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In data, 23 febbraio 2026, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha ufficialmente chiuso l’istruttoria relativa al Master Service Agreement (MSA) tra FiberCop e TIM. Un passaggio cruciale che segna il nuovo assetto delle telecomunicazioni italiane dopo lo scorporo della rete avvenuto nel luglio 2024.
L’intervento dell’Antitrust, avviato nel dicembre 2024, si è concluso con l’accoglimento di una serie di impegni vincolanti proposti dalle due società. Questi correttivi mirano a sanare le criticità iniziali che avrebbero potuto limitare la concorrenza e, di conseguenza, danneggiare gli utenti finali in termini di prezzi e qualità del servizio.
I punti critici: perché l’Antitrust è intervenuta
L’Autorità aveva espresso forti preoccupazioni su alcune clausole dell’accordo che rischiavano di creare un mercato “blindato”. In particolare, l’attenzione si era concentrata su:
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Vincoli di esclusiva: accordi che avrebbero potuto limitare la libertà di movimento dei competitor.
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Scontistica e cessione dei diritti (IRU): meccanismi che rischiavano di disincentivare gli investimenti in fibra ottica (FTTH) da parte di altri operatori.
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Migrazione dei clienti: il rischio che FiberCop potesse influenzare eccessivamente le scelte di TIM nel passaggio degli utenti dalla vecchia rete in rame alla fibra.
Cosa cambia con gli impegni accolti
L’accoglimento degli impegni, avvenuto dopo un rigoroso market test che ha coinvolto stakeholder e AgCom, introduce pilastri fondamentali per la tutela del mercato:
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Riduzione delle esclusive: La durata dei vincoli di esclusiva è stata significativamente ridotta. Nelle aree dove la rete è ancora poco sviluppata, l’esclusiva è stata strettamente legata alla realizzazione di nuovi investimenti reali, premiando chi costruisce infrastruttura e non chi occupa semplicemente il mercato.
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Autonomia nella migrazione: È stato smantellato il meccanismo di intermediazione che legava FiberCop alle scelte di migrazione dei clienti TIM. Questo garantisce che il passaggio alla fibra avvenga secondo logiche di mercato trasparenti e non attraverso automatismi che limitano la mobilità della domanda.
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Trasparenza sui prezzi: Le modalità di applicazione degli sconti sono state corrette per evitare effetti distorsivi che avrebbero potuto penalizzare gli operatori più piccoli.
La nota di Consumerismo
L’esito di questa istruttoria conferma quanto sia vitale una vigilanza attiva per evitare la “tirannia delle infrastrutture”. Per Consumerismo.it, l’obiettivo resta il Consumerismo Politico: il cittadino deve poter scegliere il proprio fornitore di connettività in un mercato dove la competizione avviene sul merito del servizio e non sulla chiusura degli accessi alla rete.
Incentivare la “concorrenza dinamica” significa permettere a nuovi soggetti di investire anche dove la fibra è carente, garantendo che nessun utente resti ostaggio di posizioni dominanti ereditate dal passato.




