CATEGORIA: La Borsa della Spesa

La Borsa della Spesa: buona stagione per le patate dolci in calo del 12,6% in una settimana

Ribassi anche per pesce spada, uva da tavola e melograni, mentre zucche e ortaggi autunnali offrono nuove opportunità di risparmio.

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Con il clima più mite di ottobre gli ortaggi a foglia riprendono ritmo e le lattughe iniziano a scendere di prezzo, soprattutto nei mercati del Centro-Sud. Restano invece alte le quotazioni dei pomodori, che risentono ancora degli effetti della calda estate appena trascorsa. Oramai sui banchi solo prodotti pienamente autunnali. Per capire come orientarsi tra i prezzi della settimana torna La Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit.

Nel comparto frutticolo è il momento dei melograni. Il prodotto italiano è ormai entrato a pieno regime ed è disponibile all’ingrosso tra 1,50 e 2,00 euro/kg, con prezzi in calo del 2,9% rispetto alla settimana precedente. I fichi d’India mantengono prezzi regolari, da 1,10-1,20 euro/kg per i piccoli fino a 2,50-2,70 euro/kg per le pezzature grandi. I cachi vaniglia, provenienti soprattutto dalla Campania, sono sempre più presenti e si trovano a 1,20-1,50 euro/kg, con punte di 1,70 euro/kg per i frutti più grandi; i cachi comuni italiani invece, appena entrati, si stanno assestando intorno a 2,00 euro/kg. Per l’uva da tavola, conclusa la Vittoria, la domanda ha rallentato e i prezzi scendono del 3,6%. La varietà Italia si trova all’ingrosso questa settimana tra 1,30 e 1,70 euro/kg, la Pizzutello tra 1,80 e 2,30 euro/kg e la varietà senza semi a 2,30-2,50 euro/kg. Giungono quasi al termine della produzione le susine. La varietà Grossa di Felisio, la Angeleno e la nuova October Sun si attestano all’ingrosso mediamente a 1,50 euro/kg.

Tra gli ortaggi, ottobre è il mese delle zucche, con quantitativi in aumento e prezzi vantaggiosi: la Moscata di Provenza all’ingrosso si trova a 0,50 euro/kg, la Lunga Violina mediamente a 0,80-1,00 euro/kg ad eccezione del prodotto campano, sempre più presente anche nei mercati del Nord, disponibile a prezzi all’ingrosso leggermente più bassi tra 0,60 e 0,80 euro/kg. Buoni i prezzi all’ingrosso dei porri a 1,50 euro/kg, in lieve calo rispetto alla scorsa settimana (0,7%). I cavoli cappucci si confermano stabili rispetto alla scorsa settimana tra 0,80 e 1,00 euro/kg, tra 1,30 e 1,50 invece la varietà “appuntita” tipica del nord Italia. Con i primi freddi la domanda si sposta verso i prodotti da cuocere e, tra questi, sono appena arrivate le cime di rapa all’ingrosso tra 1,50 e 1,70 euro/kg. Cresce, infine, l’interesse per le batate, conosciute come “patate dolci”, anche di produzione italiana, che segnano un calo del 12,6% nell’ultima settimana grazie al buon andamento della produzione. Infatti, nelle zone di produzione, come il Veneto, si trovano all’ingrosso a 0,80-1,00 euro/kg mentre negli altri mercati fino a 1,90 euro/kg.

Nel comparto ittico, con il Tirreno in fermo pesca dal 1 al 31 ottobre, la disponibilità arriva soprattutto dall’Adriatico, dove l’attività è intensa. È piena stagione per le mazzancolle, all’ingrosso, si va da 9,00-10,00 euro/kg per le pezzature piccole a 15,00 euro/kg per le medie, fino a 20,00-25,00 euro/kg per quelle grandi e selezionate. In vista delle feste natalizie, potrebbe essere questo un buon momento per acquistarle e congelarle. I calamari entrano nel vivo della stagione con prezzi in calo dell’11,1% rispetto allo scorso anno grazie ad una discreta disponibilità: si va da 15,00-16,00 euro/kg fino a 25,00-27,00 euro/kg, a seconda della pezzatura e del mercato. I cefali dorati sono stabili, tra 2,50 e 4,00 euro/kg. Cresce la richiesta di lampuga. pesce di qualità che presenta un buon prezzo all’ingrosso intorno ai 10,00 euro/kg. Il pesce spada segna un calo del 7,6% rispetto alla scorsa settimana grazie ad una pesca abbondante e si trova all’ingrosso tra 13,50 e 15,00 euro/kg. Stabile, infine, il polpo verace, mediamente intorno a 14,00 euro/kg.

Infine, tra le carni, seconda settimana di ribassi consecutivi per il prezzo all’ingrosso del quarto posteriore di vitellone, tra 9,99-10,39 euro/kg, i cui consumi iniziano a cedere a favore di altri tagli tipicamente richiesti nei mesi autunnali.

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