esposta anche nella vendita online: un annuncio che non la riporta è in contrasto con l’obbligo. Fai una schermata con la data e l’indirizzo della pagina, perché gli annunci cambiano e quella schermata è l’unico elemento che resta.

Ho comprato un prodotto con una classe che non ha.

Sono due profili distinti e vanno fatti valere entrambi: la conformità del bene a quanto dichiarato, verso il venditore, e la correttezza dell’informazione, con segnalazione all’autorità. Parti dalla verifica sulla banca dati ufficiale, che rende la discordanza oggettiva.

Che cosa devo chiedere prima di comprare?

Tre cose, per iscritto: per quanti anni sono garantiti i pezzi di ricambio, quanto costa il ricambio più probabile e per quanto tempo il prodotto riceve aggiornamenti se ha una componente digitale. Queste informazioni ora non possono essere omesse né rese in modo fuorviante.

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