La Borsa della Spesa

La Borsa della Spesa: scendono del 7% i prezzi dei calamari nell’ultima settimana

Uva, fichi d’India, fasolari e calamari in calo: con il cambio di stagione aumentano le occasioni sui mercati all’ingrosso

Il clima più mite favorisce la ripresa delle produzioni in serra di frutta e verdura e, in mare, riprende a pieno ritmo la pesca nell’Adriatico, mentre il Tirreno si fermerà per tutto il mese di ottobre. In questo scenario La Borsa della Spesa settimanale di BMTI e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit, guida i consumatori a orientarsi tra i prodotti migliori della settimana.

Nel comparto frutticolo, i fichi d’India sono nel pieno della produzione e i prezzi scendono del 3,1% rispetto alla scorsa settimana, attestandosi su livelli in linea rispetto alla media del periodo: all’ingrosso, il prodotto di calibro piccolo si trova a 1,00-1,10 euro/kg, le confezioni da 18 pezzi a 1,50 euro/kg, quelle da 16 pezzi a 1,90-2,00 euro/kg e le pezzature più grandi, da 12 e 14 pezzi, a 2,30-2,50 euro/kg.

L’uva da tavola prosegue con prezzi in calo del 4,6% rispetto alla scorsa settimana e del 15,6% rispetto allo scorso anno: si conclude il mercato della varietà Vittoria, entra la rosata Red Globe mentre la varietà Italia si attesta tra 1,50 e 1,80 euro/kg e la Pizzutello intorno a 2,00 euro/kg. L’uva senza semi, che un mese fa all’ingrosso superava i 3,00 euro/kg, si trova ora a 2,30-2,50 euro/kg. È partita la stagione dei cachi con i cachi vaniglia della Campania, dal sapore inconfondibile, a 1,20-1,40 euro/kg; i primi cachi comuni italiani, provenienti principalmente da Emilia-Romagna e Campania, partono da 2,50-3,00 euro/kg, prezzi destinati ad assestarsi e calare con l’aumento delle quantità.

Le susine vivono l’ultima parte della stagione con le varietà Angeleno, Grossa di Felisio, Stanley e Fortune, tra 1,20 e 1,50 euro/kg, in calo dell’1,3% rispetto ad una settimana fa. Prosegue la nuova raccolta delle mele: Golden e Royal Gala di pianura si trovano all’ingrosso tra 0,80 e 1,20 euro/kg a seconda della pezzatura, mentre la Golden Delicious di montagna si attesta a 1,70-1,80 euro/kg e la Royal Gala a 1,30-1,50 euro/kg. Al via anche la raccolta delle castagne: le prime partite, di grossa pezzatura (50 pezzi/chilo), all’ingrosso è disponibile tra 4,30 e 4,50 euro/kg. La stagione risente dell’estate torrida e la domanda aspetterà le prime giornate fresche per entrare nel vivo.

Tra gli ortaggi si chiude la produzione in pieno campo e parte quella in serra. Il clima più favorevole lascia prevedere una graduale normalizzazione dell’offerta e al Centro-Sud le lattughe hanno già iniziato a scendere di prezzo. In questo periodo cresce l’interesse per le zucche, ormai presenti in quasi tutte le varietà: la moscata di Provenza è disponibile all’ingrosso tra 0,50 e 0,60 euro/kg, la lunga violina a 0,80 euro/kg, la zucca ornamentale di Halloween a 1,00-1,10 euro/kg, la Hokkaido, sempre più apprezzata, intorno a 1,20 euro/kg e la tonda Delica a 1,30-1,50 euro/kg. I porri aprono la stagione a circa 1,70 euro/kg, in lieve calo dell’1,6% rispetto ad una settimana fa, perfetti in abbinamento proprio con la zucca.

I cavoli cappuccirestano tra i prodotti più convenienti, intorno a 0,80 euro/kg, con un ulteriore calo dell’1,2% in sette giorni. Continua la convenienza per le cipolle. In particolare, le tonde rosse e bianche si confermano stabili intorno a 1,00 euro/kg dopo una buona raccolta, le tonde dorate intorno a 0,70 euro/kg, la cipolla rossa di Tropea a 2,00-2,20 euro/kg. Prosegue regolare la produzione delle carote, all’ingrosso vendute mediamente a 1,00 euro/kg. Si avvia, infine, la stagione dei cavolfiori bianchi e romaneschi, che presentano una disponibilità ancora contenuta: nelle zone di produzione del Lazio si trovano a 1,50-1,70 euro/kg, negli altri mercati intorno a 2,00 euro/kg.

Nel comparto ittico, con la riapertura completa dell’Adriatico si attende una maggiore disponibilità di prodotto nei prossimi giorni, mentre sul Tirreno scatta il fermo pesca, in vigore dal 1° al 31 ottobre. Il pesce spada italiano, pescato sia in Adriatico che nel Tirreno, resta conveniente: all’ingrosso è disponibile tra 14,00 e 16,00 euro/kg a seconda della pezzatura. La lampuga è nel picco stagionale e piuttosto richiesta. All’ingrosso è disponibile a 7,50-8,00 euro/kg, in lieve rialzo settimanale ma comunque più bassi del 5,9% rispetto allo scorso anno. I fasolari, provenienti soprattutto dall’alto Adriatico, scendono del 3,9% in una settimana e si trovano intorno a 12,00 euro/kg. Si apre la stagione dei calamari con prezzi in calo del 7% rispetto alla scorsa settimana grazie alla maggiore disponibilità di prodotto nazionale ed estero: lasciati i 30,00 euro/kg, all’ingrosso si trovano questa settimana mediamente tra i 23,00 e i 25,00 euro/kg, con il prodotto adriatico a 18,00-22,00 euro/kg. I cefali doratioffrono pezzature importanti, con esemplari che superano anche il chilo e venduti all’ingrosso tra i 2,00 e i 4,00 euro/kg. Iniziano, infine, a vedersi le mazzancolle in vista della stagione di ottobre e novembre: per ora i quantitativi sono contenuti e i prezzi stabili, da 13,00-15,00 euro/kg per le pezzature medio-piccole fino a 30,00-35,00 euro/kg per quelle grandi, ma sono attesi in calo nelle prossime settimane e, rispetto allo scorso anno, le quotazioni risultano già inferiori del 5,7%.

Infine, tra le carni, si rilevano prezzi all’ingrosso in calo per il quarto posteriore di vitellone, tra 10,04 e 10,44 euro/kg, con i consumi che iniziano a spostarsi verso i tagli maggiormente richiesti nel periodo autunnale. Continua, invece, la fase di stabilità per il prezzo della fesa di tacchino, tra 9,30 e 9,70 euro/kg la cui domanda resta su buoni livelli, favorita dal calo delle temperature.

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